“La politica può proporsi veramente come … “

di Lillo Sciarratta *

 

La politica può proporsi veramente come nobile arte del governare?

 

DA GIOVINETTO, allorquando incominciai ad abbracciare i grandi ideali del socialismo(ribadisco che queste idee hanno sempre convissuto con la fede cattolica perché ambedue vogliono il bene comune) ho inteso la politica come nobile arte, come partecipazione per obbiettivi comuni, come processo di una coscienza civile generalizzata e di massa mirante, soprattutto, alla ideologia novista, parola che si coniuga fra progresso e novità, inserendosi nel pieno contesto delle problematiche della Valle del Savuto. Lo stile nello scrivere è rimasto quello di fermare sulla carta il mio pensiero proprio attraverso una visione oculata circa le analisi politiche sulla quotidianità di questo piccolo paese per il quale, da più tempo, dovevano essere avviate delle profonde riflessioni introspettive riconducibili al vero senso di interpretare la politica. C’è in me un profondo senso di dispiacere assistere alla disgregazione del Consiglio Comunale con le inevitabili ripercussioni sul già lacerato tessuto sociale Carpanzanese. Il volere andare a ritroso, non col senno di poi, per ripercorrere la realtà socio-politica e culturale che ha inciso sul destino di questo paese attraverso gli anni, porterebbe a un excursus che riempirebbe molte pagine di un giornale. Siamo tutti consapevoli del difficilissimo momento che attraversa Carpanzano, non solo a causa di un’organizzazione amministrativa diciamo precaria, di una situazione economico-finanziaria drammatica, ma perché su tutto ciò il tessuto sociale si è incancrenito, per cui si è alla ricerca di trovare una forte terapia d’urto capace di circoscrivere questo male affinché non abbia a diventare incurabile. L’impegno personale l’ho profuso nell’interesse della collettività e, stigmatizzando quanto affermo, desidero ribadire che non sono incline all’autoesaltazione e anche quando l’apprezzamento e la stima sono venuti da pulpiti qualificati mi sono comportato con modestia e umiltà, respingendo sempre la misera critica della dietrologia, e qualche strale velenoso proveniente da piccoli apparati pseudo politici locali. Ho sempre rimarcato il fatto che Carpanzano non aveva bisogno di oligarchie e di maggioranze risicate, ma di unità di intenti, di aggregazione sociale attraverso la collaborazione degli apparati locali, ad esempio: le associazioni socio-culturali che, a mio avviso, non devono essere viste e considerate come adombramento politico e di immagine,la parrocchia, così pure un diverso coinvolgimento del servizio sanitario e le relazioni esterne che devono andare oltre i convenevoli e le forme protocollari. Desidero augurarmi che da questa triste situazione di non unitarietà nessuno abbia a sentirsi autorizzato a cavalcarla, perché non ci sono vincitori e vinti, così come nessuno deve uscirne ingigantito oppure ridimensionato. Facciamo in modo tale di non speculare politicamente su quanto accaduto evitando di cadere nella tentazione di confessionali improvvisati in qualche vicolo, così pure di qualche sparuta conventicola; comportiamoci invece per come realmente siamo fatti dentro. Dobbiamo prendere atto che un ciclo politico – amministrativo si è ormai chiuso definitivamente e che non c’è più spazio per riproporre la “continuità politica”che pur se così legittimamente cara deve essere bandita da un certo lessico politico locale. Il futuro gruppo che dovrebbe costituire la terapia d’urto per ricompattare la collettività di Carpanzano in tutte le sue espressioni istituzionali e sociali potrà farlo se scevro da gelosie, da rancori, da arrivismi, da diffidenze e sospetti, da rigurgiti e fantasmi del passato sul quale bisognerà mettere una pietra tombale se davvero si vuole iniziare un percorso che non si richiami più alle vecchie riedizioni, un cammino sulla strada della politica al servizio, delle aspettative e dei bisogni della gente, sentendone il calore e l’afflato che consentirebbe alla futura amministrazione comunale un lavoro con spirito di unitarietà. E’ tempo, dunque, per un cambiamento di navigazione politica e non continuare a galleggiare sull’acqua come il sughero e dire basta alla politica che decide nelle stanze del palazzo, alla politica che mai ha consentito un voto di opinione. C’è, ovunque, bisogno di trasparenza e di cristallinità, di dibattito e di confronto leale, non dimenticando che sono questi i granelli del sale della vera democrazia. Non posso esimermi dal porre l’accento sulle problematiche della Valle del Savuto, un hinterland per il quale è tempo di assumere impegni seri e mettere in moto il volano dello sviluppo. Anche in questa direzione ho scritto articoli e portato avanti importanti dibattiti attraverso proposte valide riguardanti ad esempio l’istituzione di un parco fluviale del Savuto, proposta condivisa dall’Assessore Regionale all’ambiente On .Diego Tommasi, ma soprattutto nel mirino delle mie attenzioni ho messo la strada a scorrimento veloce Coraci-Medio Savuto-Piano Lago collegata con la dorsale di Marcellinara, un’opera considerata come un’infrastruttura strategica che, purtroppo, rimane nelle incompiute di questa Regione e nell’inerzia del Presidente Agazio Loiero. E’uno scandalo che è sotto gli occhi di tutti. La Comunità Montana del Savuto ha più volte insistito presso la Regione Calabria per il rifinanziamento del progetto, ma inutilmente. Continuo, con spirito fortemente costruttivo ad appellarmi al Presidente dell’Ente Montano Sig.ra Anna Aurora Colosimo alla quale esprimo sentimenti di stima e di solidarietà anche per via di quegli esercizi di fantasia e al susseguirsi delle tante voci gratuite sul futuro della Presidenza dell’Ente Montano. Avanti, dunque, Presidente Colosimo con i progetti che contano, quali l’Ospedale e i Trasporti con particolare riferimento alla questione in esame legata alla realizzazione della Metropolitana leggera Cosenza-Rende, un argomento in discussione già da tempo in merito al quale(guarda caso)ebbi ad organizzare a Carpanzano un convegno con la qualificata presenza del Sen. Franco Covello allora responsabile unico delle Ferrovie della Calabria. Sono convinto che il Sen. Covello avrebbe dato un impulso notevole valutando positivamente l’ipotesi di collegamento Savuto-Unical, cosa invece che a tutt’oggi le FC (si legge nel documento) decidono di investire su un progetto di collegamento urbano escludendo il Savuto. Su queste importanti tematiche deve avvenire il confronto serio e serrato, invece di pensare a rimpasti di Giunta, alle inopportune crisi politiche, alle dicerie metropolitane e di inferriata che creano solo confusione e malumore a discapito del nostro territorio. Mai raglio d’asino arrivò in cielo. Un augurio al nostro caro paese Carpanzano e, pur se il cosiddetto progresso ha confinato sulla dorsale di una collina non consentiremo sia davvero destinato all’estinzione e, soprattutto, adesso forte deve essere il nostro richiamo al grande patrimonio genetico espresso nel tempo in termini di intelligenze vive, di uomini di cultura, di persone oneste e umili, di chi ha dato la vita per la Patria, di chi è caduto lavorando nelle gallerie e di quanti sono emigrati. Questi radicati sentimenti dovranno accompagnarci se intendiamo lavorare in sintonia per un progetto sfidante, espressione di un comune sentire, di un comune impegno di realizzare, non l’esercizio del potere, ma la nobile arte del governare.

 

Lillo Sciarratta

 

 

* Difensore Civico del Comune di Carpanzano

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