Rogliano: riapre al culto la Chiesa di Santa Maria alle Croci

Apportati interventi strutturali dopo il terremoto dell’ottobre 2001
Erano le 13,02 del 18 ottobre 2001, quando una violenta scossa di terremoto, con epicentro tra la valle del Crati e la valle del Savuto, provocò paura e danni in una vasta area geografica compresa tra la città  di Cosenza ed il territorio posto a sud del capoluogo di provincia. In quella data gli effetti dell’evento sismico si manifestarono soprattutto all’interno dei vecchi nuclei urbani, in particolare agli edifici di interesse storico, architettonico e religioso. In diversi paesi del Savuto furono proprio gli antichi edifici di culto, ricordiamo, a subire le conseguenze più negative in termini strutturali. Tra questi, alcune chiese di Carpanzano, Grimaldi, Mangone, Marzi, Santo Stefano, Scigliano e, soprattutto di Rogliano, dove si rese necessaria la chiusura delle chiese di Santa Maria alle Croci e di Santa Lucia (quest’ultima ancora interdetta alla fruizione dei fedeli), entrambe situate nel quartiere Cuti. Una circostanza che provocò forti ripercussioni sulle attività  della grossa parrocchia del centro storico anche per via della concomitante chiusura della chiesa di San Domenico che già  allora si trovava in attesa del completamento del restauro. A distanza di oltre quattro anni e dopo un intervento di sistemazione avvenuto con fondi pubblici, nei giorni scorsi la chiesa di santa Maria alle Croci è stata riaperta nuovamente ai fedeli per consentire lo svolgimento del novenario in onore della Madonna. Un avvenimento significativo, molto atteso dai residenti, sottolineato dalla processione che ha accompagnato il ritorno della venerata statua nel suo luogo naturale e dalla tradizionale ‘focera’ pre novenario. Sempre in merito alla riapertura degli edifici religiosi locali, dopo la chiesa di Santa Maria, in autunno potrebbe essere la volta della chiesa di San Domenico (chiusa dal 1988) sulla quale, ormai, sono in via di ultimazione i lavori di consolidamento e restauro. Si prevedono più lunghi, infine, i tempi per la chiesa di santa Lucia per la quale, per quanto si è saputo, sono state comunque avviate alcune indagini di tipo geologico.
 
Gaspare Stumpo
 
Nella foto: la venerata statua di Santa Maria sul sagrato dell’omonima chiesa.

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