Nuovo impressionante crollo sulla superstrada Piano Lago – Medio Savuto

Sempre più grave anche la situazione strutturale della ex SS. 19 in territorio di Marzi
Dunque, se da una parte si continua a discutere sulla bontà  o meno della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, dall’altra, invece, si continua ad assistere impotenti a quello che da qualche mese a questa parte rappresenta l’ineluttabile divenire di una natura sempre più incontrollabile per quanto concerne l’aspetto fisico del territorio. Il dramma che si sta consumando in questi giorni nella frazione “Cavallerizzo” di Cerzeto ne rappresenta sicuramente l’esempio più eclatante, ma nella provincia di Cosenza a tutt’oggi sono diversi i casi di dissesto idrogeologico, più o meno gravi, che continuano ad alimentare la cronaca di giornali e televisioni, quindi il dibattito politico-istituzionale. Tra questi figurano anche quelli presenti in alcune aree del Savuto, come il serio movimento franoso nella frazione “Balzata” di Rogliano (14 famiglie evacuate nel novembre 2004) che rischia di incidere profondamente sulla geografia di questa località , ed il doppio crollo avvenuto sul versante sinistro a monte del torrente “Lara”. Quest’ultimo rappresentato dalla caduta di una enorme quantità  di roccia e fango sulla superstrada a scorrimento veloce Piano Lago – Medio Savuto (non ancora aperta al transito degli autoveicoli) con conseguente chiusura della sovrastante ex SS. 19 nel comune di Marzi. A distanza di qualche settimana dall’ordinanza di chiusura del tratto della statale per evidenti cedimenti strutturali, una nuova frana si è abbattuta nelle scorse ore sul tracciato della Piano Lago – Medio Savuto. Frana che adesso rischia di trascinare a valle un lungo tratto della SS. 19 che si trova compreso in un’area che appare sempre più critica sotto il profilo geomorfologico. Il danno venutosi a creare è enorme, così come è enorme il disagio per la popolazione di Carpanzano, che in seguito all’evento ha subito un ulteriore quanto mortificante isolamento dal resto della cintura roglianese. Nel luglio 2000, a distanza di dieci anni dall’inizio dei lavori per la sua realizzazione, la Piano – Lago Medio Savuto, o meglio la Piano Lago – Due Mari che doveva unire le periferie di Cosenza e Catanzaro, era stata già  definita “la strada che non c’è”, tant’è che per essa in quella stessa data qualcuno aveva sostenuto l’esigenza di nuovo fondi e la necessità  di “avviare incontri operativi con le singole realtà  locali” perché “una strada ha ragione di esistere se, collegando due poli, è, prima di tutto, inserita in un piano di sviluppo organico”. Sono passati altri cinque anni e l’infrastruttura viaria che doveva risollevare le sorti di molte comunità  interne del Savuto e del Reventino anche sul piano dello sviluppo economico e sociale, non solo non è mai stati inserita in un percorso progettuale concreto, ma nel suo breve troncone cosentino è addirittura crollata senza garantire nemmeno un minimo supporto a livello locale. Alla luce di tutto ciò non è poi tanto difficile dedurre (a parte la eccezionale portata degli eventi atmosferici di questi mesi che ha sicuramente inciso sulle problematiche del dissesto ambientale) il perché molte realtà  interne, oltre alla carenza di sviluppo oggi continuano a pagare a caro prezzo anche quella delle infrastrutture. Di quelle vecchie e di quelle mai o mal realizzate.
 
Gaspare Stumpo
 
Nelle foto:
 
a sinistra = il crollo dei giorni scorsi in un primo punto della superstrada.
 
a destra = il crollo delle scorse ore in un secondo punto della superstrada. In alto si nota il tratto della SS. 19 già  chiuso al traffico.
 
    
 

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