Industria Polti Sud: i sindaci al fianco dei lavoratori

Nel Savuto aumentano le preoccupazioni per il lavoro
La notizia di una possibile messa in mobilità  dei circa duecento dipendenti dello stabilimento ‘Polti Sud’ di Piano Lago, ha messo nuovamente in allarme le istituzioni del comprensorio. In un’area fortemente interessata da gravi fenomeni di depauperamento economico, con sacche di precariato e disoccupazione in palese aumento, la perdita di altri posti di lavoro costituirebbe infatti un’autentica iattura. L’inarrestabile tendenza al negativo degli indici occupazionali e le scarse prospettive per il futuro dovute ad un contesto più generale, rappresentano però il quadro nudo e crudo di una realtà  destinata ad intaccare inevitabilmente una nuova fetta di società , quindi l’economia di un territorio peraltro già  al collasso. Nel Savuto, dopo la chiusura di alcune piccole industrie, le battaglie per la salvaguardia dei posti di lavoro sono ormai all’ordine del giorno: ogni forma di reddito è indispensabile per continuare a garantire ossigeno alle famiglie interessate e alle stesse comunità  locali. Quest’ultime, minacciate da fenomeni di spopolamento che continuano a preoccupare i sindaci della vallata, i quali, proprio nella crisi del sistema produttivo e nella conseguente difficoltà  occupazionale intravedono forti ripercussioni di carattere economico e sociale all’interno delle singole realtà  amministrate. Il primo cittadino di Rogliano, nonché presidente dell’Unione ‘Terre del Savuto’ – Pietro Oliveti, nella mattinata ha già  interpellato i colleghi dei comuni contermini per avviare una presa di posizione “forte ed incisiva” a sostegno dei lavoratori Polti”. “Una fabbrica realizzata con il contributo determinante dello Stato – ha detto – dopo quattro anni non può chiudere dalla sera alla mattina”.
 
F.Lr.
 
 
Nella foto: il sindaco di Rogliano, Pietro Oliveti.

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