Nuovi crolli lungo il fiume Savuto

Isolata l’area alla confluenza con il torrente Cannavino

I danni causati dalle eccezionali quanto abbondanti precipitazioni atmosferiche dei mesi scorsi continuano a rappresentare, dunque, un grosso campanello di allarme nell’ambito della sempre più seria questione del territorio. Questione che alla luce di tutto questo necessità  di ulteriore attenzione soprattutto verso le aree collinari, montane e fluviali, dove resta piuttosto evidente la carenza di interventi sia in chiave di difesa, che in chiave di promozione e fruizione del paesaggio. In questa direzione, infatti, a nulla sono valsi nel tempo gli sforzi di molti per sollecitare l’avvio di una nuova politica di risanamento e gestione di quella parte di territorio che per sua natura meglio poteva prestarsi alla stesura ed alla realizzazione di progetti utili al rilancio della sua micro economia. Investimenti che avrebbero consentito anche una migliore tutela delle bellezze naturali ed architettoniche presenti. Spesso e giustamente si è parlato del Savuto per gli interventi mancati nel settore viti vinicolo, a partire dalle gravi carenze infrastrutturali ad esso collegate. Poco, per la verità , si è parlato del Savuto come ricchezza naturale nel suo complesso, compresa la striscia di territorio che ancora oggi costituisce un’oasi naturale che potrebbe offrire possibilità  di percorsi storici (antichi ponti – cascate del Cannavino), aree picnic, sport d’acqua, trekking e agriturismo. Diversamente, quello che per molti appassionati appariva come un sogno realizzabile, con il trascorre degli anni, purtroppo, si sta frantumando lentamente. In una zona di grande interesse che comprende la cascata del Cannavino e lo storico Ponte di Tavoleria, per esempio, due recenti crolli sono testimonianza di un degrado che inevitabilmente si estende alle vie di accesso (diventate impraticabili) e all’ambiente circostante. Quello che fino a qualche tempo addietro era uno tra i posti più ambiti da residenti e vacanzieri durante la bella stagione rischia, quindi, di mutare drasticamente il proprio aspetto geografico e diventare pertanto un’occasione mancata. Anche su questo il Savuto attende risposte.

Gaspare Stumpo

Nelle foto:  Uno dei crolli sulla strada di accesso alla zona e, sotto, l’antico Ponte di Tavoleria. La cascata del Cannavino.

    

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