Il Papa attento anche alle piccole parrocchie di provincia

Nel Savuto l’esperienza dei fedeli di Carpanzano

Sarà  ricordato come uno dei più grandi pontefici della storia: per il pensiero e l’opera, per i viaggi, per le aperture verso le tante realtà  del mondo, per come ha saputo incidere nella storia contemporanea. Giovanni Paolo II°, il pontefice scomparso, è stato vicino anche alla Chiesa locale, alle parrocchie più piccole. Don Enzo Gabrieli, giornalista e sacerdote, ha espresso sempre affetto, stima e riconoscimento verso quest’uomo “venuto da lontano”, verso il Papa che ha cambiato la storia, che ha dialogato con i potenti senza però tralasciare gli ultimi, i più lontani. In questi giorni di lutto a don Enzo sono tornati in mente i giorni del Giubileo, quando da giovane parroco di Carpanzano venne ricevuto da Santo Padre assieme ai suoi parrocchiani. Era il 20 settembre del 2000. Una esperienza straordinaria, rimasta impressa in una pubblicazione breve significativa dal titolo “Maria Lettera di Dio”. Quel giorno in Piazza San Pietro, nel corso dell’Udienza generale del mercoledì, Papa Wojtyla benedì l’antichissima effige di Maria Santissima della Grazia. “Amate la Madonna! Amatela, amatela! disse il Pontefice al sacerdote. Giovanni Paolo II° è stato attento anche alle parrocchie di provincia, come quella di San Felice Martire in Carpanzano. “Ci sia di conforto la parola del Papa che, nel corso dell’Udienza, ricevendo e benedicendo la nostra venerata immagine di Maria della Grazia, ci ha esortato ad amare intensamente la Madonna, strada dolce e preferenziale per incontrare il suo figlio Gesù, nostro Salvatore”. Don Enzo Gabrieli oggi è parroco di Mendicino, ma non riesce a dimenticare quelle parole pronunciate dal Papa e riportate poi ai suoi fedeli. “Un Papa – ha detto – che ha davvero aperto le porte della Chiesa al mondo intero”.
 
Gaspare Stumpo
 
 
 Nella foto: l’incontro fra don Enzo Gabrieli e Giovanni Paolo II°
 

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