Giornalismo in lutto per la scomparsa di Francesco Gallina

Un’altra perdita importante in Calabria

 

ERA NATO il 14 marzo del 1924 a Corigliano Calabro. Francesco Gallina, Direttore responsabile de Il Quotidiano della Calabria, si è spento mercoledì scorso nella sua casa di Cosenza. Ingegnere, Imprenditore, Insegnante e Giornalista, per diversi anni Presidente della Piccola Impresa Edile di Cosenza e componente di numerosi organismi associativi, Gallina è stato fra i grandi protagonisti della “bella stagione” che a partire dal 1995 ha visto, con coraggio e fatica, la nascita e l’ascesa di un nuovo, interessante giornale: Il Quotidiano della Calabria. Portava con se, assieme ad un grande bagaglio di conoscenze, l’esperienza di corrispondente, sin dagli Anni Cinquanta, di importanti testate nazionali, del Giornale D’Italia e dell’Agenzia di stampa Nuova Calabria. Uomo colto e riservato, cordiale ed equilibrato, Gallina è stato uno dei fondatori dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria e fra i “padri” dell’ultima generazione di giornalisti che si è formata soprattutto a Cosenza. Deontologia professionale, libertà di pensiero e rispetto per gli altri, erano, per Lui, principi fondamentali e irrinunciabili. Gallina era, in buona sostanza, un galantuomo, un liberale d’altri tempi. La morte lo ha colto all’età di 82 anni. Messaggi di cordoglio per la scomparsa di Gallina sono giunti dal mondo delle istituzioni, della politica, della cultura e delle professioni. Con Gallina scompare una figura eccezionale, un pezzo di storia della Calabria. Di ieri e di oggi. Il doppio rito  funebre in memoria del professor Francesco Gallina si è svolto prima nella Chiesa di Loreto in Cosenza e, successivamente, nella Chiesa di Santa Maria Maggiore in Corigliano.

 

G.S.

 

 

 

Quel tesserino di pubblicista **

 

di Gaspare Stumpo

 

NON POTRO’ mai scordare l’ultimo mio incontro con il professore Gallina. Ricordo che mi chiamò in disparte al termine di una riunione e con atteggiamento da galantuomo quale era, mi chiese con cortesia di attenderlo nel suo ufficio. Lo aspettai assillato dai tanti perché di quella richiesta. Era da tempo che non mi trattenevo a parlare con lui. Chissà cosa vorrà dirmi. Forse un richiamo, pensai. Forse un consiglio. O nulla di tutto questo. Al suo arrivo, invece, mi indicò con cura il posto su cui si trovava collocata la dispensa, ben rilegata, degli articoli dei primi due anni di collaborazione con Il Quotidiano, che io e il caro amico don Enzo Gabrieli gli avevamo regalato verso la fine del 1996. Mi disse: “li riconosci? Li tengo sempre sulla scrivania come esempio per gli altri. Chi scrive ed ha intenzione di presentare domanda di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, deve essere sempre attento e preciso”. Rimasi incredulo e lo ringraziai commosso per l’attenzione che aveva voluto riservarmi. Per quel particolare che ancora oggi continua a riempirmi d’orgoglio. Era un uomo affettuoso, un professionista brillante. Una fetta di storia del giornalismo calabrese. Indimenticabile.

 

Gaspare Stumpo

 

 

 

** Foto e Notizia

 

 

 

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