Rogliano, Casale (UdC): “chiudiamo le Comunità  montane”.

L’assessore al Lavoro spiega i motivi della sua provocazione

Nel giorno in cui l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità  Enti Montani) ha convocato in seduta straordinaria i propri organismi direttivi, allargando la partecipazione ai lavori del Consiglio nazionale a presidenti di comunità  montane e sindaci di comuni montani (tra questi, una delegazione della valle del Savuto), l’assessore roglianese al Lavoro, Alfonso Casale, ha lanciato la sua personale provocazione: “chiudiamo le comunità  montane”. Ma andiamo per ordine. Nelle scorse ore l’Uncem ha espresso contrarietà  all’ipotesi (poi smentita dal responsabile Credito di Forza Italia e relatore della Finanziaria 2005, Guido Crosetto), di soppressione degli enti montani. Sulla stessa questione è intervenuto anche il presidente dell’Uncem Calabria, Vincenzo Mazzei. “Autorevoli rappresentanti della maggioranza governativa – ha scritto quest’ultimo – hanno prospettato la possibile presentazione di un emendamento da inserire nella Finanziaria del 2006 in discussione al Senato, per sopprimere le comunità  montane”. “Un tentativo estremamente grave e preoccupante – ha aggiunto – che deve essere sconfitto, perché arreca un enorme danno al Paese”. Anche a livello locale l’argomento ha riaperto la discussione sulle comunità  montane, producendo una serie di giudizi e prese di posizione contrastanti all’interno del mondo politico. Alfonso Casale, attuale assessore al Lavoro del comune di Rogliano (ed ex consigliere della CMS), ieri, per esempio, si è detto “favorevole alla chiusura” di questi enti. Un giudizio drastico, destinato a far aumentare la polemica e lo scontro tra i due poli anche sul piano cittadino. “Non sappiamo quanto sia fondata la notizia sulla ipotesi di soppressione delle comunità  montane – ha dichiarato – ma ogni qualvolta viene proposto qualcosa di serio da parte di alcuni deputati della maggioranza di Governo si grida allo scandalo e si organizzano manifestazioni”. Per l’assessore comunale al Lavoro “l’eventuale chiusura delle comunità  montane comporterebbe, infatti, un grosso risparmio per lo Stato in termini economici”. “Non solo – ha affermato ancora Casale. Verrebbero valorizzate ulteriormente tutte le professionalità  impiegate ad oggi in questi enti con il loro trasferimento nei comuni, soprattutto in quelli più piccoli che al momento presentano grosse carenze di personale“. “In più – ha proseguito l’assessore – potrebbero crearsi condizioni reali per la stabilizzazione di molti precari Lsu-Lpu”. Nella stessa occasione, Alfonso Casale ha parlato di deleghe. “Si deve pensare a cose serie – ha detto. La modica del Titolo Quinto della Costituzione obbliga a trasferire le deleghe a province e comuni”. Per l’amministratore roglianese, quindi, è necessario impegnarsi per “creare ambiti adeguati con comuni capofila in grado di gestire spese e ottimizzare risorse, evitando inutili baraonde con il trasferimento delle deleghe a tutti i comuni“.

G.S.

Nella foto: Alfonso Casale.

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