“Polti battaglia simbolo delle tante emergenze del territorio”

Affollata assemblea al Centro Congressi della Comunità  Montana
Il comprensorio del Savuto sta vivendo uno dei momenti più difficili sul piano occupazionale. Le crisi delle poche industrie in un’area peraltro già  carente sul piano degli investimenti, la prospettiva sempre più grigia della mancanza di opportunità  e il momento di recessione economica che sta attraversando il Paese, rappresentano solo alcuni degli elementi di sconforto per quanti vivono nelle diverse comunità  del comprensorio. Un quadro nudo e crudo, dunque, di una situazione al collasso, dove ogni forma di reddito appare sempre più indispensabile per garantire ossigeno a queste piccole realtà  di provincia costrette a fare i conti con una economia ormai agonizzante. Nella crisi di quel che resta del piccolo sistema produttivo locale e nelle conseguenti problematiche di carattere occupazionale, i rappresentanti  delle istituzioni intravedono, pertanto, forti ripercussioni di carattere economico e sociale. Per questo dicono “no ad una politica di miseria e si alla salvaguardia del lavoro”. In un Centro Congressi affollato all’inverosimile, i sindaci, gli amministratori, i responsabili sindacali  e di partito, e soprattutto le diverse centinaia di lavoratori della Polti Sud, del resto delle realtà  industriali in crisi di Piano Lago, i precari, si sono ritrovati per discutere, confrontarsi, e soprattutto per richiamare l’attenzione dei governi sulla grave situazione che sta interessando il Savuto, acuita più recentemente dalla vertenza dello stabilimento Polti con l’annunciato provvedimento di messa in mobilità  per i circa duecento dipendenti. All’incontro hanno partecipato il presidente della Comunità  montana del Savuto, Anna Aurora Colosimo, l’assessore provinciale Ferdinando Aiello, il consigliere provinciale Giuseppe Gallo, gli esponenti sindacali Vladimiro Sacco (Cgil), Paolo Tramonti (Cisl), Roberto Castagna e Tonino Lento (Uil). Dopo la rottura delle trattative avvenuta alcuni giorni fa, ricordiamo, le tute blu Polti hanno deciso di scioperare e di presidiare i cancelli dello stabilimento con turni di ventiquattrore. Da queste parti, infatti, nessuno vuole cedere alla rassegnazione di un altro sito industriale dismesso ed alla perdita di altri posti di lavoro. Ma nella fattispecie, operai e sindacalisti continuano a ribadire la presenza al tavolo della discussione della famiglia Polti. E a chiedere perché quest’ultima “vuole abbandonare il territorio”. Intanto, si è saputo che la Giunta comunale di Altilia su proposta del sindaco Gino Pagliuso, ha deliberato di “chiedere all’Amministrazione comunale di Figline Vegliaturo la requisizione dell’azienda di elettrodomestici Polti, nella quale sono occupate 200 unità  lavorative”.
 
Gaspare Stumpo
 
 
 
Nelle foto: l’incontro di ieri al Centro Congressi della Comunità  montana del Savuto.
 
 
       
 
  
 
  
 
  
 
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