Vertenza Polti Sud : il 30 gennaio prossimo incontro a Roma

All’interno cronaca, commenti  e foto dello sciopero di ieri
ROGLIANO – SONO da poco trascorse le tredici quando i lavoratori della Polti ed il resto dei manifestanti decidono di rimuovere il blocco sulla Salerno – Calabria e sulla ex statale 19, all’incrocio con la provinciale per Grimaldi. Da alcuni minuti si era diffusa la notizia sugli esiti della riunione organizzata dal senatore Tonino Gentile e connessa all’emergenza occupazione in provincia. Tra le novità  c’è l’attesa notizia dell’incontro straordinario promosso presso Presidenza del Consiglio dei Ministri per discutere ed affrontare la crisi della Polti Sud di Piano Lago. L’annuncio viene confermato in una breve nota fax dal sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli, al sindaco di Rogliano, Pietro Oliveti.
 
Il presidio.
 
Da alcuni giorni le tute blu della Polti Sud, fabbrica realizzata nel 1999 nell’aria industriale di Piano Lago, nel comprensorio della Valle del Savuto, la seconda in Calabria nel settore degli elettrodomestici, sono in sciopero e presidiano i cancelli aziendali ventiquattrore su ventiquattro. I motivi della decisione sono da ricondurre all’ormai certo provvedimento di mobilità  deciso dalla Proprietà . Dopo quelli di altre piccole industrie, altri centosettantotto operai della zona intuiscono di essere sull’orlo del licenziamento.
 
Le reazioni del mondo politico-istituzionale.
 
Esponenti della politica ed amministratori si rendono conto che la nuova vertenza Polti rappresenta l’apice di una crisi sempre più grave, che già  da qualche anno interessa il comparto industriale del comprensorio. Il Savuto vive uno dei suoi momenti più critici e il quadro è in evidente involuzione: le fabbriche chiudono, aumentano disoccupazione e precariato, i paesi si spopolano, l’intero indotto economico rischia il collasso. La situazione appare inquietante anche sul piano sociale: la Conferenza dei Sindaci lancia l’allarme. Inizia una lunga discussione tra i rappresentanti delle istituzioni territoriali (Regione, Provincia, Comuni): viene chiesto l’intervento del Governo. La vicenda finisce nuovamente in Parlamento.
 
Lo sciopero.
 
Nel giorno in cui il vice presidente della Giunta regionale della Calabria, Nicola Adamo, si reca nel Savuto per esprimere solidarietà  ai lavoratori della Polti (che intanto hanno trovato collocazione stabile anche all’interno del Centro Congressi della Comunità  montana) Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, proclamano lo Sciopero Generale della zona. Alla iniziativa, che intende sollecitare l’attenzione delle istituzioni sulla vicenda e più complessivamente sulla questione dello sviluppo del territorio, aderiscono immediatamente l’Amministrazione provinciale di Cosenza e tutti i sindaci delle comunità  locali.
 
Gentile e Mancini.
 
Intanto, il segretario della Commissione Finanza e Tesoro del Senato, sen. Tonino Gentile, annuncia la convocazione di una riunione alla presenza di tutti i parlamentari cosentini per fare il punto sulla vertenza Polti e sulla crisi complessiva dell’industria e dell’impresa sul territorio. Qualche ora più tardi il deputato Giacomo Mancini, interviene alla Camera per chiedere al presidente Casini di sollecitare il Governo ad pronto e fattivo intervento.
 
La manifestazione di ieri.
 
