Vertenza LpU ed LsU

“Sulla questione si sta perdendo troppo tempo”

E’ quanto ha affermato ieri Damiano Mirabelli (sopra, nella foto) rappresentante del Coordinamento lavoratori utili della valle del Savuto, per il quale, sulla vertenza “allo stato attuale non ci sono prospettive perché non viene applicata realmente la Legge 20 del 2003”. “Se noi pensiamo – ha spiegato il precario – che il piano di stabilizzazione di quest’anno equivale alla stabilizzazione di 775 unità , non è possibile la stabilizzazione di quel famoso trenta per cento su circa diecimila persone esistenti all’interno del bacino calabrese. Secondo noi si sta perdendo troppo tempo e non abbiamo nessuna intenzione di essere utilizzati da destra e da sinistra solo per scopi elettorali”. “Chiediamo, quindi, ad istituzioni e soprattutto ai sindacati – ha aggiunto il rappresentante dei precari del Savuto – di vigilare perché, comunque, ci sono delle inapplicazioni di questa legge”. In ogni caso, sempre a giudizio di Mirabelli, i processi per la stabilizzazione di Lpu ed Lsu ad oggi restano tanti.  “Innanzitutto – ha detto – continuiamo a chiederci perché vengono spesi miliardi per la formazione professionale, ma nessuno pensa anche al nostro comparto”. “Sulla forestazione ad esempio – ha proseguito  Mirabelli – si sente dire che verrà  bandito un corso per 1200 disoccupati, ma non si sa ancora se in questo provvedimento verrà  inserito il trenta per cento di Lpu ed Lsu, così come prevede la legge”. “Per altri sbocchi occupazionali – ha affermato il lavoratore Lpu – si potrebbero coinvolgere l’Assindustria, le cooperative, le strutture socio-sanitarie, il settore dell’ambiente, etc.”. “Inoltre – ha sottolineato Mirabelli – noi siamo diventati indispensabili per gli enti locali. Molti di questi vivono solo ed esclusivamente grazie al nostro apporto, oppure hanno contribuito a risanare i propri bilanci grazie ad Lpu ed Lsu. Solo che a differenza della Legge Scopelliti, la nuova legge non impone obblighi e i comuni vanno avanti di proroga in proroga e non hanno nessuna volontà  di stabilizzare i lavoratori”. Per Damiano Mirabelli quindi la questione deve essere ricondotta a livello nazionale “perché a livello regionale stiamo andando avanti di proroga in proroga e non c’è nessun interesse, o meglio, non vogliono trovare soluzioni”. “Ci chiediamo infatti – ha spiegato ancora Mirabelli – come mai ci sono molte industrie che usufruiscono di contributi regionali, nazionali ed europei, ma a queste industrie non viene imposto di assorbire pure i nostri lavoratori”. “Non è vero – ha poi concluso – che noi precari vogliamo essere assunti nella pubblica amministrazione. Noi vogliamo, invece, l’attivazione di tutti quegli strumenti per poter fuoriuscire dal bacino. E la soluzione deve essere ricercata a livello nazionale così come è avvenuto per Napoli e Palermo”.

 

                                                                    R.S.

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