Il Savuto in ginocchio per il maltempo

Tragedia sfiorata nelle campagne di Rogliano. 11 famiglie evacuate

Torrenti in piena, frane, centri storici allagati, strade interrotte o dissestate, località  di campagna isolate, condotte idriche e fognarie al collasso, sono soltanto alcuni degli aspetti più drammatici del violento nubifragio che si è abbattuto nelle scorse ore sul Savuto e che nel solo comune di Rogliano ha portato alla evacuazione di una cinquantina di persone. Le incessanti quanto abbondanti precipitazioni atmosferiche di questi giorni sono state alla base, infatti, della grave situazione venutasi a creare nelle aree rurali del comprensorio, in particolare in quelle roglianesi e parentesi, dove attualmente si contano i problemi più consistenti. Una circostanza che ha riportato alla mente l’alluvione che in località  “Cappuccini Vecchi” nel 1959 provocò anche alcune vittime. Fortunatamente, però, al maltempo di questi giorni sono collegati solo danni materiali, che in ogni caso si presentano particolarmente ingenti sia sul piano infrastrutturale che su quello ambientale. Una buona parte della strada 535 (circa 13 chilometri) che da Rogliano conduce a Parenti, quindi in Sila, è stata interessata da numerosi movimenti franosi che oltre alla ostruzione della carreggiata hanno rischiato di provocare seri problemi agli automobilisti in transito. Le situazioni più gravi sono venute a crearsi nelle località  “Aguiliano”, “Mola” e “Balzata”. Tutte ricadenti nel comune di Rogliano. La prima ha riguardato il cedimento a valle di una porzione del versante collinare che separa la stessa 535 con la soprastante strada provinciale per “Saliano”. La seconda, invece, il repentino ingrossamento del torrente “Mola”, la cui piena ha travolto e distrutto il muro di contenimento di un nucleo di abitazioni posto nelle immediate vicinanze. La terza, infine, il parziale cedimento della strada provinciale 535, trasformatasi in un autentico fiume di acqua e detriti, che per diverse ore hanno invaso case e terreni provocando il fuggi fuggi generale tra la popolazione di “Balzata”. Bilancio: otto famiglie evacuate (3 nel rione Cuti – 2 in località  Mola – 6 nella frazione Balzata), danni per milioni di euro e soprattutto paura, caos e grossi disagi. Per via del persistere del maltempo lo stato di allerta era stato proclamato già  nel tardo pomeriggio di giovedì, allorquando alcuni automobilisti si erano trovati in panne per la pioggia e soprattutto per i primi smottamenti di terreno prodottisi lungo la provinciale. A tutto questo erano si erano aggiunte le numerose segnalazioni relative ad allagamenti di cantine e soffitte situate nel centro storico cittadino. Da qui l’istituzione dell’unità  di crisi comunale e l’avvio delle opportune richieste di soccorso che in breve tempo hanno attivato Carabinieri, Vigili del Fuoco, uomini della Protezione Civile e volontari dell’Avas. L’emergenza è stata seguita per tutta la notte dal sindaco Pietro Oliveti, dall’assessore comunale alla Protezione civile Roberto Tosti, e dai diversi impiegati del settore di Polizia municipale (responsabile brigadiere Carlo Citino) e del settore Tecnico (responsabile ingegner Giovanni Bocchinfuso). La cronaca racconta di automobilisti bloccati nel fango o al centro di movimenti franosi, di interi nuclei familiari costretti a fuggire per l’inarrestabile presenza di acqua e fango su strade e sentieri di campagna, di una grande paura avvertita in località  <Mola>, dove l’omonimo torrente, da tranquillo affluente del Savuto si è trasformato in un corso d’acqua dalla portata impressionante, che in poco tempo e per diverse decine di metri ha devastato argini, muri e briglie di contenimento. Nel comprensorio locale la furia degli elementi ha colpito la zona di “Balzata”, che si presenta ad alto rischio idro-geologico ed è classificata R3 ed R4 nel relativo Pai. “A maggior ragione – ha spiegato l’assessore comunale Roberto Tosti – adesso attendiamo notizie positive in merito ai progetti per la riqualificazione del territorio e delle risorse naturalistiche presentate nell’ambito del Por Calabria”. La calamità  che si è abbattuta sulla cintura roglianese, oltre ai danni provocati nelle zone prossime all’altopiano silano, ha causato il temporaneo isolamento delle aree rurali situate nelle immediate vicinanze del fiume Savuto, dove attualmente si teme anche per gli antichi ponti di “Tavoleria” e delle “Fratte”, già  interessati da situazioni di degrado ambientale e strutturale. Sui luoghi dell’emergenza, oltre agli uomini della Protezione civile e al personale comunale e provinciale competente, sono ancora all’opera ditte private e alcune squadre di volontari. Oggi, intanto, si è tenuto il Consiglio comunale straordinario sulla vicenda. Richiesto dello stato di calamità  naturale.

 

                                                             Gaspare Stumpo

 

Nelle foto: la gravissima situazione nel territorio del comune di Rogliano (Cs) e nel resto della cintura

 

 

 

S. Stefano di Rogliano (SS. 19)                                Marzi (SS. 19)

 

 

 

Località  <Aguiliano> di Rogliano (frana una porzione di versante collinare sulla provinciale 535)

 

 

 

 

 

Località  <Mola> di Rogliano (la violenza dell’omonimo torrente si abbatte sulle case circostanti)

 

     

 

     

 

     

 

Località  <Balzata> di Rogliano (frane e fiumi di fango si abbattono con violenza sulla frazione)

 

Gaspare Stumpo

 

 

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