Sottosviluppo, selezione industriale dei rifiuti e … Di Gaspare Stumpo

Continua la discusisone sul futuro di una delle aree più depresse del Mezzogiorno: il Savuto.

QUALCHE settimana addietro avevamo preannunciato un prepotente ritorno alla discussione sul fronte dei rifiuti, più precisamente su quello attinente all’impianto di preselezione industriale degli stessi, destinati – come si usa dire tra gli addetti ai lavori – alla termovalorizzazione. In quella stessa occasione ci eravamo sforzati, per quanto attiene alla nostra conoscenza, di spigare ai più, e in maniera semplice, cosa fossa in realtà  una struttura di selezione industriale e cosa, invece, un termovalorizzatore vero e proprio. Pur riconoscendo che la produzione dei rifiuti (circa 10 mila tonnellate all’anno) riguarda anche il nostro territorio, non riusciamo a capire, però, il perché e a tutti costi, della realizzazione di una mega struttura di circa 135.000 tonnellate annue nel comprensorio del Savuto e per giunta in una “zona – spiegano i rappresentanti del Comitato contro l’impianto – ad elevato rischio idrogeologico, già  in passato soggetta ad esondazioni del fiume Savuto”. Gli stessi ambientalisti scrivono in questi giorni che “confortati da un eminente parere scientifico negativo rilasciato dai tecnici nominati dallo stesso Ufficio del Commissario (si tratta dei professori Giuseppe Oliveti, Adolfo Sabato, Paolo Rabitti e del dottor Francesco Francisci), e confermato fra l’altro in una riunione indetta dal presidente della Provincia di Cosenza, gli amministratori più sensibili alla salvaguardia della salute e dell’ambiente hanno più volte fatto sapere che – tra virgolette – mai e poi mai permetteranno lo stravolgimento del territorio che ha una sua vocazione solo verso uno sviluppo rigorosamente rispettoso dell’ambiente”. In realtà  gli amministratori locali, nella fattispecie i sindaci, sull’argomento sembrano non parlare un linguaggio comune e spesso tra di loro si notano chiari imbarazzi. Dei primi cittadini dell’entroterra locale, infatti, una parte si pone totalmente contro la costruzione dell’impianto, una parte glissa in maniera diplomatica l’argomento, qualcuno, infine, non sa che pesci prendere. La conferma di queste posizioni è apparsa evidente in tutte le iniziative promosse per discutere sul da farsi, che in ogni caso hanno messo a nudo la debolezza politica e istituzionale dell’intero territorio. Noi continuiamo a pensare e a ribadire che per il Savuto occorrono ben altri investimenti e che della nostra area la politica dovrebbe occuparsi con più attenzione supportando progetti sullo sviluppo e non soluzioni quantomeno discutibili. La nostra posizione non è retorica, né tanto meno vuole rivendicare baratti di sorta, ma una cosa è la allocazione di un impianto per la selezione dei rifiuti in una realtà  industrializzata, ben servita dalle infrastrutture ed economicamente stabile, una cosa, invece, è la allocazione di un impianto in un contesto socio-economico debole o in un ambiente incontaminato e precario sul piano idro-geologico. Chiudiamo con tre ricordi. Il primo è riferito alla iniziativa di alcuni esponenti di partito e relativo alla intitolazione del palazzo del Consiglio regionale (la cosiddetta Astronave) che ha sede in quel di Reggio Calabria, al compianto professor Antonio Guarasci. Guarasci, “Figlio del Savuto”, è stato intellettuale, uomo di cultura e politico esemplare. Il patrimonio di idee e valori che ci ha lasciato a trenta’anni dalla morte resta ancora un esempio da imitare.  Dedicare, quindi, alla memoria di questa illustrefigura la “casa dei calabresi” sarebbe una iniziativa meritevole da parte della classe politica attuale di ogni schieramento. Il secondo va a Norberto Bobbio, il maggior filosofo italiano del nostro tempo, scomparso nei giorni scorsi. In questa occasione facciamo nostre le parole del Capo dello Stato: “L’Italia perde un uomo fiero e giusto, dalla personalità  straordinaria, rigoroso e sensibile, curioso e sagace”. Il terzo ricordo, infine, va ad Albert Sabin, lo scienziato polacco che qualche decennio addietro mise a punto il vaccino per la cura della poliomielite. Un medico di Luzzi, Michele Coppa, sulle pagine del Quotidiano della Calabria, in un articolo a firma di Roberto Galasso, ha ricordato l’evento avvenuto cinquant’anni fa. In questi giorni stiamo celebrando i i cinquant’anni della RAI e in tanti, maldestramente, ci eravamo dimenticati proprio di Sabin.

 

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