Sulle colline del Savuto nonostante l’evidente giornata di sole la temperatura è rigida, prossima allo zero. Il vento siberiano trasporta nevischio dalla vicina Sila, il lungo e dritto nastro di catrame della vecchia statale, dopo quasi due anni, si appresta ad essere calpestato nuovamente da migliaia di persone in corteo. Infreddoliti ma equipaggiati, legati da un comune sentimento di solidarietà , uomini e donne, ragazzi e ragazze, si ritrovano a Piano Lago per garantire sostegno agli operai in sciopero e per rivendicare il diritto al lavoro e soprattutto ad un futuro di sviluppo e benessere per il Savuto. Sin dalle nove del mattino lo spazio antistante il grande capannone Polti è gremito di gente: ci sono gli operai con famiglie ed amici, i delegati sindacali, i sindaci ed il presidente della Comunità  montana con fasce e gonfaloni al seguito, i dirigenti dei partiti e dei movimenti, una larga rappresentanza di statali, i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità , il Movimento Disoccupati, gli studenti delle scuole superiori. Tre curiosi cagnolini al guinzaglio sfoggiano una maglietta con la scritta “No ai licenziamenti. Lavoro con dignità ”. Sventolano le bandiere di Cgil, Cisl e Uil. C’è spazio pure per quelle che evidenziano gli slogan “No Tav, No Ponte”. Il corteo è aperto dalle tute blu Polti, seguono le maestranze della Erculea Resine, della C.m.s., della I.o.m. della D.n.e., della Micofispa. Ci sono anche quelle della T.g.t.. Tra i sindacalisti si notano il componente della segreteria nazionale della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi, Fernando Pignataro, Massimo Covello e Vladimiro Sacco (Cgil), Paolo Tramonti, Tonino Ferrari e Ugo De Rose (Cisl), Roberto Castagna e Tonino Lento (Uil). Arrivano il vice presidente del Governo calabrese, Nicola Adamo, l’assessore regionale Michelangelo Tripodi, il consigliere regionale Salvatore Magarò, il presidente dell’Amministrazione provinciale di Cosenza, Mario Oliverio, il consigliere provinciale Giuseppe Gallo, il presidente dell’Anci Calabria, Francesco Iacucci, l’esponente di Rofondazione Comunista, Damiano Guagliardi. Nella folla si vede il senatore Franco Covello. A distanza Carabinieri e Polizia controllano l’ordine pubblico. Più avanti i Vigili urbani sono impegnati a coordinare il traffico degli automezzi in una zona che risulta particolarmente articolata sul piano della viabilità . “Non fateci perdere la speranza. Lavoro, lavoro Å gridano gli operai”. La manifestazione prosegue. Poco dopo le undici la folla giunge in prossimità  dello svincolo autostradale di Rogliano: i manifestanti decidono di bloccare entrambe le corsie della Salerno – Reggio Calabria e qualche minuto più tardi alcuni accessi alla statale dal centro storico di Mangone e dalla provinciale per Grimaldi: il traffico è in tilt, ma le reazioni sono composte. Anche la Prefettura di Cosenza segue con attenzione l’evolversi della situazione. Il blocco stradale dura circa due ore e cioè sino all’annuncio ufficiale della notizia sulla convocazione di un incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, fissato per il 30 gennaio 2006, alle ore 16. Sono passate da poco le tredici. Gli operai Polti ritornano all’interno nel vicino Centro Congressi. Lo sciopero è concluso.
 
I primi comunicati.
 
Il primo commento arriva dal senatore Tonino Gentile.  “Il risultato raggiunto – spiega quest’ultimo – e’ solo un primo passo verso la soluzione dei grandi problemi occupazionali che affliggono la provincia di Cosenza”. “Devo ancora una volta ribadire – aggiunge il parlamentare – che su due temi importanti della Calabria, occupazione e lotta alla criminalità , il mondo politico calabrese deve restare assolutamente unito e deve proporre una grande iniziativa a favore delle nostre popolazioni”. Per Gentile “la regione Calabria deve però darsi una giusta strategia, a tutt’oggi inesistente. I problemi occupazionali del nostro territorio non si risolvono esprimendo la rituale solidarietà  agli operai ma, intervenendo decisamente proponendo un piano di difesa, serio, dei livelli occupazionali esistenti sul nostro territorio”. Sempre in merito alla vicenda Polti, il sindaco di Rogliano, Pietro Oliveti, dà  lettura del contenuto di una nota attraverso la quale il sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli, comunica che a seguito del suo interessamento presso l’onorevole Borghini, i rappresentanti del Gruppo Polti “sono stati convocati per un incontro che si terrà  nel pomeriggio del prossimo 30 gennaio”.
 
Cosa si chiede all’Azienda.
 
All’incontro romano dei prossimi giorni parteciperanno i sindacati, la Regione Calabria e quasi sicuramente una delegazione di amministratori locali. Anche i lavoratori hanno annunciato che si recheranno in massa nella Capitale per dare ulteriore forza ad una vertenza rispetto alla quale, ottenuto il tavolo di confronto, gli interessati chiederanno il ritiro dei licenziamenti, quindi un nuovo piano industriale in grado di rilanciare il sito produttivo di Piano Lago e la salvaguardia dei posti di lavoro. Le speranze non mancano.
 
Gaspare Stumpo
 
 
 

Nella foto: i momenti salienti dello sciopero generale di mercoledì scorso.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

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