Donato all’Icsaic il fondo di Donato Commisso

Si tratta di una interessate raccolta di libri e documenti

L’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, con sede a Cosenza, di recente ha ricevuto in donazione una interessante ed originale collezione di documenti (giornali e riviste rare) appartenute a Domenico Commisso di Gioiosa Jonica. La notizia è stata comunicata dallo stesso Istituto, che in una nota ha evidenziato anche la figura di Commisso, da poco scomparso, sottolineandone le doti di “instancabile animatore di lotte democratiche e iniziative socio-assistenziali, prima in Calabria, poi in Svizzera dove emigrò negli anni Cinquanta”. “Ispirato da un socialismo umanitario, tipico dei militanti di fine Ottocento – si legge nel documento dell’Icsaic – egli, in Svizzera  si è adoperato costantemente a favore delle famiglie degli emigranti calabresi. Tra i suoi molteplici impegni in tal senso, si ricorda l’istituzione di una <Sezione scuola> con l’attivazione di corsi di alfabetizzazione e di francese per i lavoratori, al fine di creare per loro condizioni meno disagiate, e per un loro migliore inserimento in un paese ancora diffidente”. Domenico Commisso, ricordiamo, a Ginevra ha fondato l’Associazione dei calabresi, di cui è stato presidente, e ha fatto  parte, come socio e presidente, dell’Associazione culturale e ricreativa <La Seminatrice>, la prima nata nella città  svizzera. “Quando il Commisso ha avuto notizia che in Calabria esisteva un Istituto che si riconosceva in particolar modo negli ideali di democrazia e di antifascismo, lo ha contattato perché voleva sapere qualcosa e voleva dare qualcosa. Da allora – spiegano ancora gli interessati – è nata una solida amicizia, che si è concretizzata non solo in uno scambio di visite, ma soprattutto nella donazione, all’Icsaic, con disposizione testamentaria, del suo archivio formatosi durante  la sua pluridecennale attività  civile, culturale e politica e dalla sua instancabile ricerca di reperti nei mercatini dell’ antiquariato”. L’archivio è costituito, in particolare, da numerosi fascicoli che contengono carte e documenti relativi all’emigrazione antifascista svizzera, libri molto rari, riviste, giornali, periodici,  documenti, foto e manifesti d’epoca, nonché una interessante collezione filatelica relativa a personalità  celebri e ai momenti più significativi della storia italiana ed europea del Novecento. Tra i volumi che Domenico Commisso ha donato spiccano  “per valore archivistico e culturale” i dodici numeri dei <Quaderni di Giustizia e Libertà > (annate 1932-1935), che Carlo Rosselli stampò in esilio, prima di essere ucciso da sicari fascisti,  insieme con il fratello Nello, a Bagnole sur Mer; diversi numeri del settimanale <Giustizia e Libertà >, testata nella quale la rivista del Rosselli fu trasformata dopo il suo assassinio; una raccolta de <L’Avvenire dei Lavoratori> della Federazione Socialista Italiana in Svizzera, ed un’altra de <L’Uomo Qualunque> di Guglielmo Giannini.  Tra la “corrispondenza” si segnalano alcune lettere manoscritte di Ignazio Silone ad Olindo Gorni, anch’egli emigrato in Svizzera e collaboratore di <La Giustizia> di Camillo Prampolini e di “Critica sociale” di Filippo Turati. “Il Fondo Commisso – concludono i responsabili dell’Icasic – ha bisogno di una più puntuale inventariazione (comunque già  consultabile da parte di studiosi e  ricercatori) e va ad aggiungersi agli altri: <Paolo Cinanni>, <Florindo De Luca>, <Fausto Gullo>, <Francesco Malgari>, <Saverio e Francesco Spezzano>, <Nicola Lombardi>, <Emanuele Terrana>, <Federazione Provinciale del Partito Comunista Italiano – Cosenza>, <Federazione Regionale del Partito Socialista Italiano – Calabria>, <Weksler-Rotstein>”.
 
R.S.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com