La Resistenza come valore moderno

Storia e significato del 25 aprile in un convegno di C.M.S. e I.C.S.A.I.C.

C’è un filorosso che unisce Antifascismo, Resistenza e Costituzione. A parlare di uno dei periodi più difficili della storia italiana, durante una iniziativa che ha messo ben in evidenza alcuni tra i passaggi più importanti della Resistenza, nei giorni in cui si celebra, peraltro, il sessantesimo anniversario della Liberazione, nelle scorse ore sono intervenuti il presidente della Comunità  montana del Savuto, Anna Aurora Colosimo, e i professori Leonardo Falbo ed Enrico Esposito. Gli ultimi due dell’I.c.s.a.i.c. (Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea) di Cosenza. Per merito dei relatori, la manifestazione, fortemente voluta sul territorio, ha fornito una ampia ricostruzione storica della Resistenza con dettagli interessanti su episodi e personaggi ed ha evidenziato, tra le altre cose, il valoroso contributo (ed il sacrificio) nella lotta di liberazione di numerosi calabresi, molti dei quali provenienti dalle contrade del Savuto. Ognuno per il proprio ruolo, Colosimo, Falbo ed Esposito hanno sottolineato il “ valore perenne” del 25 aprile, il diritto alla memoria, la lettura (e le difficoltà  della scuola all’approfondimento) di uno dei momenti più drammatici della storia italiana, il significato della Carta Costituzionale. Al convegno storico-culturale, che è stato coordinato da Rossella Guzzo Foliaro, è seguito il concerto di Danilo e Maria Ilaria Montenegro, al quale ha partecipato un pubblico (di giovani e meno giovani) molto attento a testi e musiche proposti dal cantautore calabrese. Montenegro (che nell’area del Savuto vanta molti estimatori) ha suonato, cantato e discusso con la schiettezza che da sempre ne contraddistingue arte e pensiero, ricevendo per questo molti applausi tra gli astanti. Un evento ben riuscito, dunque, che ha prodotto consensi per lo spessore degli interventi e nel complesso per i due momenti in cui è stato suddiviso.
 
G.S.
 
 
Nelle foto: Esposito, Guzzo F., Colosimo, Falbo e un’aspetto della sala.
 
  
 
  
 
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