Originale mostra sul Buddha

Iniziativa ad Aiello Calabro dal 6 al 17 agosto 2006

 

Quella che aprirà i battenti domenica 6 agosto – vernissage alle 19 presso la Casa delle Culture della cittadina tirrenica – è la prima mostra dedicata all’Immagine del Buddha che si tiene in Italia. Prima di essere allestita ad Aiello Calabro – un antico e suggestivo paesino dell’entroterra tirrenico cosentino -, ha fatto tappa a Padova nel 2005 e a Milano, nella Galleria Vittorio Emanuele, tra maggio e giugno scorsi, in occasione del 2550° anniversario del Buddha; mentre entro fine anno sarà ospitata in Francia. L’esposizione, che verte sulla varietà iconografica dell’immagine del Buddha, è il risultato della produzione artistica e fotografica che Leo Antoniello (in arte Leofilm) ha raccolto nei suoi lunghi viaggi in Birmania, Thailandia, Laos, Cambogia e Vietnam iniziati più di 30 anni fa. Allestita dall’Associazione “Terre del Mekong & Indochina” con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale guidata da Gaspare Perri, la mostra si articola in varie sezioni che rappresentano le fasi di realizzazione dell’opera: dalla raccolta delle immagini al momento dell’ispirazione, alla elaborazione creativa attraverso l’uso del colore e l’applicazione di foglie d’oro. Tale percorso, una sorta di “work in progress”, ed in particolare la fase dell’ispirazione ricorda la necessità di un processo di purificazione per l’artista che crea immagini sacre, al fine di poter cogliere l’essenza del Divino e restituirla in immagine senza perderne la sacralità. «Storicamente nell’immaginario collettivo e popolare delle comunità dove il Buddhismo si è radicato – ci ha spiegato Leo Antoniello -, l’immagine del Buddha figura come divino di sublime saggezza. La figura di riferimento è quasi sempre quella del vecchio Monaco Buddista o del Re regnante del tempo. Per questo – ha aggiunto – la sua immagine assume sembianze diverse nel corso dei secoli, e i Templi a loro dedicati sono eretti nei luoghi in cui il Monaco o il Re hanno vissuto. L’immagine del Buddha, realizzata con la scultura della pietra o del legno, finita o in lavorazione ha immediatamente un valore Divino. Per i Buddisti – ha concluso l’artista – l’Immagine del Buddha, o parti dell’opera o oggetti o simboli hanno tutti merito di completa sacralità religiosa allo stesso pari. L’opera realizzata anche se non di qualità artistica accademica di maestri della scultura, ma semplicemente Naive o etnica, acquisisce immediatamente la stessa importanza, valore spirituale e Divino di quelle realizzate dai grandi artisti nel tempo».  Il percorso di questa mostra, in definitiva, offre l’opportunità di conoscere l’argomento e studiare la storia e la trasformazione nel tempo dell’Immagine del Buddha, anche grazie ai pannelli didattici che riportano testi critici di Giangiorgio Pasqualotto, docente di Estetica e Storia della Filosofia presso L’Università di Padova, uno dei maggiori studiosi del Buddhismo. La Mostra di Aiello Calabro che si potrà visitare sino al 17 agosto prossimo (dalle 21 a mezzanotte), oltre alle opere di Leofilm, prevede pure alcune installazioni  e soprattutto l’intervento degli artisti Leonardo Bernardo, Pedrito Bonavita, Alexander Buchberger, Daniele Iacucci, Francesco Magli, Enrico Meo, Renato Ruffolo, Giancarlo Strano e Salvatore Tonnara.

 

Bruno Pino

 

 

Didascalia immagine allegata

Uno dei simboli buddisti: due gazzelle che reggono una ruota, a ricordo della messa in moto della Dottrina avvenuta col primo discorso tenuto nel Parco delle gazzelle di Benares.

 

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