Due anni fa la morte del professor Tobia Cornacchioli

Il ricordo di Leonardo Falbo*

“Due anni senza Tobia Cornacchioli. Il senso del tempo si dilata e si comprime quando si ricorda la scomparsa dello studioso cosentino, avvenuta il 29 novembre 2003: per un verso, chi lo ha conosciuto e lo ha stimato in vita, chi ne ricorda le non comuni qualità  umane e intellettuali, porta con sé una sensazione infinita di vuoto, come se quel 29 novembre di due anni fa sia parte di un tempo trascorso nel lontano passato; per un altro, le sue ricerche, i suoi studi, i suoi libri, così come le sue intuizioni originali e profonde sui temi della contemporaneità , promanano viva e profonda attualità  che sembrano pronunciarsi sul momento. Sembra vivere una sensazione bi-dimensionale del tempo che si svolge a seconda che il cuore e la ragione si sprigionano liberamente «in una terra di nessuno situata tra la preistoria e la storia» nell’«era del frastuono televisivo, totalizzante e narcotizzante», per citare una significativa espressione di Tobia riportata nel suo “Cronache dalla preistoria contemporanea”, forse il libro a lui più caro. Quello stesso libro nel quale sembra si possa rintracciare una sorta di testamento intellettuale: «Noi – gli uomini, le donne, l’umanità  tutta – non possediamo nel corso della nostra vita terrena nient’altro che il tempo; e l’uso che di esso facciamo ci connota, e dimostra la nostra capacità  di essere donne, uomini, umanità ». I suoi originali e pregevolissimi studi si caratterizzano di due essenziali e complementari elementi di ricerca e di riflessione: la storia cosentina e calabrese; la didattica della storia. Tobia Cornacchioli ha amato profondamente Cosenza, la Calabria e la Scuola. Il suo amore per la Città  dei Bruzi e per la Calabria è immune da “municipalismo”, scaturisce, semmai, dalla sua profonda conoscenza del “tempo” passato vissuto dagli uomini e dalle donne di questo “spazio”: un tempo di sfruttamento, di miseria, di analfabetismo, ma anche di studi profondi, di idee originali, di pensiero scientifico, di “profetismo”, di volontà  di riscatto. Tutto ciò emerge in modo chiaro e convincente nei suoi volumi di storia e di storia della cultura (“Questione culturale e Mezzogiorno. La svolta di Pasquale Rossi (1903-1905)”; “Nobili, borghesi e intellettuali nella Cosenza del Quattrocento. L’Academia parrasiana e l’umanesimo cosentino”; “Pietro Mancini e il Socialismo in Calabria”). Ricerca scientifica e mediazione didattica rappresentano il binomio indissolubile del pensiero e dell’azione culturale di Tobia Cornacchioli. Alla scuola (non solo cosentina e calabrese) egli ha dato un contributo originale e di primissimo livello: le sue ricerche e i suoi studi sulla nuova didattica della storia (“Storia e mediazione didattica. Ipotesi per una didattica della storia”; “Lineamenti di didattica della storia. Dal sapere storico alla storia insegnata: la mediazione didattica”) denotano l’urgenza di pervenire ad una nuova e avanzata metodologia di insegnamento-apprendimento della storia, del tempo “passato” in rapporto al presente, nella consapevolezza che le nuove generazioni possano, meglio di quelle “passate” “usare” il tempo per meglio essere donne, uomini, umanità “.

 * Leonardo Falbo (Istituto Calabrese  per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea)

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Nella foto: il prof Tobia Cornacchioli durante un convegno a Rogliano.

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