Rogliano: empasse per il commercio cittadino.

Chiudono dopo trent’anni di attività  le macellerie dei fratelli Giovanni e Vincenzo Ambrogio. Un duro colpo per l’economia locale.

ROGLIANO ­ Empasse per il commercio cittadino: chiuse due macellerie dei fratelli Ambrogio. Tempi stretti, dunque, per quello che in passato ha rappresentato uno dei settori trainanti dell’economia locale. Diverse delle numerose attività  che per anni hanno garantito benessere a molte famiglie del posto oggi sono alle prese con un serio periodo di stagnazione, frutto, probabilmente, di un cambiamento e di un evoluzione del mercato che sta producendo ripercussioni negative soprattutto per i titolari dei negozi storici della cittadina. E’ il caso delle macellerie dei fratelli Vincenzo e Giovanni Ambrogio, che dopo circa trent’anni di attività , nelle scorse ore hanno chiuso i battenti. Il gruppo Ambrogio, famiglia di imprenditori che almeno da quattro generazioni ha creduto e investito nel settore della carne, con moderni negozi sia nel centro storico di Rogliano che nell’area di Piano Lago, dalla mattinata di ieri ha deciso di sospendere le attività  site in Corso Umberto (sopra, nella foto)e in Piazza Santa Maria. Un duro colpo per l’economia locale e per gli stessi utenti “che viene ­ ha spiegato Giovanni Ambrogio ­ dopo un periodo natalizio disastroso. Economia – ha proseguito Ambrogio – nella quale già  da tempo si erano cominciate a manifestare situazioni negative nonostante il nostro grido di allarme rivolto, in parte, alle istituzioni”. Così, come in ogni realtà  decentrata rispetto ai grandi circuiti commerciali della provincia e più in particolare dell’area urbana cosentina, anche a Rogliano, quindi, piccole e medie botteghe di paese, oggi sono alle prese con la difficile gestione degli affari e a misurarsi quotidianamente con la grande concorrenza dei nuovi ipermercati. E se è difficile prevedere il futuro, resta semplice constatare il presente proprio per la grave situazione economica che attanaglia tutto il comprensorio, all’interno del quale, in primo luogo per la cintura roglianese, gli investimenti sono ormai orientati verso la zona di Piano Lago, che da potenziale area industriale sembra destinata a diventare, invece, area di negozi e commercio, complice, anche, la mancanza di strategie e coordinamento tra comuni. Più situazioni, quindi, che lentamente e con il trascorrere degli anni hanno portato a squilibri significativi anche nelle brevi distanze. Squilibri che difficilmente potranno essere superati, così come a Rogliano, forse, nemmeno lo stesso accentramento del mercato domenicale (annunciato da tempo e fortemente voluto dai commercianti) è destinato a produrre situazioni migliori, essendo lo stesso troppo estemporaneo rispetto alla complessità  della problematica.
Occorrono, pertanto, ben altri strumenti e ben altre sinergie capaci di interagire tra loro. Occorre ripensare e razionalizzare gli spazi del centro storico, se è vero come affermano molti commercianti che “alla fine, il rapporto qualità -prezzo della merce in vendita, a Rogliano è decisamente concorrenziale” e che paradossalmente il quadro complessivo delle attività  in sede fissa (158 su tutto il territorio comunale) ad oggi resta sostanzialmente immutato rispetto al recente passato.

G.S.

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