Calabria altrove …

Presentato il saggio di Assunta Scorpiniti

Nei giorni scorsi, in due analoghe manifestazioni ad Hagen, in Germania, ed a Mirto Crosia (CS) rivolte a solennizzare il cinquantesimo anniversario dell’Anwerbevertrag, l’accordo bilaterale tra Germania e Italia per l’ingresso di forza-lavoro italiana nel Paese tedesco, è stato presentato il saggio di Assunta Scorpiniti, Calabria altrove. Storie, emozioni, sogni e ricordi di emigrati di tre generazioni, pubblicato dalla casa editrice cosentina Progetto 2000 con prefazione del noto antropologo Vito Teti. Ad Hagen, nella sede della Missione Cattolica Italiana, luogo storico della nostra emigrazione, del libro hanno parlato: il sindaco della città  tedesca Fischer; il console italiano a Dortmund, Maria Adelaide Frabotta; Gerd Vogt, preside della Gesamtschule F. Steinhoff,  dove da 25 anni si insegna l’italiano come lingua straniera, e lo storico Luigi Rossi. Tra gli intervenuti, il diacono Cataldo Caruso e Antonino Cipriotti, rappresentante dei Comites di Dortmund, le cui storie sono raccontate in Calabria altrove. Il prof. Rossi ha parlato dei calabresi ad Hagen, collegandone la presenza con quella di altri italiani emigrati nella città  tedesca già  nei secoli scorsi. Tutti si sono trovati d’accordo nell’affermare che quello storico accordo «ha fatto grande questa città , che da piccolo paese di 3 mila abitanti agli inizi del Novecento, oggi conta oltre 200 mila presenze». Il dr. Fischer ha voluto dedicare un ricordo delle migliaia di gastarbeiter italiani che negli anni 1956-1980 operarono a Hagen. Antonio Cappello, Saverio Ammendola e Antonio Fortino, hanno rappresentato questa generazione nel corso della manifestazione, testimoniata negli interventi e nella documentazione raccolta da Assunta Scorpiniti nell’ultimo libro e nel precedente Cariati e la sua gente (2003 e 2005, Progetto 2000, Cosenza). Infine, è stato presentato il cd rom curato dallo stesso professor Rossi e intitolato Ci conosciamo da tanto, «quasi a toccare con mano la millenaria presenza latina, italica e italiana nell’area di lingua e cultura tedesca». All’incontro di Mirto Crosia, organizzato dal Circolo Culturale diretto dall’ing. Franco Rizzo, sono intervenuti,  oltre al sindaco Antonio Russo, il  vicario generale della diocesi di Rossano-Cariati, mons. Luigi Renzo che, tra le altre cose, ha parlato di emigrazione in riferimento all’identità  culturale e  religiosa, e l’editore Demetrio Guzzardi che ha inquadrato storicamente il problema dell’emigrazione ed ha presentato il volume della Scorpiniti: «Vi sono narrate le storie, i sentimenti, le esperienze di tre generazioni di emigrati; cos’è accaduto  nei 50 anni che seguirono lo storico accordo bilaterale». L’editore ha parlato anche della scrittura utilizzata nel libro: «chiara, accattivante, che coinvolge il lettore» e «con una sensibilità  tutta femminile che fa cogliere, nelle storie che racconta, anche le più piccole sfumature». Infine ha informato che il volume è oggetto di studio presso il  liceo scientifico “Stefano Patrizi” di Cariati, nell’ambito di un progetto didattico sul tema specifico, e di due delle numerose lettere pervenute all’autrice. La prima, del ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia: «Ho trovato la sua pubblicazione molto interessante, perché rappresenta bene il sentimento comune di quanti hanno lasciato l’Italia per soddisfare altrove le proprie aspettative; la considero utile al mio lavoro e a quello dei miei collaboratori», e la seconda della segreteria particolare del più illustre tra i figli di Germania, il papa tedesco Joseph Ratzinger, in cui il Pontefice «invia l’espressione della sua riconoscenza per la pubblicazione e l’Apostolica benedizione». La Scorpiniti ha, poi, presentato ulteriori aspetti della sua ricerca con l’ausilio di immagini, per la maggior parte inedite. «Ho voluto dare voce a tanti uomini, ma anche tante donne che con la loro emigrazione hanno costruito l’Europa dei popoli. Molte foto – ha aggiunto la scrittrice –  ritraggono situazioni drammatiche vissute dai nostri emigrati di prima generazione, come dai tanti extracomunitari che ogni giorno, con le carrette del mare, arrivano sulle nostre coste; possiamo e dobbiamo capirli, perché l’essere stranieri è stata una condizione vissuta da tanti di noi». La proiezione delle immagini era iniziata con lo sguardo fiero di un giovane emigrato rivolto alle ciminiere di una grande città  industriale: «àˆ lo sguardo sul mondo dei primi emigrati – ha detto l’autrice – con il quale ho inteso raccontare anche il desiderio di confrontarsi su spazi aperti, con realtà  più avanzate». L’intervento conclusivo è stato quello dell’on. Beniamino Donnici, assessore regionale con delega all’emigrazione, che ha detto: «Dobbiamo uscire dal mito della Calabria ripiegata su se stessa e incapace di fare una comunità  più ampia. La scommessa è trovare, in questa Calabria plurale, la traccia del legame profondo di appartenenza; soltanto se la Calabria diventerà  una regione del mondo, con i suoi tanti figli che vivono all’estero, potremo mettere in un angolo la ‘ndrangheta, che pur esiste da noi, ma che ci soffocherà  tutti se resteremo chiusi nel nostro guscio. L’aprirci al mondo, ai nostri emigrati che hanno fatto fortuna ed esperienza, ci darà  la forza di andare avanti». Donnici ha ringraziato la scrittrice per questo libro dedicato alle persone semplici che, nell’anonimato, hanno contribuito allo sviluppo della Calabria.
 
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Nella foto: la copertina del libro di Assunta Scorpiniti.

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