Francesca Gabriele intervista l’avvocato Marino Reda

Il Consigliere provinciale parla anche del S. Barbara

 

Consigliere Reda, il Savuto ha appena vissuto uno tra i momenti storici più difficili, legato alla possibile sospensione delle attività sanitarie al Santa Barbara di Rogliano. Lei, come tanti altri suoi colleghi, è stato in prima fila, in questa breve ma efficace battaglia per la tutela del nostro nosocomio. Che idea si è fatta di tutto questo?

“La mia idea, penso appartiene un po’ a tutti, è stata una sceneggiata. Abbiamo assistito a provvedimenti a cascata, iniziati con le dichiarazioni del ministro alla sanità Livia Turco alle quali, in Calabria è succeduto il provvedimento dell’assessore regionale alla salute Doris Lo Moro di chiusura temporanea del nostro nosocomio. Ripeto, è stata una sceneggiata, perché abbiamo letto la vicenda dell’ospedale di Castrovillari, dove i Nas hanno trovato nel corso della loro ispezione addirittura cinque trappole per topi. Il Santa Barbara, a livello di igiene e pulizia non è censurabile, al contrario, lo sono altre strutture ospedaliere”.

 

Si attende ora il Piano Sanitario Regionale, che dovrebbe ufficializzare il rilancio del nostro nosocomio. Lei cosa pensa in merito?

“Quando stileranno il Piano sanitario regionale, i piccoli ospedali saranno l’obiettivo principale di quest’ultimo. Gli ospedali grandi, oramai sono consolidati in quanto strutture fondamentali per i servizi che offrono all’utenza, mentre, quelli più periferici con i loro limiti saranno facilmente attaccabili. Per quanto riguarda il Santa Barbara, le ultime vicende, sono state solo un preavviso”.

 

Consigliere Reda, nel complesso, come giudica la situazione all’interno della Giunta regionale?

“Il livello crescente di inefficienza amministrativa che caratterizza il nostro Governo regionale pone anzitutto come problema prioritario la questione morale. E’ gravissimo che dopo i nuovi avvisi di garanzia che portano ad oltre il 50% il numero dei consiglieri regionali (compreso il presidente) indagati dalla magistratura, nessun esponente politico nazionale abbia sentito il dovere di intervenire per chiedere lo scioglimento del consiglio, così come stabilisce la costituzione all’articolo 126 Comma uno".

 

Cosa stabilisce nel dettaglio questo decreto?

“Con decreto motivato del Presidente della Repubblica, può essere disposto lo scioglimento del Consiglio regionale, e la rimozione del presidente della giunta, qualora questi, abbiano compiuto atti contrari alla costituzione o gravi violazioni di legge. Il decreto, è adottato sentita una commissione di deputati e senatori costituita per le questioni regionali. L’articolo 126 della costituzione. Comma due evidenzia come il consiglio regionale, può esprimere la sfiducia nei confronti del presidente della giunta mediante mozione motivata sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti”.

 

I calabresi, sono indubbiamente delusi da questa situazione. Lei, a chi attribuisce la responsabilità di tanta indifferenza?

“Guardi, esiste un silenzio assordante e colpevole di tutti i partiti, in particolare, la minoranza dovrebbe gridare fino a perdere la voce. Tutto questo, avviene in una regione in cui troppe volte i rappresentanti politici hanno operato solo per il proprio benessere e il proprio tornaconto. Con il provvedimento sul Burc, il Bollettino ufficiale della Regione Calabria, il consiglio regionale voleva chiudere la porta alla trasparenza degli atti, in nome di una supposta tutela della privacy, ha invece spalancato il baratro della diffidenza e della sfiducia che si percepisce e cresce nei confronti di questa amministrazione regionale”.

 

Si dibatte molto sui fondi che arrivano dalla Comunità Europea, che, però molto spesso non sono utilizzati per varie ragioni. Che idea si è fatta lei in proposito?

"Le dico solo questo: dal 2000 ad oggi, la Calabria ha ricevuto dalla Comunità Europea oltre 3000 miliardi delle vecchie lire l’anno, eppure, nel territorio regionale non è stata realizzata nessuna opera importante. La Confindustria, in un recente convegno ha comunicato che il PIL (ossia l’indice di ricchezza di un paese) dal 2000 non è affatto cresciuto anzi, è diminuito. Il governo Loiero, ha frustrato tutte le aspettative dei calabresi. Poche sono state le leggi approvate dalla regione, tra queste, le cito, la legge su Parentopoli, quella sul Burc, quella sullo Spoil sistem, le diverse leggi di bilancio, che voglio precisare sono atti dovuti. L’inerzia è sotto gli occhi di tutti.

 

Cosa si può fare?

Mi piacerebbe che in sussulto di orgoglio calabrese, tutti i consigli provinciali e comunali votassero un ordine del giorno avente ad oggetto la richiesta al Presidente della Repubblica di applicare l’articolo 126 primo comma della Costituzione”.

 

Parliamo dell’ente provincia, del quale lei è componente in qualità di consigliere, ma ricopre anche l’incarico di Presidente della VI^ commissione. Recentemente, ha presentato un ordine del giorno da discutere nel prossimo consiglio provinciale. Ce ne illustra i contenuti?

Lei, è di sicuro a conoscenza che da una recente analisi svolta dall’Eurispes sull’indice di penetrazione mafiosa nel nostro territorio la provincia di Reggio Calabria ha il più alto numero di casi di comuni sciolti per infiltrazione mafiosa e di atti intimidatori ai danni di amministratori locali. Su due milioni di Calabresi uno su quattro vive sotto la soglia della povertà (1 su 10 è la media italiana) uno su diciotto è protestato, uno su trecentotrentatre è registrato abusivamente in due diverse Aziende sanitarie, uno su sessantasette ha un’azione penale. Ritengo, dunque, necessaria al Sud ed in Calabria in particolare, una nuova politica, di progetti, di programmi, di trasparenza amministrativa. Ieri, avevamo i concorsoni, oggi abbiamo le norme antitrasparenza; Da qui la mia richiesta affinché la Provincia di Cosenza, attraverso i suoi Organi democratici, in linea con una politica di forte e convinto rafforzamento dello stato di diritto e sociale, rivolga ai Presidenti dei due rami del Parlamento la richiesta di concordare una corsia preferenziale per l’approvazione del provvedimento legislativo ‘Modifiche alla legge 27 dicembre ’56, n.1423’ e altre disposizioni in materia di divieto di svolgere propaganda elettorale alle persone sottoposte a misure di prevenzione, provvedimento patrocinato dal Centro Studi Lazzati di Lamezia Terme”.

 

Francesca Gabriele

 

 

Nella foto: l’avvocato Marino Reda.

 

 

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