Rogliano, la città  orfana del calcio

Corrente: “facciamo qualcosa per i nostri giovani”
Sono passati più di due anni dall’ultima partita di calcio ufficiale disputata da una squadra roglianese nel proprio stadio. A distanza di tempo, quello stesso stadio che ha visto diverse generazioni di giocatori protagoniste nei vari tornei dilettantistici della regione, è crollato in alcune parti laterali e adesso l’intera area è in attesa di essere riconvertita a parcheggio autoveicoli ed eliporto a servizio del vicino presidio ospedaliero <Santa Barbara>. La frana che ha reso inagibile il vecchio “Giuseppe Giuliani” ha segnato di fatto la fine dell’ultima esperienza calcistica locale, in difficoltà  già  da anni ma comunque attiva grazie all’interesse di alcuni appassionati. La Rogliano del pallone non ha più uno stadio e la città  sembra non volere più scommettere sul calcio. “Il calcio inteso anche come veicolo di valori sani” – afferma Tonino Corrente, ex calciatore ed ex preparatore atletico dell’U.S. Rogliano. Corrente, cosentino di origine ma roglianese d’adozione, tra i protagonisti della bella stagione rossonera degli Anni Settanta ed Ottanta, oggi fa parte dell’area tecnica del Real Piane Crati, la squadra in cui giocano anche alcuni giovani roglianesi. Una sorta di diaspora sportiva alimentata dall’assenza di un terreno di gioco, dalla mancanza di investimenti e dal disinteresse della gente. “Peccato – spiega il tecnico – dopo oltre sessant’anni di storia la città  si ritrova senza calcio, ma soprattutto si ritrova senza una struttura capace di accogliere molti giovani desiderosi di giocare a calcio e che in alternativa sono costretti a trascorre il proprio tempo libero nella villa comunale”. Corrente è deluso perché in questi due anni ha cercato di sensibilizzare cittadini ed istituzioni affinché questo sport non morisse. “La presenza del nuovo palasport – aggiunge – oggi consente la pratica costante di basket e pallavolo con risultati positivi che sono sotto gli occhi di tutti. Il calcio ha bisogno invece di un vero e proprio terreno di gioco che la città , purtroppo, ormai non ha più”. Per Corrente, dunque  “bisogna fare in modo di trovare soluzioni adeguate al problema”. “Senza polemiche – spiega – quel tanto che basta per dare la possibilità  ai nostri giovani di divertirsi e crescere in un ambiente sano”. Un ambiente capace di allontanare il più possibile i ragazzi da quella cultura della strada che anche da queste parti, purtroppo, sta prendendo piede nelle sue forme più negative. A Rogliano la pratica del calcio da alcuni mesi prosegue grazie all’attività  di una scuola calcio che raccoglie l’adesione di molti bambini. Al posto dell’U.S. Rogliano oggi c’è una società  guidata dal presidente Giancarlo Arcamone, che si avvale dell’apporto e dell’esperienza tecnica di Giuseppe Giuliani e Sergio Sirianni. Anche loro sono costretti a chiede ospitalità  ai comuni vicini per gli allenamenti del gruppo e per le partite ufficiali. Un po’ troppo, francamente, per chi settimanalmente si dedica con passione alla crescita giovani.
 
G.S.
 
 
Nella foto: Tonino Corrente ai tempi dell’U.S. Rogliano

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