La prima donna astronauta italo-americana

Si chiama Lisa Nowak Caputo ed è di origini calabresi
LA CALABRIA è una delle regioni che più di altre ha vissuto la drammatica esperienza del movimento migratorio. Tanti padri o anche intere famiglie, in passato, hanno dovuto lasciare la propria terra e partire per trovare lavoro all’estero. Soprattutto in America. Molti di quegli emigrati in quel nuovo mondo hanno fatto fortuna. Tanti sono diventati imprenditori di successo, letterati, artisti, scienziati, politici. Una figlia di Calabria, della terza generazione, che con il suo particolare lavoro è diventata una personalità  illustre di cui essere orgogliosi, è Lisa Nowak Caputo. Il cognome non dà  adito a dubbi. L’ingegnere Caputo, “la prima donna astronauta italo-americana”, è infatti di origine calabrese. Assunta Orlando, che da anni si occupa degli emigrati calabresi e delle donne calabresi in particolare (essendo presidente dell’associazione donne calabresi nel mondo), ha avuto modo di conoscerla nel giugno dello scorso anno a New York. Parlando con lei e con i suoi genitori, Alfredo e Jane, ha appreso che i nonni paterni erano partiti da un paese di Calabria i primi anni del novecento. In seguito, Assunta Orlando ha preso contatto con il sindaco di Aiello Calabro Gaspare Perri e con lo scrivente che ha fatto ulteriori indagini. àˆ l’agosto del 1913, quando Rosario Caputo, bisnonno di Lisa, e la moglie Cristina Brunino (o Bruni), assieme al figlio Antonio Gensimone di 5 anni, partono alla volta degli States con la Nave Carpathia dal porto di Napoli. Si erano sposati in comune nel gennaio 1909 (e forse prima ancora in chiesa segretamente, per la giovane età  della moglie, nel dicembre 1904). Il figlio, nonno di Lisa, invece era nato un anno prima, in contrada Accroce, il 12 giugno 1908, da Rosario e “dalla sua unione con donna non maritata, non parente, né affine con lui nei gradi che ostano al riconoscimento”. Poi, Antonio verrà  legittimato dai genitori col susseguente matrimonio. Il padre dell’astronauta, Alfred Caputo, col quale siamo in contatto, è entusiasta di poter ritornare in Italia assieme alla figlia. Ma per il momento, come ci ha detto, Lisa – che è stata pure invitata per il 21 e 22 febbraio prossimi a Roma dal ministro Tremaglia – è totalmente immersa nella preparazione al lancio nel prossimo maggio verso la stazione orbitante internazionale. E quindi, sino ad allora, di venire in Italia non se ne parla. In seguito, potrebbe trovare il tempo di visitare il paese che fu dei suoi nonni. Ed in quella occasione ricevere, magari, la cittadinanza onoraria che, da quel che sappiamo, l’Amministrazione comunale vorrebbe dare all’illustre concittadina. Ingegnere aerospaziale, nata nel maggio del 1963, laureata in scienze presso la “U.S. Naval Academy”, dopo varie specializzazioni, nel 1996 Lisa Caputo è stata selezionata dalla Nasa e chiamata in servizio presso il “Johnson Space Center” come responsabile, nella “Mission Control”, delle comunicazioni tra la base e gli astronauti. Fa parte dell’equipaggio che alla fine dell’anno andrà  in missione verso la stazione orbitale internazionale, con il compito di guidare il braccio robotico per i lavori esterni alla navicella spaziale. Oltre a fare l’astronauta, Lisa Caputo, sposata con Richard T. Nowak, è madre di tre figli, Alexander di 13 anni e le piccole Katrina e Alyssa di tre.
 
Bruno Pino
 
 
Nella foto: l’ingegnere aerospaziale Lisa Nowak Caputo

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