Decreto Legge Ominibus

di Giuseppe Cuccomarino*

Decreto Legge Omnibus

 
Dopo l’appello del Vicepresidente della Regione Calabria e le prese di posizione Sindacali, Anci, Uncem, l’ Ass. Masella e altri gruppi parlamentari, non è certo la voce di un piccolissimo Comune a dare maggiore consistenza alle eccellenti iniziative politiche che si vogliono intraprendere per modificare il Decreto Governativo discriminatorio sulla stabilizzazione dei precari. Ciò può valere, invece, quale testimonianza delle effettive difficoltà  che i Comuni calabresi hanno avuto e, purtroppo, avranno nel procedere verso la stabilizzazione definitiva dei precari. Infatti, il Decreto Legge che stabilisce che solo i Comuni con più di 300 mila abitanti possono avviare processi di stabilizzazione, ci lascia alquanto stupefatti e sgomenti. La nota questione, trattata – solo ed elusivamente – da alcuni politici solo ai fini elettoralistici, oggi trova il suo epilogo grottesco in questo famigerato Decreto. E’ evidente che si tratta, ad avviso di noi Amministratori Calabresi, di un Decreto Legge iniquo e fortemente penalizzante per i precari calabresi in quanto nella nostra Regione Calabria i 5000 Lsu e i 4000 Lpu, non potranno mai trovare stabilizzazione per il semplice fatto che non esistono Comuni con più di 300 mila abitanti. Essendo presenti, invece, in Regione Calabria un numero stragrande di piccoli e piccolissimi Comuni, come ad esempio Marzi, si avrebbero solo disagio difficoltà  e impossibilità  nell’accoglier le legittime richieste di assunzioni a tempo indeterminato, a causa della arcinota esiguità  delle risorse comunali. Nel caso specifico di Marzi, in cui si è avviata la procedura per la stabilizzazione in tre anni di un numero sei lavoratori, senza il contributo statale, si avrebbe un aggravio per il bilancio comunale compensabile soltanto con una riduzione del livello dei servizi attualmente resi alla cittadinanza. E questo è da annoverare tra i pochissimi casi più “fortunati”. Per la maggior parte dei Comuni la possibilità  di accogliere le domande part-time o tempo pieno, sono addirittura nulle. Condividendo in pieno la mobilitazione delle forze politiche e sociali, invocata dall’On. Nicola Adamo, il nostro vuole essere soltanto un sollecito a concretizzare gli interventi con la massima urgenza consentita.
 
                   * Sindaco di Marzi

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