Luoghi, istanze, sogni e malesseri di una generazione

Francesca Gabriele intervista i giovani di Rogliano

 

DIALOGO in famiglia, soprattutto luoghi di ritrovo, una struttura sportiva libera: questo è quanto ci chiedono i nostri ragazzi per vivere sereni, e non desiderare – o essere costretti – ad andare via.

La conflittualità che stanno vivendo i giovani del circondario roglianese non può certo passare inosservata, o, essere ignorata. Una parte dei nostri giovani, rappresentanti e protagonisti del nostro futuro, stanno lanciando un grido d’allarme, attraverso gli episodi che ci troviamo costretti, nostro malgrado, a leggere con sempre più assiduità sui quotidiani locali. Episodi, per ora, intermittenti, che investono dolorosamente la nostra cultura, il nostro sociale, che svelano, le paure, le incomprensioni, i conflitti, le non passioni che vivono i ragazzi. Il nostro giornale (La Voce del Savuto, ndr), ha voluto parlare con alcuni dei giovani locali (rappresentanti di quella parte che cerca di darsi da fare per migliorare e migliorarsi) per percorrere le loro giornate, i loro hobby, per capire cosa si può dare loro, quali strumenti mettere in campo per arricchirne il bagaglio culturale e ideologico.

 

 

NEL NOSTRO territorio, esiste un problema di malessere giovanile. Pensate, che questo sia dovuto anche ad una scarsa comunicazione in famiglia rispetto al passato?

Andrea Gabriele, 22 anni, apprendista-imbianchino.

La famiglia, svolge un ruolo importante per noi ragazzi. La comunicazione, oggi, esiste in famiglia. Ti assicuro, che all’interno del nucleo familiare c’è un vivace scambio di idee. Tutto quello che fa paura sul serio, va oltre le mura domestiche”.

Pierpaolo Bruno, 23 anni, studente Farmacia.Talvolta i ritmi frenetici che accompagnano la vita di oggi, ci portano a trascurare tante cose come per esempio gli affetti, quindi, molto spesso presi dalla carriera i genitori trascurano i propri figli, i quali, vedono di conseguenza la famiglia come una trappola”.

Rosiana Zumpano, 22 anni, studentessa facoltà di Legge.Secondo me, oggi, rispetto al passato si comunica molto di meno nelle famiglie. Parecchi miei coetanei, proprio per questa scarsa comunicazione si sentono trascurati”.

Lorella Zumpano, 19 anni, studentessa universitaria, Informazione scientifica sul farmaco.Nelle famiglie oggi si comunica poco. Il dialogo tra figli e genitori è quasi inesistente, da qui, il malessere di molti ragazzi che finiscono poi per sbagliare”.

Mario Scalzo, 19 anni, studente Economia aziendale. Più che alla comunicazione o meno in famiglia, penso che il malessere dilagante, sia dovuto all’assenza totale di punti di svago per noi giovani. L’unico punto di riferimento è la “Villa”, dove, abbiamo il consueto passeggio pomeridiano – serale”.

 

 

COME trascorrete le vostre giornate?

Andrea:Fortunatamente lavoro tutto il giorno. La sera, ritorno a casa stanco e spesso decido di non uscire. Nel nostro paese, alla fin fine, l’unico punto di ritrovo è il bar. Non esiste più niente”.

Pierpaolo:Studio, mi dedico alla musica che è la mia passione, pratico il tirocinio in Farmacia. La sera, la dedico a conversare al telefono con la mia fidanzata che studia in un’altra regione”.

Rosiana: “ Le mie giornate le trascorro all’università, oppure, le dedico allo studio a casa. Frequento la palestra, e, il fine settimana lo riservo alle mie amiche”.

Lorella:La mattina, sono impegnata con l’università; il pomeriggio studio o sto al computer. A volte esco, mi incontro i miei coetanei in Villa, d’altronde, a Rogliano non esistono altre alternative”.

Mario: “Tutto il giorno, per fortuna, sono impegnato all’università. La sera, la trascorro nei locali cosentini, quindi, a Rogliano trascorro poco tempo, generalmente la domenica mattina”.

 

 

SECONDO voi, cosa bisognerebbe creare sul nostro territorio, per impegnarvi e appassionarvi?

Andrea:Basterebbe un luogo di ritrovo dove poter ascoltare musica, chiacchierare, ballare. Il problema vero, però, esiste per i ragazzi più giovani. Per loro, è necessario creare una struttura sportiva non proprio a pagamento, sale di lettura, locali attrezzati per il tempo libero, giornaliero e serale”.

Pierpaolo: “Nell’hinterland c’è una carenza assoluta di luoghi dove possiamo divertirci. Rogliano, ha anche questo handicap, se anche i locali ci sono, non ci sono altre alternative a questi, che dovrebbero essere invece create”.

Rosiana: “ E’ necessario creare una struttura per noi ragazzi, penso, anch’io a un luogo di ritrovo. Molti miei coetanei, sono costretti a recarsi a Cosenza, dove esistono sale predisposte al gioco del booling, del biliardo. Perché, chiedo, non creare queste attività anche nel nostro paese?”

Lorella: “Penso, sia sufficiente per noi ragazzi anche avere solo una sala dove vengono proiettati dei film, o, poter usufruire di una struttura sportiva che ospiti una piscina, dove, trascorrere il tempo libero”.

Mario:Non abbiamo punti di ritrovo, non abbiamo attività che ci coinvolgono tutti. Quest’anno, si sta iniziando a creare una società di calcio, ma non a tutti i miei coetanei –per vari problemi – è possibile partecipare. Io stesso, tra poco, non potrò più allenarmi, perché, sono entrati giocatori di altri paesi. Esisteva un locale dove giocavamo al biliardo, ma anche questa possibilità è svanita. E’ necessario per noi ragazzi avere un locale, all’interno del quale, possiamo esprimere ognuno la propria creatività, dedicando le serate a un tema diverso. Musica, pittura, discussione, giochi, balli possono essere alternative alla noia. Si potrebbero coinvolgere anche i gruppi musicali del luogo, dando anche a quest’ultimi, l’opportunità di esporre i propri lavori”.

 

 

PENSATE che il vostro futuro sia a Rogliano, oppure, altrove?

Andrea: “In passato ti avrei risposto lontano da Rogliano. Oggi, il mio futuro lo vedo a Rogliano, perché in fondo si vive bene, anche se nessuno ha mai davvero lavorato per integrare noi ragazzi, e darci un valido motivo per non desiderare di andare via”.

Pierpaolo:Il mio futuro non sarà a Rogliano, nonostante, qui ho i miei affetti più grandi. La laurea che prenderò, servirà a introdurmi in un mondo lavorativo che in questa zona è inesistente, perché, non ci sono aziende farmaceutiche che potranno assumermi, non c’è una farmacia che potrà assumermi”.

Rosiana: “Dopo la laurea, penso, di andare fuori alla ricerca di un lavoro soddisfacente”.

Lorella: “Il mio sogno è poter rimanere a Rogliano, vicino ai miei parenti. Naturalmente, se trovo un’opportunità di lavoro in un altro luogo, terminati i miei studi andrò fuori”.

Mario: “Se riesco a tradurre in pratica i miei progetti rimango a Rogliano, altrimenti, andrò nel posto dove posso realizzarli”.

 

Francesca Gabriele

 

 

Nella foto: la villa comunale, il luogo più frequentato dai giovani roglianesi.

 

 

 

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