Polti Sud: chiesto il ritiro dei licenziamenti

Sulla vertenza incontro al Ministero delle Attività  Produttive
Governo e Regione chiedono il ritiro della procedura di licenziamento dei lavoratori ed un nuovo incontro con il Gruppo Polti per definire il futuro dello stabilimento. Questi gli esiti della riunione promossa presso il Ministero delle Attività  produttive sulla vertenza che da qualche giorno sta interessando l’industria di elettrodomestici Polti Sud di Piano Lago. L’annunciato provvedimento di mobilità  per i centosettantotto dipendenti, ha portato, ricordiamo, al recente stato di agitazione con sciopero, relativo presidio dei cancelli della fabbrica e manifestazione di protesta dell’intera area del Savuto con blocco stradale ed autostradale di qualche ora avvenuto nella tarda mattinata di mercoledì. La positiva risposta alla richiesta d’intervento al Governo di amministratori locali e sindacalisti, supportata dall’impegno dei parlamentari cosentini coordinati dal senatore Tonino Gentile, si è tradotta nell’appuntamento romano che ieri pomeriggio, assieme al direttore del Ministero, Borghini, ha visto presenti il sottosegretario Pino Galati, il deputato Giovan Battista Caligiuri, lo stesso Gentile, il vice presidente della Giunta regionale, Nicola Adamo, il vice presidente della Provincia, Salvatore Perugini, i consiglieri provinciali, Mario Caligiuri, Giuseppe Gallo e Marino Reda, il presidente della Comunità  Montana del Savuto, Anna Aurora Colosimo, i sindaci di Figline Vegliaturo e di Rogliano. Presenti, nell’occasione, anche i delegati sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil e per il Gruppo Polti due consulenti. Fuori un nutrito gruppo di lavoratori giunti in pullman nella Capitale dopo una lunga notte di viaggio. Alcune ore di discussione al Ministero che sono servite a fare il punto sulla delicata questione del sito produttivo di Piano Lago e a formulare proposte finalizzate alla salvaguardia dei posti di lavoro ed alla verifica sulla possibilità  di un nuovo piano industriale. La presenza di Polti Sud, ovvero, della seconda industria in Calabria nel settore degli elettrodomestici, un marchio prestigioso e conosciuto in tutto il mondo, è considerata, infatti, fondamentale per l’economia del territorio. Un blocco definitivo della produzione sarebbe per questo un vero dramma per i centosettantotto occupati che alcuni anni addietro avevano intravisto in questa fabbrica una base forte sulla quale poggiare il loro futuro. “Una azienda che va salvaguardata a tutti i costi – ha detto il senatore Tonino Gentile – anche per la ricaduta sociale, che potrebbe essere pessima in caso di dismissione dello stabilimento”. Il parlamentare cosentino, che nelle scorse ore ha rinnovato il suo impegno per una positiva risoluzione della problematica, si è detto al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie. “Ci sono buoni spiragli” – ha commentato Gentile al termine dell’incontro che ieri sera, poco prima delle venti, ha portato alla stesura di un documento congiunto tra Governo e Regione, attraverso il quale viene chiesto alla Polti il ritiro dei licenziamenti e la partecipazione, ed entro pochi giorni, ad un secondo incontro a Roma, questa volta alla presenza della proprietà . Tuttavia, per quanto si è saputo l’Azienda sarebbe ben disposta a sedersi al nuovo tavolo tecnico di discussione con Governo, istituzioni locali e sindacati, meno, probabilmente, al ritiro dei licenziamenti. La vertenza prosegue. I lavoratori del Savuto non hanno nessuna intenzione di arrendersi.
 
Gaspare Stumpo
 
 
Nella foto: lo sciopero di mercoledì scorso.

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