Antonino non è più tra noi

Il mondo del giornalismo perde Antonino Catera
AVEVO SENTITO ANTONINO domenica scorsa, in serata. Con Lui il colloquio era quasi quotidiano, puntuale. Fiducia e disponibilità  erano reciproche, ma soprattutto erano intrise di quell’amicizia speciale che derivava da una collaborazione iniziata oltre dieci anni fa per le pagine dello Sport e proseguita in questi ultimi mesi per quelle della Cronaca. Da quando gli era stato affidato il nuovo incarico di capo servizio i nostri rapporti si erano intensificati. Domenica avevo deciso di chiamarlo per salutarlo e per assicurargli il servizio sulla partita di basket tra la Vis Elettrica Rogliano e la Bbc Crotone, prevista al PalaDesiena. Al mio “questa volta ti ho anticipato”  aveva risposto “non  mi ero dimenticato, stavo per chiamarti”. Lo aveva fatto con la consueta pacatezza e serenità  che lo contraddistinguevano assieme a quella giusta dose di simpatia che non mancava di esternare anche nei momenti di forte impegno professionale. Antonino quel pomeriggio aveva iniziato a delineare il contenuto del giornale sulle diverse vicende sportive della domenica. Un gran lavoro: dal calcio che conta agli sport minori. Ore e ore a seguire avvenimenti e risultati dalle fonti più importanti e più disparate, oppure al telefono, ad ascoltare decine e decine di cronisti sparsi in ogni dove, per poi sintetizzarne il lavoro con sguardo attento al monitor e pensiero razionale, in modo da consegnare alle rotative un prodotto serio, efficace, attendibile. Un lavoro non facile che presuppone equilibrio, lucidità , competenza. Doti che Antonino aveva dimostrato di avere per carattere e per esperienza. Lui che proveniva dalla gavetta. Lui che con il tempo, con passione e costanza, ma soprattutto con grande operosità  e discrezione aveva saputo garantirsi la fiducia di tutti e costruirsi un percorso prestigioso in un giornale giovane ma ambizioso. “Ci aggiorniamo a dopo, stai tranquillo”. Così è stato. Come del resto sempre, anche domenica. Non immaginavo che quella sorta di stanchezza che avevo avuto modo di percepire qualche ora più tardi era per Antonino il sintomo di qualcosa di più grave, di irreparabile. In Lui, l’attaccamento e la passione per il lavoro, l’umanità , la cordialità  e soprattutto la riservatezza erano caratteristiche innate. Quanto hanno scritto gli amici de ‘Il Quotidiano della Calabria’ e le numerose attestazioni di stima e di affetto pervenute dal mondo delle istituzioni  in queste ore di grande dolore, corrispondono al vero: con Antonino Catera scompare una persona positiva, un uomo intelligente, un grande amico, un instancabile professionista. Il mondo del giornalismo perde uno dei suoi uomini migliori. Era successo qualche anno fa con Sandro Tito. Il dramma si è ripetuto martedì scorso. Antonino ci ha lasciati ‘cadendo sul campo’ in una mattina di sole che per Lui e i suoi collaboratori doveva essere l’inizio di una giornata di lungo lavoro per via delle ultime vicende legate al Consiglio comunale di Cosenza. Avrebbe compiuto 49 anni fra un mese. I suoi funerali si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa di San Paolo in Arcavacata. Antonino lascia la moglie Betty ed il figlio Francesco, un intelligente bambino di sette anni legatissimo al papà . Dopo shock per questa improvvisa e inattesa tragedia che ci ha raggelati nel profondo dell’animo, adesso ci tocca ripartire. Ma questa volta senza di Lui. Siamo convinti, però, che Antonino saprà  ancora guidarci. Siamo convinti che il suo ricordo, quanto ci ha insegnato, la Sua nobiltà  d’animo, resteranno vivi per sempre nella pagina della Memoria. Nei ricordi più belli.
 
Gaspare Stumpo
 
 
Nella foto de ‘Il Quotidiano della Calabria’: Antonino Catera in Redazione davanti al suo computer.
 
Sotto: due delle diverse pagine che ‘Il Quotidiano della Calabria’ ha dedicato alla improvvisa scomparsa del giornalista.
 
 
  
 
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