Il Savuto in sciopero per la Polti

Le immagini della manifestazione dei giorni scorsi

Il diluvio che per tutta la mattinata di sabato si è abbattuto sul comprensorio roglianese ha infastidito ma non ha guastato la partecipazione delle oltre mille anime alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil a supporto della vertenza che in questi giorni sta interessando lo stabilimento Polti Sud di Piano Lago.

LA VICENDA. Da oltre una settimana i circa 200 operai della maggiore industria del Savuto sono in sciopero e presidiano 24 ore su 24 i cancelli aziendali con il supporto dalle organizzazioni sindacali quale momento di protesta contro il licenziamento di tre giovani colleghi. In tutto questo tempo, la presa di posizione degli interessati si è concretizzata con un breve blocco stradale sulla vicina SS.19, avvenuto martedì scorso, e la presenza silenziosa  in Consiglio provinciale prima dei lavori dell’Assise conclusiva. Le tute blu Polti non hanno mancato nemmeno di produrre opera di sensibilizzazione all’interno delle comunità  locali, dalle quali, ricordiamo, proviene la maggior parte di loro.

 GLI AVVENIMENTI DELL’ ULTIMA SETTIMANA. All’indomani della presa di posizione relativa alla questione, la convocazione di un primo tavolo di trattativa tra la proprietà  (che aveva inteso non partecipare), le organizzazioni sindacali, l’attuale assessore provinciale al Mercato del Lavoro e un rappresentante del Prefetto di Cosenza, non aveva sortito soluzioni positive. Da qui la proclamazione dello sciopero in tutta l’area del Savuto. La situazione ha portato, ovviamente, a numerose reazioni da parte del mondo politico ed istituzionale (tra le quali quelle di numerosi sindaci e amministratori locali), quindi ad una interrogazione parlamentare con relativa richiesta d’intervento al Ministro del Lavoro, Roberto Maroni, e più localmente ad una interrogazione al Presidente della Giunta regionale della Calabria. Numerose, anche, le visite sul posto da parte di esponenti di partito. Non ultima quella del capogruppo al Senato dei Comunisti Italiani, Luigi Marino, che per due giorni ha deciso di fermarsi nel Savuto.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI. Cgil, Cisl e Uil continuano a chiedere il ritiro immediato dei licenziamenti (che ritengono illeciti) e l’apertura di un tavolo di trattativa e confronto con l’Azienda. Sulla vicenda i sindacati sperano pure di richiamare l’attenzione del Ministero delle Attività  Produttive e l’Assessorato regionale all’Industria, sostenendo di essere convinti a proseguire, assieme ai lavoratori, sulla strada tracciata in questi giorni.

LO SCIOPERO. Alla iniziativa hanno partecipato i parlamentari Giacomo Mancini e Luigi Marino, i deputati regionali Nicola Adamo e Damiano Gagliardi, il presidente della Provincia di Cosenza, Antonio Acri, l’assessore provinciale al Mercato del Lavoro, Franco Laratta, i consiglieri Giuseppe Gallo, Ferdinando Aiello, Michele Ambroggio e Pasquale De Rose, il presidente della Comunità  montana del Savuto, Anna Aurora Colosimo, il vice presidente dell’Anci Calabria, Francesco Iacucci, i sindaci del Savuto (con tanto di fascia tricolore e gonfalone municipale), il vice sindaco della città  di Cosenza, Maria Francesca Corigliano, il leader di <Diritti Civili> Franco Corbelli, dirigenti di partito, rappresentanti delle associazioni. Presente, nell’occasione, anche una delegazione del movimento <Disoccupati Calabresi> guidata da Luigi “Ninni” Gagliardi.

LA RISPOSTA DEL SAVUTO. Il corteo, con alla testa il gotha del sindacato calabrese, si è mosso intorno alle ore 10 dal piazzale antistante la stazione delle Ferrovie della Calabria di Piano Lago. Una massa di uomini, donne e bambini (molti dei quali, probabilmente, non avevano partecipato mai ad una manifestazione), che ha testimoniato l’attenzione e il sentimento delle comunità  locali nei confronti non solo della vertenza Polti, ma dell’intera questione occupazione. Slogan del tipo “Ånon molliamo mai”, oppure “Å siamo senza lavoro”, volantini, striscioni, rulli di tamburo e squilli di tromba, hanno accompagnato i presenti lungo un tragitto colpito a tratti da forti acquazzoni, prima dell’arrivo nello spazio antistante i cancelli della fabbrica. Un’adesione senza precedenti, che a quella di istituzioni e familiari ha fatto registrare anche la vicinanza degli impiegati del resto delle fabbriche dell’area industriale di Piano Lago. Una realtà , questa, che i cittadini del Savuto intendono continuare a preservare, rivendicando migliorie derivanti da maggiori investimenti e ulteriori diritti sindacali.

