Nascerà  il Parco Archeologico dell’Antica Temesa

Interesse per il sito compreso nell’area di Serra d’Aiello
LA SECONDA campagna scavi conclusa a fine ottobre 2005, riguardante la necropoli di località  Chiane (bilancio: 12 tombe e centinaia di reperti portati alla luce, risalenti al periodo tra la fine del IX sec. e gli inizi del VII sec. a.C., che si sommano alle 14 della campagna 2004), evidenzia ancora di più l’eccezionale interesse archeologico dell’area di Serra d’Aiello – secondo la Soprintendenza calabrese tra le aree più interessanti del Meridione – che sempre di più si può identificare con la Temesa cantata da Omero. Cozzo Piano Grande, posto a 356 metri s.l.m., è il primo dei colli a sommità  pianeggiante posto tra Imbelli ad ovest e Chiane ad est e tra i fiumi Olivo e Ribes a Nord e Sud a circa 3000 metri di distanza dalla linea di costa. Come gli altri due colli serresi (Cozzo Carminenatonio e Chiane), gode di una particolare posizione panoramica da cui esercitare il controllo di una lunga fascia costiera e delle vie di comunicazione lungo il fiume Olivo, tramite le quali in passato si poteva rapidamente raggiungere la Sibaritide. Tale peculiarità  ha fatto sì che tutta la zona fosse abitata sin dalla protostoria e che ora dagli studiosi è considerata a forte rilevanza archeologica. Proprio Cozzo Piano Grande (nella foto), sarà  sede di un Parco archeologico il cui progetto preliminare presentato dal Comune di Serra (responsabile del procedimento il geometra comunale Emilio Aveni, mentre i progettisti sono gli ingegneri Gaetano Sicoli e Franco Froio, presidente quest’ultimo del gruppo Alybas che collabora attivamente con la Soprintendenza archeologica della Calabria), è stato di recente approvato dalla Regione nell’ambito dell’APQ Beni Culturali del POR Calabria 2000/2006 e finanziato con delibera CIPE 20/2004 per 500 mila euro. Il terreno interessato al progetto, che ricade interamente nel Comune di Serra d’Aiello e per il quale la Soprintendenza archeologica della Calabria ha posto il vincolo archeologico, è esteso per mq 34.250, mentre la superficie totale da acquisire per la realizzazione del Parco è di circa 27.000 mq. I lavori che interesseranno l’area, una volta acquisita dai privati (che hanno comunque espresso la volontà  di cessione volontaria), prevedono in primo luogo lo scavo archeologico necessario alla messa in luce delle evidenze antiche presenti sul pianoro, solo in piccola parte conosciute e i lavori di restauro necessari a consentire la loro fruizione. Saranno poi realizzate le necessarie opere di valorizzazione e sistemazione del complesso, percorsi interni, pannelli didattici, oltre che le infrastrutture necessarie alla gestione e alla protezione del parco.  Il Parco, che è il primo tassello di un più esteso e ambizioso progetto di valorizzazione del comprensorio collegato all’antica Temesa, offre una eccezionale occasione di sviluppo per il comune di Serra d’Aiello, ed a ragione si può considerare come il fiore all’occhiello dell’Amministrazione comunale guidata da Antonio Cuglietta. Il primo cittadino di Serra non cela la sua soddisfazione per questa importante opera che dovrà  valorizzare tutto il patrimonio archeologico ritrovato in questo territorio (in seguito il progetto dovrebbe essere accompagnato dalla realizzazione di un Museo Archeologico che accoglierà  i già  numerosi reperti di grande valore che sono venuti sinora alla luce dallo scavo della necropoli in località  Chiane) e che, naturalmente, rappresenterà  una delle più importanti attrazioni turistiche del comprensorio con tutti i benefici conseguenti. Dello stesso tenore, anche in considerazione dei dati scientifici che la realizzazione del progetto consentirà  di acquisire, il compiacimento di Luigi La Rocca, Funzionario Responsabile di zona della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria e direttore delle campagne di scavi che da due anni si stanno conducendo a Serra d’Aiello. Secondo La Rocca – che ha sottolineato l’impegno della Soprintendenza Archeologica calabrese affinché tale progetto di valorizzazione andasse in porto – «il territorio di Serra d’Aiello conserva alcune delle principali testimonianze archeologiche da mettere in relazione con il sito di Temesa, la città  indicata dalle fonti storiche, da Omero a Strabone, come centro a vocazione emporica deputata agli scambi commerciali di metalli». L’archeologo della Soprintendenza, col quale abbiamo avuto modo di approfondire la questione, ci ricorda gli interventi di ricerca e scavo che hanno riguardato l’area, e tra questi, in particolare, quelli degli anni ‘80 a Cozzo Piano Grande che è risultato essere abitato tra l’Età  del Bronzo e l’età  ellenistica e quelli a metà  degli anni ’90 in località  Imbelli, sul versante Nord-Ovest di Cozzo Piano Grande, che hanno messo in luce un edificio sacro di età  arcaica identificato  con l’Heroon di Polites, «il santuario dedicato dai Temesani al compagno di Ulisse da essi stessi ucciso e che, secondo il racconto di Pausania e Strabone, trasformatosi in demone terrorizzava gli abitanti del circondario». «La potenzialità  archeologica del sito di Cozzo Piano Grande, solo accennata dagli scavi finora effettuati – spiega La Rocca – è davvero rilevante in quanto, anche in conseguenza della già  menzionata particolare conformazione e posizione del pianoro, esso è interessato da fasi di occupazione che coprono senza interruzioni più di un millennio».
 
Bruno Pino

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