Gaspare Colosimo in penombra

di Giuseppe Masi*

Gaspare Colosimo in penombra
 
di Giuseppe Masi*
 
Tra gli uomini politici calabresi giunti ai più alti fastigi del potere e delle funzioni ad esso connesse è sicuramente Gaspare Colosimo, nato a  Colosimi (Cosenza) nel 1859. Deputato nel collegio di Serrastretta  per diverse legislature, sottosegretario in vari ministeri, nel 1913 ministro delle Poste e telegrafi con Giolitti, nel 1916 ministro delle Colonie nel governo di unità  nazionale presieduto da Boselli e, confermato, nello stesso incarico, in quello diretto da Orlando nel 1917. Nel marzo 1919 il Colosimo fu nominato vicepresidente del Consiglio. Nel periodo della permanenza di Vittorio Emanuele Orlando a Versailles per la conferenza della Pace, svolse le mansioni di  Presidente (estrapolo queste notizie dalla voce che ho curato per il Dizionario biografico degli Italiani a cura dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, ed apparsa nel volume 27 del 1982 a p. 471 e ss.). Da molti anni l’Amministrazione comunale di Colosimi gli aveva eretto in Piazza Plebiscito, la principale del paese, un busto che aveva dato lustro a quel piccolo centro pedemontano. Sicuramente tutti quelli, turisti o viaggiatori, passati per il paese, avranno chiesto il nome del personaggio raffigurato. Da qualche anno (due o tre) il “povero” Colosimo ha traslocato in un “vaglio”, in una via seminascosta, per fare spazio a due fontane, peraltro, assolutamente prive di significato e, come se non bastasse, di fattura tutt’altro che pregevole; due fontane che – aggiungo –  non rappresentano nulla. Capisco che oggi, sull’onda dei “revisionismi”, alcune vicende storiche vanno incontro all’ incognita di essere messe in sordina, e, addirittura, sbrigativamente rimpiazzate, con il rischio di obliare la memoria storica e non poter progettare il futuro, quasi come se  si voglia vivere “senza ieri e senza domani” per essere in un presente perpetuo. Espressione corrente è, pertanto, quella di dimenticare le radici della nostra identità , e, di conseguenza, snaturare anche un Colosimo che, pur con i limiti  storici della classe sociale d’appartenenza, certamente ha avuto una valenza e un significato, rappresentando, in definitiva, una figura e un momento sintomatico e per la storia di Colosimi e per quella della Calabria e dell’ Italia.  Chi scrive non suggerisce nulla. Sarebbe, in ogni modo, il caso di ripensare tutto il problema, ridando la giusta collocazione al busto e trasferendo le fontane o, eventualmente, lasciarle insieme con don Gaspare nel luogo centrale del paese.
                                                  
*Direttore I.C.S.A.I.C. (Istituto Calabrese Storia Antifascismo e Italia Contemporanea)
 
 
Nella foto: il busto di Gaspare Colosimo

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