Polti: si attende il tavolo di concertazione

Operai ancora in sciopero.  Mercoledì manifestazione
La nuova vertenza Polti continua a suscitare grande preoccupazione sia per le conseguenze economiche, sia per le conseguenze sociali derivanti dalla possibile chiusura del sito produttivo di Piano Lago. Il fatto che duecento operai con relative famiglie a carico rischiano di rimanere in mezzo alla strada non è cosa da poco in un’area afflitta da ataviche problematiche di sviluppo e con un livello crescente di disoccupazione e precariato. La vicenda è seria e rappresenta lo specchio di una situazione disastrosa che in questi ultimi anni ha coinvolto altre piccole realtà  industriali crollate sotto gli effetti di una crisi più complessiva dalla quale, ricordiamo, non sono più riuscite ad emergere. Quella della Polti è quindi uno degli ultimi atti di una serie di dismissioni che stante così le cose potrebbero mandare con le gambe all’aria e in maniera definitiva l’economia dell’intero comprensorio. Il grido di allarme è reale ma al momento nessuno vuole cedere alla disperazione. Appresa la notizia di un ormai certo provvedimento di mobilità  che prelude al licenziamento, le tute blu Polti nei giorni scorsi hanno iniziato la nuova mobilitazione utilizzando lo strumento dello sciopero, presidiando i cancelli della fabbrica e collocandosi in maniera stabile all’interno del vicino Centro Congressi messo a disposizione della Comunità  montana del Savuto. La presa di posizione degli operai è stata sostenuta sin da subito dalle maggiori sigle sindacali e dalle amministrazioni locali. Anche la popolazione residente sta seguendo con apprensione l’evolversi della situazione. “La vicenda Polti – hanno detto i sindaci – è emblematica di una grave crisi occupazionale che oggi investe il Savuto e la Calabria in genere aggravata dalla circostanza che si rischia di vedere trafugati investimenti pubblici che dovevano arricchire il territorio”. “Non si tratta, pertanto, di una delle tante vertenze sindacali bensì – hanno spiegato i primi cittadini – di una vicenda che rischia di turbare gravemente l’ordine pubblico e che, per le gravissime conseguenze sociali che determina non può lasciare indifferenti le istituzioni ”. Nei giorni scorsi la Conferenza dei Sindaci, unitamente a Cgil, Cisl e Uil, ai consiglieri provinciali eletti nella zona e agli stessi lavoratori, ha chiesto l’immediato intervento del Governo e sollecitato l’immediata apertura di un tavolo con le parti interessate e con le rappresentanze istituzionali presso il Ministero delle Attività  Produttive. Come peraltro annunciato sabato scorso dal vice presidente della Giunta regionale della Calabria, Nicola Adamo, è stata già  avanzata richiesta e ad ore si attendono risposte in tal senso. L’intenzione è quella di conoscere i progetti del Gruppo e individuare possibili soluzioni per scongiurare la chiusura dello stabilimento. I sindaci hanno annunciato anche la loro disponibilità  ad auto convocarsi a Roma “in caso non giunga immediatamente la convocazione di un incontro dal Governo Nazionale”. Il primo cittadino di Altilia, Gino Pagliuso, per esempio, ha proposto alla sua Giunta una delibera con la quale ha chiesto “all’Amministrazione comunale di Figline Vegliaturo (comune in cui sorge la fabbrica, nda) la requisizione dell’azienda di elettrodomestici Polti, nella quale sono occupate 200 unità  lavorative”. Non a caso, infatti, gli amministratori considerano il nuovo caso della Polti come la sintesi delle diverse problematiche storicamente presenti sul territorio, e per questo oggi intendono seguire “un percorso condiviso” in grado di rilanciare l’intera area di Piano Lago che negli ultimi anni “a cause di politiche poco attente e della completa indifferenza dell’Asi, ha subito un forte decadimento, con lo smantellamento di molte aziende, la completa desertificazione del territorio e la costante emorragia di posti di lavoro”. I sindaci hanno fatto sapere, altresì, che è loro intenzione “sollecitare la Regione, che è competente in  materia di politiche industriali,  ad avviare una seria valutazione” sulla locale zona industriale per arrivare alla realizzazione di un vero e proprio distretto industriale che possa ritornare utile all’intera area urbana cosentina. Intanto, a distanza di poco meno di 24 mesi dal precedente, mercoledì prossimo il Savuto si fermerà  per l’annunciato sciopero generale promosso da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. Alla iniziativa hanno aderito l’Amministrazione provinciale di Cosenza e i sindaci dell’area. Ma non è difficile prevedere che alla protesta delle tute blu si unirà  anche quella dei precari, delle migliaia di senza lavoro e del resto della locale società  civile.
 
G.S.
 
 
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BREVE STORIA DELLA POLTI SUD
 
1997 – Nasce Polti Sud. La società  partecipa con successo al terzo bando della Legge 488/92. Lo stabilimento viene realizzato nell’area industriale di Piano Lago, nel comune di Figline Vegliaturo.
 
1999 – Il Gruppo Polti S.p.a. inaugura l’unità  produttiva in provincia di Cosenza, nel comprensorio del Savuto. Per molti giovani cosentini è l’inizio di una avventura lavorativa che visto il prestigio del marchio fa ben sperare. Molte famiglie decidono di investire sul loro futuro.
 
2004 – Prime vertenze sindacali che culminano con una settimana di proteste e uno sciopero generale contro il licenziamento di tre operai. Nel Savuto arrivano un vice ministro e alcune grosse personalità  del mondo della politica. Non mancano in questo caso le prese di posizione di molti parlamentari.
 
2005 – Viene annunciato il provvedimento di cassa integrazione per i circa 200 operai. E’ il primo serio segnale di crisi per il sito produttivo di Piano Lago. Anche questa volta si assiste alla presa di posizioni dei lavoratori e del mondo delle istituzioni. La vicenda finisce nuovamente in Parlamento.
 
2006 – La proprietà  annuncia un possibile provvedimento di messa in mobilità  del personale. Tutti i dipendenti della Polti Sud percepiscono che per l’attività  dello stabilimento può essere la fine. Nonostante la fabbrica è ancora in grado di produrre le tute blu iniziano lo sciopero e avviano la nuova protesta. Il resto è cronaca di questi giorni.
 
 
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Nella foto: manifestazione degli operai polti della primavera 2004.

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