Savuto: prima il confronto, eventualmente lo scontro

Restano al centro dell’attenzione le questioni del lavoro e dei precari

Resta sempre aperta la questione lavoro nelle diverse comunità  del Savuto. E con essa permangono pure i problemi del precariato, che non vanno in vacanza. Anzi, a Rogliano e dintorni anche quest’anno i lavoratori socialmente utili di pubblica utilità  (soprattutto quelli delle manutenzioni) avranno un ruolo importante nell’assicurazione dei servizi, quindi della buona riuscita dei programmi estivi organizzati dalle amministrazioni locali. Una disponibilità  che nessuno osa mettere in discussione, ma che per certi aspetti appare mal ricambiata sul piano della stabilizzazione lavorativa, considerato che i comuni, tranne qualche eccezione, da queste parti non hanno ancora provveduto a promuovere progetti, né tantomeno, al momento, le leggi regionali in materia sembrano fornire supporti consistenti in fatto di disponibilità  finanziaria per il graduale svuotamento del bacino. Ciò premesso, la Cgil del Savuto ha promosso nelle scorse ore un incontro operativo per l’avvio di un confronto sul territorio. La riunione si è tenuta presso la sede della Comunità  montana del Savuto alla presenza di Aurelio Benigno, Osvaldo Mancuso e Francesco Naccarato. Tutti della Cgil. Cgil che nell’occasione ha ribadito l’assoluta necessità  di una nuova fase di concertazione, questa volta all’interno delle singole realtà  locali sui problemi del lavoro, nella fattispecie su quelli che attengono al comparto dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità . Un programma per il quale gli interessati auspicano il coinvolgimento di tutto il sindacato per la stesura di una piattaforma basata su obiettivi concreti da realizzarsi attraverso strade praticabili e, se necessario, anche attraverso legittimi strumenti di lotta. Cosa hanno fatto fino a questo momento gli enti sul territorio? Quali sono gli spazi nel pubblico impiego? Quanti enti, rispetto ai servizi, vivono con le sole prestazioni di lsu ed lpu?. E’ partita proprio da queste tre domande la discussione che alla fine ha portato alla costituzione di un tavolo di lavoro che prossimamente, tra le altre cose, chiederà  pure un monitoraggio delle piante organiche comunali. Piante organiche che nella maggior parte dei casi potrebbero risultare carenti, altrimenti mal si spiegherebbe la necessità  di utilizzo del personale precario per il mantenimento di servizi giudicati addirittura essenziali. Un paradosso, questo, che negli ultimi anni è risultato tanto evidente quanto evidenti sono risultate le difficoltà  nella ricerca di strumenti destinati alla risoluzione della vicenda.“Bisogna avere il coraggio di avviare ulteriori iniziative di lotta” ha gridato qualche lavoratore durante l’incontro, nel corso del quale non sono mancati attimi di tensione, nè critiche nei confronti delle amministrazioni comunali e nei confronti delle componenti politiche regionali, opposizione compresa. “In altre regioni, vedi Campania e Sicilia, il problema  stato affrontato diversamente” hanno sottolineato quelli della Cgil. E critiche, nell’occasione, sono venute anche da Francesco Naccarato in merito alla consegna in comodato d’uso di alcuni mezzi da parte della Regione Calabria a quarantuno associazioni di volontariato che si occupano di protezione civile. “Si consegnano mezzi e attrezzature alle associazioni di volontariato – ha detto il sindacalista – e non si danno le deleghe alle comunità  montane che possono organizzare e svolgere servizi sul territorio e nell’ambito degli stessi avviare forme di stabilizzazione per i lavoratori socialmente lpu ed lsu”. Sulla questione precariato nel Savuto permane molta preoccupazione. C’è chi nella vertenza continua a vederci  “una scarsa attenzione istituzionale” chi, invece, “una situazione di comodo in vista delle prossime scadenze elettorali”. E la vertenza, adesso, potrebbe spostarsi nei comuni.

 

G. S.

 

 

Nella foto, sopra: Osvaldo Mancuso e Aurelio Benigno (Cgil) durante l’incontro alla Cms.

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