Cordoglio in tutto il mondo istituzionale per la morte di Petrozza

Il ricordo del Presidente della Provincia, Mario Oliverio

 
 
L’On. Mario Oliverio
 
 
Testo integrale del discorso dell’on. Mario Oliverio (Presidente della Provincia di Cosenza) in memoria di Pietro Petrozza.
 
 
“E’ difficile per me intervenire in questa circostanza di grande dolore per la tragica scomparsa di Piero Petrozza. Difficile perché nel corso di questi otto mesi di vicinanza per la sua collaborazione in qualità  di Assessore della mia Giunta, Piero ha saputo farsi apprezzare per la sua serietà , per il suo rigore morale, per le sue capacità  amministrative ma, soprattutto, per le sue qualità  umane. Poche volte mi è capitato di scrivere per esplicitare i miei pensieri. Questa volta sono stato costretto a farlo per l’angoscia che provo e per evitare di essere retorico. Devo confessare che mi riesce difficile, quasi impossibile, trovare una traccia che possa far comprendere a tutti voi, alla sua cara Signora Maria Luisa, ai giovani Mario e Guglielmina, il profondo cordoglio che provo, che sto provando da ieri sera, da quando, inaspettatamente, al telefono, ho sentito la voce di Maria Luisa, e nel contempo esprimere tutta la mia vicinanza a chi piange Piero. E’difficile uscire dal vuoto delle scontate parole di conforto davanti a tragedie come quella che si è portato via un uomo generoso, semplice, sereno, altruista e serio come era Piero. Non c’è misura che possa per adesso colmare il baratro dell’ assenza che già  si avverte. Vorrei trovare le une e l’altra per tentare di lenire per quanto è più possibile il profondo dolore che è dei familiari, ma anche di tanti, tantissimi, come testimonia la straordinaria partecipazione di gente che vedo da quando in città  è corsa la notizia che non avremmo mai voluto sentire. Se un senso si volesse o potesse trovare in scomparse così, forse- mi dico- lo si potrebbe scoprire in questo straordinario affetto che oggi si stringe e si tocca intorno a Piero e a chi ha lasciato. Le centinaia di persone che gli stanno rendendo affettuosissimo omaggio ci indicano chiaramente che se ne è andata una persona davvero speciale. Non si lascia tanto affetto se non si è condotta una vita per gli altri, se negli altri non si è lasciato un profondo segno. Qualcuno ha scritto che Piero era uno del popolo: lo sottoscrivo, per come lo ho conosciuto, sottolineando tutto il senso di questa espressione ” essere del popolo”. Che significa non guardare le cose da distanza, ma partecipare; capire gli altri; muoversi al fianco di chi vive situazioni difficili ed è ai margini di questa società  che ha nell’ opulenza la sua terribile icona; essere vicini al disagio, alla sofferenza; comprenderli, battersi perché scompaiano dalla storia degli uomini. Piero era impegnato su questo fronte con una tensione morale che naturalmente lo avvicinava alla gente. Ed è su questo terreno che egli ha incontrato la politica ed ha espresso un impegno attivo che gli ha permesso di esprimere tutte le sue migliori doti e metterle al servizio di molti e della sua città . Lo ringraziamo, Piero, per la sua storia pubblica, per il suo essere diventato esponente e dirigente politico; per il suo impegno in realtà  non facili; per la sua passione civile unita alla concretezza dell’agire. Ma lo ringraziamo anche per quel suo modo di essere che ce lo ha fatto apprezzare e volere bene: discreto, mai sopra le righe, comprensivo, pronto ad offrire aiuto, capace di cogliere le sfide della vita e farne giusto tesoro per percorrerla sempre guardando avanti con coraggio. Anche in momenti difficili ed aspri che non mancano, in particolare nel vissuto di chi assume un impegno politico, egli sapeva essere sobrio, mite, trovare il senso della misura e ricercare le ragioni di una controversia, di un dissenso. Ho avuto con lui momenti di dialogo intenso e ne ho sempre ricavato, alla fine, la conclusione di un uomo disponibile e generoso. Più volte ha accompagnato al rigore delle sue analisi ed alle convinzioni sulla sua e sulla nostra vicenda politica, la disponibilità  a costruire percorsi politici più avanzati e solidi nell’interesse delle istituzioni e delle comunità  rappresentate. A tutti, resta poi il suo sorriso: mai mancava sul suo volto. Un sorriso che gli regalava un’aria da perenne ragazzo, che lo rendeva, immediatamente, simpatico e vicino. Permettetemi di sottolineare una circostanza: soli otto mesi sono bastati a renderlo amatissimo in Provincia; ecco, si, popolarissimo. Nell’Ente, oggi, c’è vero compianto, autentica partecipazione, profondo smarrimento, incredulità . Avevo affidato a lui la delega al Personale accompagnata a quella della Caccia e della Pesca. In particolare gli avevo affidato il compito di lavorare per la elaborazione di un progetto di riorganizzazione del nostro Ente, collegato ai bisogni del territorio ma, soprattutto, disegnato sulla base delle nuove funzioni e dei nuovi compiti cui è chiamata la Provincia. Proprio Mercoledì prossimo avevamo fissato con lui e con il Direttore Generale un incontro per riprendere il lavoro e portarlo a compimento entro questo mese sulla base della preziosa elaborazione definita in questi mesi da lui stesso con sapienza e partecipazione. Aveva, in questo percorso, saputo raccogliere le esigenze e la domanda di innovazione che si esprime verso le istituzioni ed in particolare verso una istituzione come la Provincia. Quel lavoro non andrà  disperso, sarà  utilizzato e costituirà  un patrimonio importante per la realizzazione del nostro progetto di governo. Addio Piero; non ti dimenticherò, non ti dimenticheranno i tuoi compagni di Giunta, non ti dimenticheranno tutti quelli che ti hanno conosciuto”.
 
Fonte: Provincia di Cosenza.
 
Creazione: Mariuccia De Vincenti.
 
 

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