Savuto: lecoturismo è possibile, ma bisogna attrezzarsi

Natura e relax nello spendido scenario del River Park 

Sono ormai in molti a sostenere che forme di eco turismo sono possibili a patto, però, che istituzioni e privati si facciano carico di progetti e investimenti finalizzati al miglioramento di aree compatibili con i nuovi modelli di sviluppo fluviale e nello stesso tempo alla tutela dell’ambiente e del territorio.

Non a caso, le migliaia di presenze registrate in questi giorni sulle sponde del fiume Savuto, rappresentano la conferma che quanto da più anni si sta sbandierando ai quattro venti in comizi, convegni e discussioni, più o meno importanti dal punto di vista politico e sociale, può diventare oggetto di interesse e non solo sulla carta.

Lungo buona parte della zona attraversata dal corso d’acqua (per non parlare della zona a monte ricca di uliveti e vigneti), oltre al patrimonio degli antichi ponti romani e a quello naturalistico di anfratti e cascate, esistono, infatti, oasi di grande interesse che necessiterebbero di attenzioni finalizzate alla realizzazione di strutture e infrastrutture, quindi alla riscoperta dei luoghi e della memoria.

Nella storia di Rogliano e delle realtà  contermine, il Savuto, sin dall’antichità , ha rappresentato un punto di riferimento sostanziale sia in termini economici, sia in termini culturali, tant’è che da qualche tempo a questa parte, dopo un periodo votato al disinteresse, il fiume è ritornato ad essere metà  preferita non solo degli appassionati.

Ne sono testimonianza in questi giorni l’iniziativa del gruppo <Savuto Antagonista>, che ha promosso sul posto l’evento dal titolo “Un altro Savuto è possibile”, e la stessa esperienza del <River Park>, oasi provvista di piccolo lago, pineta attrezzata, maneggio per cavalli e quanto necessario per la pratica della pesca sportiva.

Due scommesse diverse, un obiettivo comune: ambiente, sviluppo, relax.

Da queste parti il fiume scorre dolce e pulito, crea situazioni amene quasi a dispetto dell’incapacità  a redigere per esso, da quanti potrebbero esserne interessati, strumenti per facilitarne una giusta fruizione.

Strade tortuose e sterrate, spazi verdi abbandonati, mancanza di indicazioni e servizi.

Eppure, nella sola giornata di Ferragosto, l’area del fiume Savuto compresa tra i comuni di Rogliano, Parenti, Marzi, Carpanzano e Belsito, è stata presa d’assalto da diverse migliaia di persone; cinquecento nella sola pineta del River Park.

Si è trattato dell’ennesimo segnale soprattutto per le amministrazioni locali e le istituzioni più in generale, alle quali i cittadini chiedono ancora una volta di rimboccarsi le maniche per ritornare a “pensare” questi luoghi.

Il tutto lasciando da parte municipalismi e promuovendo iniziative comuni facendo leva, possibilmente, sulla neo nata unione dei comuni “Terre del Savuto” (per cosa è stata istituita?) e sulla stessa Comunità  montana.

Il comprensorio ha bisogno di idee e iniziative capaci di creare forme di sviluppo sostenibile, promuovendo il proprio prodotto senza tralasciare iniziative che gradualmente e senza grandi investimenti potrebbero ritornare utile all’economia e alla salute del territorio.

 

Gaspare Stumpo

 

 

Nelle foto: immagini del River Park, sul fiume Savuto che ritraggono appassionati di pesca sportiva

 

 

 

 

 

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