Il maltempo ripropone il problema del dissesto sul territorio

Per il Savuto urgono progetti e  investimenti immediati
E’ un fatto ormai risaputo. Bastano alcune ore di abbondante pioggia e il pericolo di cedimento di piccole o grandi porzioni di terreno può diventare reale. Nel Savuto l’esempio più significativo degli ultimi anni è dato dal violento nubifragio dell’autunno 2004, periodo in cui l’emergenza causata improvvisi eventi atmosferici ha toccato livelli altissimi in molte comunità  del comprensorio. Quest’ultime, ricordiamo, interessate da vecchi fenomeni di dissesto territoriale, in particolare nelle zone rurali e fluviali, e in alcuni punti del sistema viario ereditato ed oggi gestito dalla Provincia di Cosenza; l’ente che continua a prodigarsi spendendo molti soldi sia per la manutenzione ordinaria che per quella straordinaria delle strade locali. Fiumi e torrenti ingrossati, decine e decine di scoli d’acqua fuori controllo, terreni appesantiti, nel novembre di due anni fa hanno evidenziato solo la parte di una problematica che nella sua complessità  ha interessato anche alcuni nuclei abitativi con conseguenti provvedimenti di sgombero per decine di famiglie. Nella zona l’esempio più preoccupante è rappresentato dal territorio di Balzata, località  del comune di Rogliano posta sul versante sinistro del fiume Savuto, che in seguito a quella circostanza ha subito più di ogni altra zona le conseguenze di una precarietà  ambientale storica, i cui effetti restano ben visibili e non solo per i gravi danni alle infrastrutture. Da queste parti, infatti, il terreno, che appare in coazioni di dissesto latente, continua a scivolare lentamente a valle con palesi segni nelle campagna, tra i boschi e nei pressi di case, strade e sentieri. Nella cintura roglianese un altro esempio è rappresentato dalla nuova superstrada a scorrimento veloce. L’infrastruttura viaria destinata a collegare la zona di Piano Lago con le comunità  del medio Savuto, è inutilizzabile per vie di alcuni crolli provocatisi nel primo ed unico tratto realizzato sino a Carpanzano. Dopo le frane dei mesi scorsi che hanno coinvolto la soprastante carreggiata della ex SS. 19, una parte del tracciato della superstrada costruito nella zona del comune di Marzi, posta sul versante sinistro del torrente Lara, è ormai in rovina. Una problematica che rischia di compromettere ulteriormente questa porzione di territorio. Alle difficoltà  dovute anche a fenomeni di carattere atmosferico, che per la vecchia ex SS. 19 situata a monte della superstrada hanno comportato la costruzione di un by pass sulla stessa statale, non sono seguiti (almeno ufficialmente) progetti per il recupero ed il completamento della Piano Lago – Medio Savuto. Che oggi, purtroppo, appare abbandonata al proprio destino. Quella che doveva rappresentare una moderna via di comunicazione capace di migliorare la mobilità  dei residenti e togliere dall’isolamento le piccole realtà  locali,  rischia, almeno in parte, di diventare un ammasso di cemento, fango e catrame. Che fare? Allo stato la situazione non è delle migliori, così come non è dei migliori l’aspetto connesso alla geologia dell’area soggetta a frana. Per far fronte a situazioni sempre più difficili, i sindaci della vallata continuano a chiedere investimenti per la messa in sicurezza delle aree a rischio e l’ammodernamento delle infrastrutture. Ossia, progetti concreti per la salvaguardia, lo sviluppo del territorio e la mobilità  dei cittadini. Che non sono ancora arrivati. La frana che nelle scorse ore ha interessato un tratto della vecchia statale 19 e che fortunatamente non ha procurato danni a persone, è l’ultima di una serie di situazioni, piccole o grandi, non ancora risolte, ma che andrebbero affrontate una volta per tutte. Da ciò l’assoluta necessità  di interventi. Oltre a quello del risanamento del territorio il Savuto ha bisogno infatti di investimenti nel settore delle infrastrutture. Servono progetti di sviluppo che non possono prescindere dalla realizzazione di nuovi collegamenti viari e dall’ammodernamento di quelli esistenti, vetusti e in certi casi obsoleti. O dal recupero di opere già  cantierate e non completate per le quali sono stati già  spesi fior di quattrini. Come, appunto, la Piano – Medio Savuto.
 
Gaspare Stumpo
 
 
Nella foto: la nuova frana sulla ex SS. 19 nel comune di Santo Stefano di Rogliano.
 
 
 
 Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria – Ed. Cosenza e Provincia.
 
 

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