Partecipazione italiana alle missioni internazionali

Mancini interviene alla Camera. All’interno il testo

 

Giacomo Mancini, deputato della Rosa nel Pugno, è intervenuto nel corso della discussione generale sul provvedimento riguardante la partecipazione italiana alle missioni internazionali.

 

Questo il testo dell’intervento svolto alla Camera dei Deputati:

 

“Signor Presidente, signor Vice Ministro, onorevoli colleghi.

Con il dibattito, e le votazioni che ne seguiranno, sulla mozione e sul provvedimento riguardanti la partecipazione italiana alle missioni internazionali, il Governo e le forze dell’Unione di centrosinistra fissano i punti della propria azione e definiscono le traiettorie e il ruolo per il presente e per il futuro del nostro Paese nello scacchiere planetario. La Comunità Internazionale è scossa dai venti di guerra che soffiano sul Medioriente. Il conflitto evidente tra lo stato di Israele ed Hezbollah del Libano e quello latente con gli stati arabi di quel quadrante, fin da adesso già drammatico, rischia di produrre conseguenze catastrofiche e di innescare la spirale del conflitto tra religioni e civiltà che sarebbe terrificante non solo per quell’area, ma per tutto il pianeta. In questo quadro il nostro Paese è chiamato a scegliere il posizionamento migliore e la strategia più utile per promuovere l’affermazione di una comunità internazionale basata sullo sviluppo e la solidarietà tra i popoli, sul multilateralismo e sul rispetto del diritto internazionale. A questa esigenza contribuiscono non poco gli intenti contenuti nella mozione che il Parlamento voterà domani e il contenuto del disegno di legge che stiamo adesso discutendo. Entrambi sono frutto del programma che le forze dell’Unione hanno proposto agli elettori e sul quale è stato conquistato il consenso della maggioranza degli italiani. Non nascondiamo che esso sia anche il risultato di una mediazione possibile tra le diverse componenti della coalizione e che ha coinvolto anche la Rosa nel Pugno e ha convinto le sue componenti, sia quella socialista, sia quella radicale. L’Italia era nel passato e rimane, anche per il futuro, convinta alleata degli Stati Uniti d’America. Nei prossimi anni, ad iniziare dall’approvazione di questi provvedimenti, però, intende svolgere quel ruolo che il passato Governo ha sacrificato per autorelegarsi a sostenitore acritico delle decisioni di Washington. La sfida in cui oggi è impegnato il nostro Paese, il suo Governo, la sua maggioranza, è quella di investire e di far accrescere il ruolo politico dell’Europa con l’intento di far diventare il nostro continente un attore forte, con una voce che diventi sempre più unitaria, così da essere sempre più autorevole e che dovrà spendersi per la risoluzione delle criticità della Comunità Internazionale. In questa giusta prospettiva si sono mossi fin da subito il Presidente del Consiglio, anche da ultimo nel corso del G8 di San Pietroburgo, rilanciando un rapporto positivo con Francia e Germania, il Ministro degli Esteri, spiegando con chiarezza e non senza fermezza la nostra posizione sull’Iraq al Sottosegretario di Stato americano Condoliza Rice, e il Vice Ministro Intini che, con intelligenza e con acutezza, segue i problemi dell’area mediorientale che è oggi scenario della crisi più acuta. Ed è proprio in questo contesto che il ruolo del nostro Paese può ambire ad essere più incisivo e più determinante. Nei giorni passati si è aperto un dibattito, che è stato promosso più in chiave di differenziazione tra gli attori della politica nazionale che per calibrare una migliore definizione della nostra politica estera, su un’asserita equivicinanza dell’Italia con lo stato di Israele e con quello palestinese e, più in generale, con il mondo arabo. Questo termine “equivicinanza”, calato nel contesto drammatico che stiamo vivendo in queste ore, ha alimentato una discussione tra le forze politiche e nelle forze politiche, coinvolgendo anche la Rosa nel Pugno e le sue componenti. Personalmente credo che non si possa rimanere insensibili rispetto all’attacco che sta subendo lo stato di Israele da parte di movimenti fondamentalisti che teorizzano la cancellazione di quello stato e di quella comunità. Né penso che il solo eccesso nella legittima difesa che si imputa a Israele che ha, probabilmente, il torto di aver causato la morte di civili e la distruzione di infrastrutture civili, sia sufficiente per non individuare con chiarezza da quale parte sta la ragione. E, però, proprio per questo, è nostro dovere attivare gli strumenti della politica per fermare il conflitto e per contribuire al ristabilimento di un quadro rispettoso del diritto internazionale che già ispira l’azione del Governo e della sua maggioranza rispetto alle scelte che riguardano l’Iraq e l’Afghanistan. Il Presidente del Consiglio già da San Pietroburgo si è reso protagonista dell’inizio di una lodevole mediazione. Auspichiamo che in queste ore si intensifichino gli sforzi in questa giusta direzione. Se impegneremo il nostro Paese in questa sfida, rendendolo protagonista nella conquista di una frontiera di pace, garantiremo all’Italia una nuova autorevolezza e alla Comunità Internazionale una nuova stagione di stabilità. Alla definizione di questo nuovo quadro il centrosinistra darà il proprio leale contributo e la Rosa nel Pugno, per conto suo, si impegnerà a tenere ferma la barra del Governo e della maggioranza su posizioni che non cedano al pacifismo strumentale, impotente e sempre antiamericano ma, al contrario, che confermino l’alleanza leale con gli Stati Uniti e utili a svolgere una politica che possa contribuire a dare ruolo centrale all’Unione Europea”.

 

 

 

Nella foto: l’on. Giacomo Mancini.

 

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