Comunità  montana del Savuto, precari ancora in agitazione.

Annunciato anche un sit in davanti alla Prefettura di Cosenza.

Prosegue l’assemblea permanente dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  presso la sede della Comunità  montana del Savuto. Gli interessati continuano a chiedere “le stabilizzazioni degli lsu/lpu e non più proroghe”, così come “i fondi necessari per l’attuazione della legge regionale 20/2003 Mangialavori (Å), il ripristino dell’art. 78 comma 6 della legge 23/12/2000 n° 388, con emendamento nella Finanziaria 2004, maggiori funzioni per gli enti montani, il riconoscimento dei contributi previdenziali” ed il rispetto “di criteri e norme, tra l’altro previsti dalla legge regionale n° 20/2003, per le assunzioni negli enti regionali e strumentali della Regione Calabria”. Le rivendicazioni dei lavoratori, contenute peraltro in una nota a firma di Francesco Naccarato, Romolo Cozza e Damiano Mirabelli, sono state alla base della discussione che si è tenuta nella mattinata di ieri a Piano Lago, alla quale, oltre a diverse centinaia di lsu ed lpu del comprensorio, hanno partecipato anche l’onorevole Mario Pirillo, il vice presidente dell’Anci Calabria, Francesco Iacucci, il vice presidente della locale Comunità  montana, Giuseppe Cuccomarino, alcuni sindaci ed amministratori della zona, ed il sindacalista Franco D’Orrico (Cgil). All’incontro, che si è protratto per oltre tre ore, è stato presente pure il leader del movimento <Diritti Civili>, Franco Corbelli. “Occorre una prova di forza – ha spiegato quest’ultimo – occorre una risposta che sia pacifica, ma che vada direttamente al cuore del problema”. “La Regione – ha proseguito Corbelli – questo problema lo sta rimandando, aldilà  del colore politico. Oggi – ha detto – c’è il centrodestra, ieri c’era il centrosinistra, ma risposta non c’è stata”.  Per Corbelli, in sostanza, “basterebbe poco: i fondi ci sono, le leggi ci sono, ma è la volontà  politica che manca”. “Mi farò carico di portare il vostro messaggio a tutti i colleghi del centrosinistra in Consiglio regionale” – ha affermato invece Mario Pirillo, che ha promesso ai lavoratori iniziative per tentare di impegnare la Giunta sulla problematica. “Lo strumento già  c’è – ha aggiunto Pirillo – ed è la legge 20. Il problema non è tanto il percorso legislativo. Il problema sono le risorse, che loro (il riferimento è al governo regionale, nda) non vogliono destinare”. E sulla necessità  “di imporre alla Regione Calabria di finanziare la legge 20” ha parlato nell’occasione anche il vice presidente dell’Anci Calabria, Francesco Iacucci. Iacucci ha sottolineato l’importanza di un “ragionamento collettivo” che coinvolga istituzioni, organizzazioni sindacali e lavoratori, quindi l’urgenza di ottenere un tavolo di concertazione con la Giunta regionale. Per Iacucci, altro aspetto importante è quello relativo alla formazione professionale “e nel Por – ha evidenziato – ci sono i fondi necessari”. Nel corso della riunione, sindaci ed amministratori hanno ribadito ancora una volta l’utilità  dei precari all’interno degli enti locali “senza di voi non avremmo potuto assicurare servizi essenziali” e l’impegno, nella lotta, ad essere a fianco dei lavoratori. “La Regione Calabria – ha scritto in una lettera il presidente della Comunità  montana del Savuto, Anna Aurora Colosimo – venerdì scorso ha approvato il bilancio che prevede risorse scarsissime per gli lsu/lpu. Il rischio concreto è che la legge Mangilavori rimanga inattuata. Contestualmente i tagli nazionali e regionali sui trasferimenti ai comuni e comunità  montane, unitamente al blocco del trasferimento delle funzioni agli enti territoriali, non aprono spiragli per soluzioni all’interno degli enti, anzi mettono in crisi la sussistenza stessa delle comunità  montane”. “Il nostro auspicio – ha concluso la Colosimo – è quello che la vostra questione venga presa nella giusta considerazione da chi può adottare interventi significativi. Il nostro impegno è e rimane quello di essere a vostro fianco e di fare quanto possibile, nei limiti delle disponibilità  finanziarie e istituzionali, per alleviare il disagio determinato da anni di precariato”. Al termine della discussione, i lavoratori “stanchi e mortificati per rivendicare la loro situazione lavorativa”, hanno annunciato la prosecuzione dello stato di agitazione e l’organizzazione, per mercoledì prossimo, alle ore 09.00, di un sit in davanti alla Prefettura di Cosenza. Per questa iniziativa gli interessati, ai quali si affiancherà  Franco Corbelli, hanno chiesto il sostegno di esponenti politici, sindaci, rappresentanti del mondo sindacale e soprattutto delle migliaia di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  sparsi nelle varie comunità  della Calabria. Per l’occasione i precari minacciano di bruciare addirittura i certificati elettorali. A testimonianza di questo, nel corso del dibattito di ieri, un lavoratore presente, tra lo stupore generale, ha strappato davanti all’assemblea il proprio certificato elettorale (sotto, nell’ultima foto).

Gaspare Stumpo

gasparestumpo@libero.it

 

Le foto della manifestazione delle scorse ore:

 

 Il tavolo dei relatori.

 L’assemblea dei lavoratori.

 Cuccomarino, Iacucci e Pirillo.

 L’intervento di Francesco Naccarato (portavoce precari)

 L’intervento di Mario Pirillo.

 Il leader di <Diritti Civili> Franco Corbelli.

 Franco D’orrico (Cgil).

 Il sindaco di Belsito, Giovanni De Rose.

 De Rose, Cuccomarino, Guzzo Foliaro e Iacucci.

 Iacucci e Corbelli.

 Il sindaco di Grimaldi, Giuseppe Albo.

 Un momento di confronto tra ammnistratori e precari.

 Quello che resta di un certificato elettorale.

 

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