Marzi, è da ammirare l’arte di Antonio Nicoletti

Belle opere in legno e pietra realizzate dal maestro artigiano
Possono esserci artisti riservati ma non per questo incapaci di garantire volto e significato alle cose. Antonio Nicoletti, 63 anni, marzese ma di origini roglianesi, ama parlare della riservatezza non solo come stile di vita e comportamento, ma anche come sostegno ad un modo di operare che con fatica e strumenti poveri da circa 30 anni produce arte del legno e della pietra. Una passione nata con la pittura e confluita nella scultura, agevolata in molti casi dal silenzio della natura che offre all’artista occasioni di riflessione per ricercare la materia, imperfetta e ruvida all’origine, e plasmarla attraverso l’abilità  delle mani. Il maestro Nicoletti ha ultimato un’opera con la quale, di recente, ha voluto rappresentare l’avvenire. Si tratta di un statua in legno a grandezza naturale in cui sono racchiusi passato, presente e futuro, frutto di un lavoro durato oltre sei mesi. Antonio Nicoletti è una persona che non riesce a stare con le mani in mano e terminato il consueto orario di lavoro non perde tempo a tuffarsi in quella che rappresenta la sua vera passione pomeridiana: la scultura. Nel piccolo locale del centro storico, da cui ogni giorno provengono i rumori classici dello scalpello, sono nate tantissime opere in legno e in pietra, ognuna con un proprio messaggio, spesso sarcastico o metaforico. Per le sculture l’artista marzese utilizza legno di noce, sorbo o ulivo, e pietra di Altilia. Creazioni che costano tempo, fatica e denaro. Pezzi unici (presenti pure su alcune facciate del centro storico di Marzi) che rientrano in una attività  degna d’interesse, che come quelli di altri artigiani della zona, andrebbero supportati, valorizzati e veicolati, perché parte integrante della storia e della cultura del luogo. Nel XVI° secolo, ricordiamo, gli scalpellini e gli intagliatori roglianesi realizzarono in diverse aree della Calabria e del Mezzogiorno opere monumentali contribuendo all’affermazione di una rinomata scuola d’arte barocca. Oggi si sentono troppi riferimenti a quella ‘stagione’,  soprattutto da parte di rappresentanti (anche autorevoli) di istituzioni e associazioni di cultura, ma in realtà  troppo poco, a parte il recupero della memoria, è stato fatto per riprendere e rendere più operativa la tradizione artistica del legno e della pietra. Per dare coraggio e continuità  all’opera di maestranze, come quella di Antonio Nicoletti, ultimo erede di una scuola che ha segnato un’epoca nella storia delle comunità  locali.
 
Gaspare Stumpo
 
 
Nelle foto: il maestro Antonio Nicoletti con ‘L’Avvenire’. E altre opere pietra.
 
  
 
  
 
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