“Priorita nel mondo dellinfanzia adolescenza”

di Anna Morelli*

Bambini e ragazzi sotto i 18 anni: molti sono i bisogni di questa categoria di cittadini. E’ questi infatti  il termine da utilizzare secondo  le novità  introdotte dalla convenzione O.N.U. sui diritti di questa bellissima età . Sono da considerare come soggetti e non più come oggetti  del Diritto, non più legati alla sola discrezionalità  degli adulti, ma capaci di esprimere direttamente i loro bisogni e di reclamare i loro diritti. Viene  promosso il Diritto alla Cittadinanza, che si esprime con la capacità  di influire sui loro bisogni (cioè essere presi in considerazione, con il diritto alla libera  opinione e la libertà  di parola e di pensiero, con la possibilità  di  libera associazione). Ma  in Italia, anche se la legislazione concorda con questa misura della Convezione dell’ ONU, la realtà    quotidiana si esprime ancora con la  tutela educativa che prevede la presenza e l’accompagnamento degli adulti. Molte sono le priorità  dell’ affascinante “mondo bambino”, è necessario non  dimenticare il “bambino” che è dentro di noi per capire per entrare empaticamente in contatto  con loro, che rappresentano anche il nostro futuro. Il Forum Nazionale, in previsione della chiusura degli Istituti  entro il dicembre 2006, individua  e promuove le politiche familiari a favore dell’ Affido e la prevenzione delle forme di abuso fisico e psicologico. L’ Osservatorio Provinciale pone la sua attenzione anche su questi argomenti. Il Dipartimento Infanzia ed Adolescenza dei DS per la Provincia di Cosenza aderisce a condivide le indicazioni del Forum Nazionale, non dimenticando una lunga serie di altre problematiche. Il Diritto del minore a “crescere in famiglia” sancito dalle leggi 184/1983  con modifica nella legge149/01, recita il diritto per ogni minore di essere educato nella propria famiglia, l’ indigenza non può e non deve essere un ostacolo e pertanto sono disposti aiuti e sostegni per la famiglia. Il minore  che non ha un ambiente idoneo dovrà  essere affidato ad una famiglia possibilmente con altri bambini, o  anche ad una persona singola, in una comunità  di tipo familiare, solo quando il bambino è in stato di abbandono può essere dichiarato  adottabile. Entro il 31/12/06 gli Istituti saranno chiusi per le gravi conseguenze documentate rispetto alle Istituzionalizzazioni. Occorre lavorare in questo settore sostenendo le famiglie in difficoltà , promuovendo una cultura che favorisca la  accoglienza da parte delle famiglie affidatarie per evitare l’ emarginazione e  l’ esclusione di chi ha difficoltà . E’ necessario mediare tra le famiglie affidatarie e le  famiglie d’ origine; sostenere  le adozioni  anche dei bimbi più grandi o malati, realizzare le strutture di accoglienza alternative agli attuali istituti come comunità  familiari capaci di garantire una crescita sana e di promuovere  il collegamento in rete delle varie strutture interessate alle problematiche, favorendo l’ informazione corretta tra queste varie Agenzie, l’ Osservatorio ed il  Dipartimento per l’ infanzia della provincia. Queste sono solo alcune delle delicate problematiche riguardanti il “mondo bambino”, che vanno  affrontate, servirà  una maggiore crescita culturale che dovrà   fare i conti con tutta una serie di tabù, di stereotipi. Basterebbe semplicemente pensare che i bambini e gli adolescenti di oggi occuperanno in futuro il nostro posto; quindi perché non permettere loro  di esprimere le loro qualità , cercando tra i vari interventi di modificare le città  rendendole più adatte ai  giovani cittadini e di  favorire questo processo anche nelle periferie, permettendo  delle esperienze formative, anche sulla “strada” oggi ritenuta, un luogo dove si consumano drammi, ma dove in passato  diverse generazioni hanno avuto modo di confrontarsi, di giocare. Il gioco è un  potente mezzo di crescita, di superamento delle difficoltà . I nostri ragazzi sanno perfettamente come promuovere la cultura del confronto, della relazione, della socializzazione e lo esprimono continuamente, cercando i propri pari nei pub, e non è vero che i nostri ragazzi siano “ mostri”, essi   utilizzano il loro linguaggio da adolescenti, dando delle comunicazioni lapidarie, che noi adulti a volte non riusciamo a comprendere, è proprio l’ adulto, piegato da tanti impegni che  non riesce a comprendere. I genitori a volte non comprendono i messaggi dei propri figli, per il cambiamento repentino del modo di comunicare, veloce, senza quelle riflessioni e quel lavoro mentale di preparazione a cui essi erano abituati. Si è passati dalla “penna al computer, al telefonino”. Questi strumenti magnifici per alcuni versi, hanno ridotto la comunicazione dei ragazzi a poche parole a volte ancora  più contratte. Capire i messaggi sembra facile, ma è una modalità  che impedisce il confronto, la relazione, la chiarezza; e tutto ciò  aggiunto alla abitudine della visione della “violenza quasi non vera”  può  far scaturire risposte violente, quasi irreali, che talvolta   purtroppo, si realizzano nella realtà  (che non è virtuale). Nel  mondo rappresentato dai computer, dalla televisione,  spesso si vedono  personaggi cari ai ragazzi, che si trasformano in eroi che distruggono il nemico con una facilità   assurda, ma violenta. Queste trasformazioni  però non vengono di fatto vissute come mostruose  e  può scattare un meccanismo di imitazione;  a questo  non corrisponde un valore acquisito del tipo: “chi distrugge o uccide  anche se per giusta  causa è da considerarsi comunque in torto”,  valore che invece andrebbe fortemente ribadito. Come devono quindi  comportarsi i genitori?: Ovviamente da Genitori! con affetto, amore,  ascoltando, cercando di seguire i  ritmi dei figli, cercando comunque di trasferire i propri valori e le proprie regole,  aspettando  pazientemente, quando è  necessario che  la “tempesta” passi. Occorre dare più ascolto ai nostri figli,  dargli (come sottolinea la prof.ssa  Parsi) “radici ed ali”; intendendo per Radici i valori, che provengono dalle principali agenzie: famiglia, scuola, ed Ali la possibilità  di sentirsi liberi pur nei valori che si portano dietro, che costituiscono il loro background.
 
 
* dott.ssa Anna Morelli
Dipartimento Provinciale  Infanzia, Adolescenza, Disagio Sociale
Democratici di Sinistra d
Cosenza
 
 
 
Nella foto: il disegno di un bambino presentato al Premio Nathes di Marzi.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com