55^ Giornata Nazionale dedicata alle vittime del lavoro

Domenica scorsa la città  di Rogliano ha ospitato l’evento
Quattro morti al giorno, un milioni di infortuni all’anno (dei quali circa 30.000 con conseguenti gravi invalidità  permanenti), sono le cifre che fotografano la situazione degli incidenti sul lavoro in Italia, che almeno per la metà  dei casi coinvolgono giovani di età  compresa tra i 17 e i 34 anni. Numeri ufficiali ai quali, però, troppo spesso la società  attuale non presta la giusta attenzione e pertanto una maggiore cultura della prevenzione e della sicurezza. Sono stati soprattutto questi i temi della Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, fortemente voluta dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro (A.n.m.i.l.), istituzionalizzata nel 1999 con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, che quest’anno, per la prima volta, è stata promossa in provincia, secondo il nuovo criterio che stabilisce l’evento itinerante sul territorio. La manifestazione, nobile per scopo e significato, e per il confronto ad essa collegato, in occasione della 55^ edizione che si è tenuta nella città  del Savuto, ha visto l’importante presenza del senatore Tonino Gentile e di altri autorevoli esponenti del mondo delle istituzioni. Tra questi, l’assessore regionale Ennio Morrone e il consigliere provinciale Marino Reda. Presenti pure il sindaco di Rogliano, Pietro Oliveti, diversi altri primi cittadini della provincia di Cosenza, il direttore dell’Inail, Grazia Verduci, lo stesso presidente provinciale dell’A.n.m.l., Vito A. Lorusso e diversi gruppi di persone giunti in pullman. Oltre al dibattito ricaduto nell’ambito della cerimonia civile tenutasi nella seconda parte della giornata presso un noto hotel della zona, particolare attenzione ha ricevuto la celebrazione della Santa Messa nel Duomo di Rogliano. “Il lavoro è lo spazio della santità ” – ha ricordato don Santo Borrelli. Rivolgendosi ai presenti e non tralasciando il tema portante della manifestazione, il parroco di San Pietro ha parlato, infatti, anche di lavoro, precariato e disoccupazione, quindi dell’esigenza di realizzare una nuova struttura sociale per garantire più diritti e più sicurezza. Un corteo per le vie del centro storico accompagnato dalla banda musicale ‘Città  di Mendicino’ e la deposizione di una corona di alloro al Monumento del Minatore e dei Caduti sul Lavoro, ha concluso la prima parte della iniziativa che si è tenuta domenica scorsa a Rogliano. L’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro, ricordiamo, conta circa 470.000 iscritti, ha sedi in tuta Italia e pubblica dal 1947 una rivista bimestrale (Obiettivo Tutela) molto interessante sul piano della informazione.
 
Gaspare Stumpo
 
  
 
Il banco con le autorità  (foto a sinistra) e l’omelia di don Santo Borrelli (foto a destra) durante la Santa Messa in Duomo
 
  
 
Il corteo preceduto dalla Banda musicale al termine della celebrazione della funzione religiosa
 
  
 
La cerimonia civile si snoda lungo il centro storico di Rogliano
 
  
 
La deposizione della corona di alloro e la bendizione al Monumento del Minatore e dei Caduti sul Lavoro
 
Nella foto d’apertura il senatore Tonino Gentile, alcuni sindaci e il presidente provinciale dell’A.n.m.l., Vito A. Lorusso, davanti al Monumento di Piazza San Domenico.
 
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