Rogliano, incontro precari – presidente Anci

Prosegue nel cosentino la discussione sul Decreto Omnibus

LA NOTIZIA del Decreto Legge Omnibus approvato nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri, che per quanto è trapelato in questi giorni prevedrebbe un sostanziale intervento in favore della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili nei comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti, rischia di provocare un vero e proprio terremoto in tutta la Calabria e, forse, in buona parte dei territori del Mezzogiorno. Così come proposto il provvedimento governativo agevolerebbe, infatti, processi di stabilizzazione occupazionale in favore dei precari utilizzati nelle amministrazioni pubbliche che attengono a grosse realtà  urbane e non, invece, in quelle che riguardano città  e comuni minori. Tuttavia, proprio all’interno di quest’ultime si concentrerebbero le richieste degli enti locali, la maggior parte dei quali fortemente legati all’ormai storicizzato apporto dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  per la gestione interna ed esterna dei servizi. Gestione che da più anni, ricordiamo, risulta più problematica per via della mancanza di risorse finanziarie, quindi di un vero e proprio turn-over impiegatizio. La presenza del personale LsU-LpU (che nel frattempo ha acquisito esperienze e competenze in più settori) se da una parte ha costituito un’ancora di salvataggio per le piccole realtà  municipali, dall’altra, purtroppo, ha fatto scaturire una situazione di precariato cronico con sussidi inferiori alle 500 euro mensili, senza contributi previdenziali e soprattutto senza grandi e legittime prospettive di assunzione in pianta stabile. Una realtà  difficilissima, dunque, per certi aspetti strana, che sta confermando tutta la sua gravità  in un momento di pesante difficoltà  economica, in zone peraltro depresse come la Calabria,  per la quale stanno pagando un prezzo altissimo migliaia di professionisti, tra i quali molti giovani laureati e diplomati. La presa di posizione del vice presidente della Giunta regionale, Nicola Adamo, ha prodotto una prima levata di scudi da una buona parte del mondo politico e sindacale, che nelle scorse ore ha considerato ‘iniqua’ la scelta del Governo di approvare un Decreto che non garantirebbe benefici localmente, in particolare ad una regione che non riesce a dare ancora risposte ai circa 9000 tra LsU-LpU e che per questo non può prescindere da un aiuto sostanziale ed urgente, sul piano economico e legislativo, degli organi centrali dello Stato. D’accordo con Nicola Adamo si sono detti pure i precari del Coordinamento ‘Valle Crati – Savuto – Serre Cosentine e Pre Sila’, che ieri hanno incontrato il presidente dell’Anci Calabria, Francesco Iacucci. In un lungo colloquio i lavoratori hanno confermato il loro pieno sostegno alla iniziativa del vice presidente della Giunta regionale di sollecitare “ogni utile ed efficace istituzionale” per far si che il Governo modifichi ed estenda il provvedimento sulla stabilizzazione ai piccoli comuni ed alle comunità  montane, togliendo, di fatto, il vincolo dei 300.000 abitanti e promuovendo una misura legislativa diretta ad interessare anche il Bacino dei lavoratori di pubblica utilità . Il responsabile Anci, già  presidente della Comunità  montana del Savuto e sindaco di Aiello Calabro, si è dichiarato “in perfetta sintonia con Nicola Adamo” e favorevole ad una presa di posizione comune che sull’argomento possa coinvolgere deputazione calabrese, Regione, Associazione dei comuni e delle comunità  montane, sindacati e coordinamenti dei lavoratori attivi nelle diverse aree geografiche della regione. “Oggi – ha spiegato Iacucci – ci sono enti che hanno scarse risorse finanziarie, che vanno avanti solo con il contributo di LsU ed LpU e che per questo rischiano di chiudere”. D’accordo con Adamo e Iacucci si è mostrato anche il vice presidente dell’Uncem Calabria, Anna Aurora Colosimo. “Gli LsU-LpU calabresi – ha affermato quest’ultima – oggi hanno bisogno di progetti concreti”. I lavoratori utili dell’area urbana cosentina, che nel corso della riunione hanno dato atto a Nicola Adamo “di avere giustamente sollevato una questione che rischiava di passare inosservata e contribuito, nello stesso tempo, a riprendere ed allargare sul piano istituzionale il dibattito su una delle partite più difficili del precariato calabrese” hanno preannunciato un incontro, a breve, con i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  operanti nel resto delle comunità  della regione.
 
F.L.R.
 
Nella foto: Francesco Iacucci (al centro) durante l’incontro di ieri.

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