Chiesa di San Domenico: ritrovati tre interessanti particolari. Si tratta di un elemento decorativo, alcune tombe, un altorilievo

LA RIAPERTURA AL CULTO della chiesa di San Domenico, oltre agli aspetti riguardanti più complessivamente il restauro dell’antico edificio religioso, ha messo in evidenza tre interessanti particolari nell’interno mononavata: un bellissimo elemento decorativo sulla cantoria, una zona di sepoltura a scanni riservata ai monaci domenicani, e una tomba contraddistinta da un altorilievo raffigurante un notabile del tempo. Quest’ultime sono state già sistemate e protette mediante lastra di vetro collocata a mo di pavimento per la fruizione dell’alto. E mentre quello “a sedili in pietra” riguarderebbe, quasi certamente, uno spazio tombale di pertinenza religiosa, il secondo spazio tombale rimane ancora tutto da decifrare, compreso l’identità del laico che vi si trova sepolto. Secondo alcuni esperti, infatti, quanto ritrovato in merito alla piccola area sepolcrale, riguarderebbe una non meglio specificata figura dell’aristocrazia roglianese del XVII° secolo, secondo altri, invece, si tratterebbe della lastra lapidea posta sulla tomba del filosofo Pietro Clausi, personaggio illustre dell’illuminismo calabrese, membro dell’Accademia Cosentina, nato a Rogliano nel 1743 e morto nella Città dei Bruzi nel 1829. Allievo del Genovesi, insegnante di filosofia e matematica, ma anche rettore del Rel Collegio di Cosenza, Clausi, ricordiamo, appartenne alla borghesia colta del luogo. Condannato durante il periodo della Repubblica Partenopea del 1799, scappò a Marsiglia da dove ritornò dopo circa un anno. Pietro Clausi lasciò numerosi manoscritti. Tra questi “Discorso sulla ragione speculativa e politica”. Sul ritrovamento dell’altorilievo, che ha rappresentato una delle novità più importanti dell’insieme delle operazioni di ristrutturazione della chiesa di San Domenico, sono in corso studi più approfonditi e si spera di trovare elementi utili alla ricostruzione di questa interessante parte di microstoria. Dopo quindici anni, la chiesa di San Domenico, situata nella centralissima, omonima, piazza, è stata riaperta al pubblico in una cerimonia che si è tenuta in occasione della Festa di Ognissanti, alla presenza dell’arcivescovo di Cosenza, mons. Salvatore Nunnari, del sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, di numerose altre autorità istituzionali. Risalente al XVII° secolo, l’antico edificio religioso era annesso all’ex convento dei Padri Domenicani, oggi sede del Municipio. Di questa chiesa molto di notevole importanza, sul piano architettonico, è il portale in tufo, opera delle Maestranze Roglianesi, risalente al 1652.

Gaspare Stumpo

Nella foto: l’interno ed alcuni particolari della Chiesa di S. Domenico

Fonte della Notizia

La zona sepoltura riaservata ai monaci domenicani

L’altorilievo raffigurante un notabile roglianese

Lo splendido elemento decorativo sulla cantoria

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