Presepe di Mangone: tuffo nel passato che non è più

di Assunta Cristello

 

SI E’ CONCLUSA con la spaghettata in piazza di tutti gli attori e organizzatori, la settima edizione del Presepe Vivente Mangonese svoltosi sabato 30 dicembre 2006. Ventitré le scene approntate, quattro in più rispetto allo scorso anno, allestite in locations scovate dagli organizzatori, il gruppo Giovani Mangonesi, tra le vecchie abitazioni e i magazzini disusati che costellano il centro storico. Ore 17: rapiti osservatori stretti nei cappotti si aggirano tra le nuove scene, prima fra tutte il palazzo di Erode, con un re in panciolle attorniato da suadenti ballerine i cui veli svolazzano al ritmo di melodie orientaleggianti. Più avanti, facendosi largo tra la folla, avanza al grido solenne di “Lasciate passare il sultano” lo schiavo che a spalla traina il baldacchino sul quale un corpulento sultano si adagia tra morbidi cuscini colorati. Nel frattempo, nelle loro tute blu con tanto di matricola, sbraitano alla folla la loro innocenza i tre prigionieri in catene scortati dalle guardie in una lugubre galera. Le altre scene, rimaneggiate rispetto alle edizioni del passato e maggiormente curate nei dettagli, rappresentano situazioni familiari, vecchi mestieri e i luoghi di aggregazione e commercio. Dal tramonto in avanti come per magia abitazioni decadenti ritornano alla vita da un passato che non c’è più, lustrate e arredate per l’occasione. Dalla memoria assopita dei tanti visitatori risorgono massaie solerti, artigiani all’opera, chiassosi mercati e l’allegra cantina, dove musicisti alticci animano il pasto dei clienti e il lavoro dei locandieri. Seguendo il percorso illuminato dalle torce e i ricordi rischiarati di quei genuini gesti scomparsi si arriva infine alla sommità del paese. Lì, su un fianco della Chiesa Madre di S. Giovanni Evangelista, è stata allestita la capanna, impreziosita da un coro di angeli bambini a far da cornice alla Sacra Famiglia. Per l’ormai consueta manifestazione, patrocinata dall’amministrazione comunale, si è mobilitata l’intera popolazione: sono state oltre 200 le persone coinvolte tra attori, organizzatori e volontari a qualsiasi titolo. Cospicua la presenza di pubblico: tanti i visitatori intervenuti nelle quattro ore di rappresentazione, nonostante il freddo pungente. Alle 21 un’altra edizione del presepe vivente mangonese si chiude, lasciando soddisfazione fra gli organizzatori e quanti vi hanno preso parte. Da essa si ripartirà l’anno prossimo, per rendere sempre più vivida l’intensa esperienza di rappresentare la suggestiva notte della natività.

 

Assunta Cristello

 

 

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