Un difensore civico/garante dei detenuti

La proposta di Marino Reda al Consiglio provinciale
Balza in primo piano, nella discussione politica del Consiglio Provinciale di Cosenza, uno degli istituti più importanti di democrazia partecipata e di tutela dei diritti fra quelli introdotti dal legislatore nell’Ordinamento amministrativo del nostro Paese: il Difensore Civico. A portare la problematica sul tavolo operativo consiliare è Marino Reda – Consigliere del Partito della Rifondazione Comunista e Presidente della VI Commissione Consiliare Trasporti – il quale, con la competenza e la sensibilità  che lo contraddistinguono, fa una proposta estremamente innovativa, unica nel suo genere sul territorio nazionale. Marino Reda, cioè, chiede al Consiglio Provinciale una modifica al Regolamento per l’esercizio delle funzioni del Difensore Civico, nel senso di “accomunare e prevedere le funzioni di difensore civico con quella di garante dei diritti delle persone private della libertà  personale”. Una proposta di grande civiltà  e di alta democrazia e tutela dei diritti umani, che introduce il principio secondo cui l’Ufficio del Difensore Civico è composto da quattro soggetti, che andranno ad operare nei diversi circondari, con ciò favorendo una maggiore incisività  dell’azione di controllo dell’autorità  indipendente che, inoltre, si accresce della qualità  di garante dei diritti delle persone in stato di detenzione. Più in particolare, quindi, l’Ufficio del Difensore Civico deve essere ramificato nei circondari provinciali, al fine di tutelare in via diretta i cittadini dagli abusi, ritardi, negligenze commesse dall’Amministrazione Pubblica e di assicurare il buon andamento, la correttezza e l’imparzialità  dell’azione amministrativa; ed allo stesso vanno garantite – attraverso l’integrazione delle attuali previsioni regolamentari – ulteriori specifiche in grado di qualificarne ulteriormente la professionalità  e l’imparzialità  e di porlo “nella giusta possibilità  di primus inter partes, al di sopra e al di fuori di legami politici od economici”. Al tempo stesso, però, esso diventa un importante punto di riferimento sul piano della promozione della solidarietà  sociale, in direzione della tutela dei soggetti detenuti e, quindi, in situazione di svantaggio e di disagio. Tocca, infatti, al Difensore/Garante – secondo la proposta del Consigliere Reda – assumere ogni iniziativa volta ad assicurare che alle persone presenti negli Istituti Penitenziari provinciali siano erogate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità  della vita, all’istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro. Un’Amministrazione Pubblica, dunque, che assume un volto umano e si avvicina a quelle persone emarginate che più di altre necessitano di maggiore attenzione; ma, anche, una forte esigenza sociale, laddove si comprende che se la comunità  fa uno sforzo in più per il recupero dei soggetti cosiddetti “deviati” – adoperandosi per il loro reinserimento a pieno titolo all’interno della società  stessa – il guadagno in termini di tranquillità  e sicurezza sociale è davvero enorme. Una capacità  di comprensione ed un merito che vanno tutti a Marino Reda, giovane e valente avvocato alla sua prima esperienza in Consiglio Provinciale, la cui intensa ed intelligente attività  lo qualifica come uno dei migliori quadri politico-amministrativi della Provincia di Cosenza.
 
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Nella foto: Marino Reda.

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