Soveria M.: studenti del Reventino adottano un albero

Cultura dell’ambiente e dell’agricoltura sostenibile

 

GLI ALBERI sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati il cielo cadrà sopra di noi”. Ispirati da quest’antica profezia degli Indiani d’America, gli studenti dell’Ipaa  (Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente) di Soveria Mannelli lunedì scorso hanno organizzato la Festa degli alberi. Torna a rivivere dopo tre anni un’antica tradizione, un tempo molto diffusa nelle scuole d’ogni ordine e grado, ma soprattutto nelle scuole elementari. Col motto “Adottiamo un albero” gli studenti del comprensorio del Reventino, supportati dai docenti, hanno evidenziato che lo scopo della manifestazione è quello di promuovere una cultura dell’agricoltura sostenibile, che consenta la salvaguardia dell’ambiente rurale e del paesaggio, in coerenza con la programmazione didattico-formativa, impedendo sul nascere una cultura negativa della distruzione e del disinteresse verso il patrimonio naturale. Due i momenti particolari della manifestazione. Prima, l’incontro dibattito presso la palestra, presente una numerosa rappresentanza del Liceo scientifico, dell’Iti e dell’Istituto comprensivo di Carlopoli, accompagnati dai rispettivi docenti e dal dirigente scolastico Angelo Falbo, e poi la messa a dimora nel parco adiacente l’Istituto di circa 100 piantine (abete, pino laricio ed ibiscus) forniti gratuitamente dall’Afor di Cosenza. I lavori coordinati dal prof Angelo Serafini Lio, sono stati introdotti dalla professoressa Mirella Perrone Chiodo e proseguiti con l’intervento del dirigente scolastico, dell’Istituto di istruzione superiore “L. Costanzo” di Decollatura, Giovanni Martello, il quale tra l’altro ha detto che la manifestazione   “Contiene in sé una pluralità di valenze positive: emergenza e formazione di una solida cultura ambientale, uno degli assi portanti  del POF (Piano dell’Offerta Formativa) di questi ultimi anni”. Oggi, cari studenti – ha proseguito il dirigente – siete protagonisti di un fatto molto importante perché  state e stiamo testimoniando di non volerci tirare indietro, di non chiudere gli occhi  di fronte all’emergenza ambientale  che attanaglia l’intero pianeta. Questo significa che il locale si collega col globale in un rapporto dinamico e sinergico; oggi si tende a fondere i due termini (globale e locale) per estrapolarne un terzo: glocale; con questo nuovo termine si intende una nuova mentalità, un nuovo modo di pensare  agire e progettare  in modo locale che però tiene conto del più ampio contesto che è quello globale; il glocale è cioè un agire localmente pensando però globalmente. A proposito – prosegue la riflessione del dirigente Martello – voglio ricordare che la cittadinanza europea è sia un punto di arrivo, per superare i localismi nazionali, ma è anche un punto di partenza per raggiungere la prossima tappa: quella della cittadinanza planetaria. Con l’adozione di un albero, ha concluso il dirigente “posate metaforicamente e realmente la prima pietra, anche se piccola, di un grande edificio; ovvero un piccolo albero che dovrà formare un grande bosco”. Passionali e ricchi di riferimenti storici e culturali, gli interventi dell’ex preside prof. Nicola Comerci  e del parroco don Antonio Brando. Interessante e suggestivo la proiezione del Dvd “Le foreste di Calabria” prodotto dall’Assessorato regionale alla Forestazione. Piacevole e completa la relazione alla quale hanno lavorato le classi 3^ dell’Ipaa ed esposta da Morena Bonacci, le cui  considerazioni sono: un messaggio critico per determinare un cambiamento e un coinvolgimento dell’intera collettività verso la cultura dell’ambiente; un impulso, una accelerazione per dare significato alla qualità della vita.  La messa a dimora delle piantine che ha coinvolto e prodotto una certa euforia negli alunni, docenti e genitori  è stato il momento più atteso ed ha rappresentato il forte legame tra  uomo-pianta. Una occasione, una sensibilizzazione per testimoniare la fiducia nel futuro e un impegno per rendere l’ambiente più a misura d’uomo. Piantare gli alberi,  è stato sottolineato, è anche una risposta civile al crescente vandalismo degli incendi boschivi, un invito alla conservazione della diversità biologica come elemento fondamentale per raggiungere un sano equilibrio tra comunità umana, ambiente naturale ed agricoltura.

 

Pasquale Taverna

 

 

Nella foto, sopra: il prof. Giovanni Martello mette a dimora una piantina. Sotto: altri momenti della iniziativa. 

 

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