Le Suore Canossiane esempio positivo per generazioni roglianesi

In una foto della prima metà  degli Anni Settanta ricordi ed emozioni
APPROFITTIAMO del momento di festa collegato al conferimento della Cittadinanza Onoraria a Suor Silvana Capretti (di cui, nell’articolo sottostante, Vi diamo ampia cronaca) per esprimere piena condivisione per la scelta del Consiglio comunale di Rogliano e per manifestare, nello stesso tempo, gratitudine e sentimenti di riconoscenza nei confronti delle Madri Canossiane che da più decenni offrono il loro ministero al servizio delle Comunità  locali. Un impegno che oggi trova spazio nelle attività  parrocchiali e in quelle rivolte ai più piccoli come il Grest estivo, ma che in tempi non più recenti si estendeva, in due istituti, alla cura delle sordomute e delle poverelle. Centinaia di ragazzi e di ragazze sono cresciuti negli asili gestiti da queste suore. Dalle madri canossiane molte donne hanno imparato l’arte del ricamo. Si è trattato di un’esperienza straordinaria per i sani valori che le Suore dell’Ordine di Maddalena di Canossa hanno saputo inculcare a diverse generazioni di roglianesi. Il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Madre Silvana Capretti è avvenuto all’interno del Museo di Arte Sacra, nella zona esempio unico di struttura religiosa per forma e bellezza architettonica. L’antico edificio di proprietà  comunale, ex Chiesa di Santa Maria Maggiore in Santo Spirito, per molti anni, ricordiamo, è stato sede di attività  ludiche ed educative delle Canossiane. Una coincidenza che in questi giorni ha riportato nella mente di tante persone ricordi e momenti felici. In questa foto recuperata in un vecchio ‘album della memoria’, Vi proponiamo, per esempio, una piccola festa di Carnevale della prima metà  degli Anni Sattanta. Assieme all’amatissima e dolcissima Madre Ida (scomparsa qualche mese fa), ci sono una educatrice e i bambini dell’Asilo vestiti in maschera. Tra questi ultimi si possono riconoscere facilmente Pasquale Altomare, Gaspare Stumpo, Michelino Russo, Eugenio Galli ed altri. Come si può notare, rispetto allo stato seguito al restauro degli anni scorsi, gli ambienti che oggi ospitano il Museo cittadino sono praticamente irriconoscibili. Anche queste cose, ormai, cominciano a far parte della storia del nostro paese.
 
Red. Sav.
 
 
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