Nuove proteste dei precari.

 

LsU ed LpU mercoledì 24 marzo a Catanzaro. LsU ed LpU mercoledì 24 marzo a Catanzaro.

Centinaia di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  dell’area urbana cosentina, della fascia tirrenica, della pre sila e del Savuto, nei giorni scorsi hanno manifestato pacificamente prima davanti alla Prefettura di Cosenza, poi nei pressi della sede Rai del capoluogo Bruzio. Gli interessati continuano a chiedere l’inserimento nella cosidetta <Legge Mangilavori> “premialità  o penalità  per gli enti che dovranno stabilizzare – il recupero dei fondi necessari e incentivi – il ripristino dell’articolo 78, comma 6 della Legge 388 con un emendamento nella Finanziaria 2004 – i riconoscimenti previdenziali – il rispetto di criteri e norme per la regolarizzazione nelle assunzioni”. I lavoratori utili hanno detto nuovamente “no alle proroghe” e si ad “una stabilizzazione graduale e concreta” di tutto il bacino. Alla iniziativa a sostegno dei precari ci sono stati le <tute gialle> della società  <ValleCrati>, il leader del movimento <Diritti Civili> Franco Corbelli, il vice presidente Anci Calabria, Francesco Iacucci, numerosi sindaci ed esponenti politici del cosentino. “I sindaci – recita un comuncato della Prefettura di Cosenza – hanno auspicato un intervento nei confronti della Regione perchè venga istituito un ossevatorio sulla problematica, con la partecipazione degli amministratori locali e delle parti sociali. Il Prefetto, prendendo atto della rilevanza della questione, ha provveduto a segnalarla ai competenti organi regionali, in coerenza con le reiterate azioni di stimolo già  svolte in passato”. I lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità , ricordiamo, sono utilizzati in più enti del territorio ed a tutt’oggi svolgono mansioni che gli stessi amministratori locali definiscono di primaria importanza nel quadro dell’erogazione dei servizi ai cittadini. Il tutto, però, con poco più di 450 euro mensili e senza il riconoscimento dei diritti previdenziali. Una situazione che va avanti da anni e che al momento non trova soluzione definitiva. Per questo, LsU ed LpU si sono dati appuntamento per mercoledì (24) prossimo per protestare nuovamente davanti alla sede della Giunta regionale della Calabria.

R.S.

Alcuni momenti della iniziativa dei giorni scorsi:

 

Centinaia di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  dell’area urbana cosentina, della fascia tirrenica, della pre sila e del Savuto, nei giorni scorsi hanno manifestato pacificamente prima davanti alla Prefettura di Cosenza, poi nei pressi della sede Rai del capoluogo Bruzio. Gli interessati continuano a chiedere l’inserimento nella cosidetta <Legge Mangilavori> “premialità  o penalità  per gli enti che dovranno stabilizzare – il recupero dei fondi necessari e incentivi – il ripristino dell’articolo 78, comma 6 della Legge 388 con un emendamento nella Finanziaria 2004 – i riconoscimenti previdenziali – il rispetto di criteri e norme per la regolarizzazione nelle assunzioni”. I lavoratori utili hanno detto nuovamente “no alle proroghe” e si ad “una stabilizzazione graduale e concreta” di tutto il bacino. Alla iniziativa a sostegno dei precari ci sono stati le <tute gialle> della società  <ValleCrati>, il leader del movimento <Diritti Civili> Franco Corbelli, il vice presidente Anci Calabria, Francesco Iacucci, numerosi sindaci ed esponenti politici del cosentino. “I sindaci – recita un comuncato della Prefettura di Cosenza – hanno auspicato un intervento nei confronti della Regione perchè venga istituito un ossevatorio sulla problematica, con la partecipazione degli amministratori locali e delle parti sociali. Il Prefetto, prendendo atto della rilevanza della questione, ha provveduto a segnalarla ai competenti organi regionali, in coerenza con le reiterate azioni di stimolo già  svolte in passato”. I lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità , ricordiamo, sono utilizzati in più enti del territorio ed a tutt’oggi svolgono mansioni che gli stessi amministratori locali definiscono di primaria importanza nel quadro dell’erogazione dei servizi ai cittadini. Il tutto, però, con poco più di 450 euro mensili e senza il riconoscimento dei diritti previdenziali. Una situazione che va avanti da anni e che al momento non trova soluzione definitiva. Per questo, LsU ed LpU si sono dati appuntamento per mercoledì (24) prossimo per protestare nuovamente davanti alla sede della Giunta regionale della Calabria.

R.S.

Alcuni momenti della iniziativa dei giorni scorsi:

 

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