IL COMIZIO CONCLUSIVO. Lo sciopero è terminato con il comizio dei rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Dal palco i sindacati hanno ribadito ancora una volta le richieste di questi giorni, ovvero: il ritiro immediato dei licenziamenti e la ripresa del confronto con l’Azienda. “I lavoratori sono costretti a scendere in piazza per difendere i diritti acquisiti dai loro padri e dai loro nonni” – ha detto Francesca Redavide, della Segreteria nazionale Fiom, che ha concluso la serie degli interventi, non disdegnando di manifestare critiche nei confronti di quello che ha chiamato “lo strapotere delle imprese”.

L’ARRIVO DI D’ALEMA. Il parlamentare della Quercia è arrivato poco prima delle ore 13.00 accompagnato da Marco Minniti, proveniente da Lamezia Terme, dove in precedenza aveva tenuto una conferenza stampa. “Episodi di questo genere si ripetono in tante parti del Mezzogiorno” – ha affermato il presidente dei Democratici di Sinistra. D’Alema è intervenuto per alcuni minuti sotto una pioggia incessante parlando, tra le altre cose, di “odiosi licenziamenti” e auspicando il ritiro degli stessi da parte dell’Azienda. “Non siamo qui per strumentalizzare – ha aggiunto – ma è doveroso manifestare la nostra solidarietà .”. “Bisogna capire – ha poi concluso – che non siamo negli Anni Cinquanta e chi licenzia per rappresaglia viene sconfitto“.

Dopo una mattinata di pioggia, spesso particolarmente intensa, la conclusione della manifestazione ha curiosamente sancito una tregua anche dal punto di vista meteorologico con qualche gradito raggio di sole sulla zona. Un auspicio per una migliore soluzione della vicenda?

LA VISITA DEL MINISTRO MARIO TASSONE. Il rappresentante del Governo è arrivato nell’area industriale di Piano Lago, ieri, intorno alle 14, accompagnato dall’eurodeputato Nino Gemelli.
Sul posto anche i sindaci di Rogliano, Pietro Oliveti, di Santo Stefano di Rogliano, Francesco Garofalo, di Figline Vegliaturo, Fedele Adamo, e gli assessori roglianesi alla Sanità  e al Lavoro, rispettivamente, Roberto Tosti e Alfonso Casale.
Ad accogliere il ministro junior alle Infrastrutture il rappresentante della Fiom Cgil, Wladimiro Sacco, il responsabile della Cgil per il Savuto, Aurelio Benigno, e un nutrito gruppo di lavoratori presente davanti ai cancelli dello stabilimento.
Mario Tassone ha ascoltato con attenzione la versione della vertenza fornita nell’occasione dai rappresentanti sindacali, e dagli stessi operai che a distanza di una settimana dalla presa di posizione hanno confermato le rivendicazioni per le quali sono tutt’ora in sciopero.
«Siamo qua per capire cosa sta succedendo in questa fabbrica ­ ha detto il Ministro. C’è preoccupazione ed amarezza insieme. Ci sono lavoratori che stanno facendo una protesta e stanno chiedendo un tavolo di confronto che ritengo giusto».  «Di fronte a queste manifestazioni e a licenziamenti avvenuti ­ ha aggiunto – bisogna che ci sia un confronto. I sindacati chiedono questo ed io mi adopererò perché ci sia un tavolo dove si possono perlustrare i vari problemi».
«Io ­ ha concluso l’esponente di Governo – sono con il mondo del lavoro, soprattutto quando le richieste e le attese sono legittime e giuste».
Mario Tassone ha promesso, quindi, il suo impegno sia presso la presidenza del consiglio dei ministri, sia presso il ministero per le Attività  produttive.

Gaspare Stumpo

Le foto della manifestazione:

 

 

I lavoratori in corteo

 

Alcuni sindaci e uomini politici dei comuni del Savuto presenti alla manifestazione

  

L’intervento dei rappresentanti di Cgil – Cisl e Uil

   

Il saluto di Massimo D’Alema (nella foto, a sinistra, parla uno degli operi licenziati)

 

Le visite del capogruppo al Senato del Pdc Luigi Marino (a sinistra) e del Ministro Mario Tassone (a destra)

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