Pietro Grasso: “la mafia è eclissi di legalità ”

Il Procuratore a Rogliano per un convegno sulla legalità 
Il Procuratore Nazionale Antimafia ha partecipato al convegno “Società  Civile e Cultura per la Legalità ” – promosso ieri pomeriggio dal Comitato provinciale Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) alla presenza di importanti esponenti del mondo politico e istituzionale. Al centro del dibattito il ruolo della società  civile e l’importanza della cultura della legalità  in Calabria, in una terra “che non ha bisogno di aiuti esterni – ha sottolineato Grasso – ma di prendere coscienza delle proprie capacità  e di risolvere i problemi”. Ma per fare tutto questo è necessario stimolare il cambiamento ritrovando ogni forma di credibilità  attraverso esempi concreti: capacità  progettuale, relazioni di fiducia, partecipazione. Parlando della sua esperienza siciliana il Procuratore antimafia ha spiegato che “la reazione dei ragazzi di Locri è paragonabile a quella dei giovani siciliani” all’indomani delle grandi stragi di mafia. “Nessun regime autoritario – ha detto – nessuna violenza può fermare il nostro pensiero”. Grasso ha posto l’accento anche sul ruolo della politica che “non deve essere soltanto auto referenziale” – e sulla necessità  di una maggiore formazione alla cultura della legalità  da parte di tutte le istituzioni. In precedenza sono intervenuti il sindaco della città , Pietro Oliveti, che cogliendo spunto dalla presenza di una delegazione dei lavoratori della Polti Sud, e soffermandosi su alcuni aspetti della recente vertenza, ha gridato “basta al degrado morale e all’illegalità  palese”, e il presidente dell’Amministrazione provinciale di Cosenza, Mario Oliverio, che ha espresso “piena condivisione” per l’incarico affidato a Grasso. Sul fronte della lotta alla criminalità  “il Mezzogiorno e soprattutto la Calabria – ha affermato Oliverio – hanno bisogno di costruire un sistema intenso di relazioni tra istituzioni”. Nel ringraziare il lavoro delle forze dell’ordine, il presidente della Provincia, ribadendo l’importanza di una nuova “cultura dei diritti” – ha ricordato l’efferato omicidio del vice presidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, l’escalation di atti intimidatori nei confronti di amministratori locali, i diversi fenomeni connessi all’attività  delle organizzazioni criminali. E proprio sulle capacità  di adattamento di quest’ultime, sulle loro dimensioni, ha relazionato il giornalista e scrittore Antonio Nicaso, il quale, grazie anche alla sua esperienza di esperto di criminalità , dati alla mano ha fornito un’analisi molto dettagliata del fenomeno. Non meno interessante l’intervento di Eduardo Vetere, già  Direttore del Centro Internazionale del Crimine, che partendo dalla Conferenza Mondiale di Napoli del 1994, ha definito l’excursus storico relativo all’attività  dell’Onu, che ha portato, ricordiamo, alla Convenzione di Palermo, in vigore dal settembre 1993 ma non ancora ratificata dal nostro Paese. Vetere ha colto l’occasione per lanciare un appello ai politici in direzione di un maggiore impegno per la ratifica del documento. Di “calo di tensione nella lotta alla mafia” ha parlato invece Adriana Musella, presidente di ‘Riferimenti’ – associazione fondata da Antonino Caponnetto, donna impegnata in prima persona nella lotta alla mafia. Adriana Musella, ha spiegato infatti che il problema non è emergenziale ma quotidiano. L’esponente di ‘Riferimenti’ – che ha chiamato in causa pure la classe politica, ha chiesto quindi “di non candidare gente che ha avuto a che fare con inchieste giudiziarie”. Breve e forte, infine, l’intervento del Questore di Cosenza, Guido Marino, per cinque anni capo della Squadra Mobile di Palermo, che relativamente alla cultura della legalità , in maniera molto semplice e immediata, tra le altre cose si è soffermato su doveri e rispetto delle regole. All’evento di ieri che ha portato alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia in provincia di Cosenza, hanno partecipato il consigliere regionale Damiano Guagliardi,  l’assessore provinciale Ferdinando Aiello, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Aloisio Mariggiò, l’ufficiale della Guardia di Finanza di Cosenza, colonnello Maurizio Massarini, il maggiore e i luogotenenti dell’Arma dei CC., Francesco Miceli, Domenico Moretti e Francesco Todaro, il Commissario di Polizia, Pietro Gerace, numerosi esponenti del mondo politico, sindacale e culturale del Savuto. “Presenze importanti per una iniziativa che esalta l’impegno dell’Unpli e delle Pro Loco in direzione di una maggiore socializzazione sul territorio e di impegno per la diffusione della cultura della legalità ” – hanno dichiarato Mimmo Bloise, Pino Ceresia, Alessandra Imbrogno e Massimiliano Crimi. All’inizio della manifestazione sono stati letti i messaggi del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, del Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova, e del Prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena. Al termine del convegno, la cui discussione è stata coordinata da Gianfranco Bonofiglio, sono stati consegnati alcuni importanti riconoscimenti. Tra questi, il premio ‘Rogliano Nostra’ al giovane attore Alessandro Lucente, originario di Rogliano, protagonista della fiction televisiva ‘Gente di Mare’. L’iniziativa,  patrocinata da Senato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero di Grazia e Giustizia, Ministero degli Interni, Consiglio e Giunta Regionale della Calabria, Provincia di Cosenza, è stata organizzata in collaborazione con Osservatorio Antimafia – Centro Studi Regionale sull’Illegalità , Unpli Calabria, Comune e Pro Loco di Rogliano.
 
Gaspare Stumpo
 
 
Nelle foto: alcuni momenti dell’importante manifestazione.
 
  
 
Pietro Grasso intervistato dai giornalisti (a sinistra) – Il tavolo dei relatori (a destra).
 
  
 
In prima fila le autorità  istituzionali
 
  
 
Gli interventi del sindaco Pietro Oliveti (a sinistra) e del Presidente della Provincia, Mario Oliverio (a destra).
 
  
 
Il saluto di Alessandra Imbrogno e Mimmo Bloise (Unpli).
 
  
 
Antonio Nicaso (a sinistra) ed Eduardo Vetere (a destra).
 
  
 
Adriana Musella e il Questore di Cosenza Guido Marino.
 
  
 
A sinistra, Max Crimi (Pro Loco) premia l’attore di origini roglianesi Alessandro Lucente.
 
A destra, il ‘Patron’ della manifestazione, Pino Ceresia.
 
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