“Carpanzano e le sue speranze … “

di Pasquale Fabiano

 

"CHE A CARPANNZANO, in questi ultimi anni, le cose non andassero tanto bene, tutti lo sapevamo già. Chi ancora non lo sapeva l’ha potuto apprendere leggendo gli articoli sui giornali locali pubblicati a partire dalla scorsa estate. La vicenda si è conclusa con lo scioglimento del Consiglio comunale e con la nomina del commissario prefettizio. Stante così le cose, oggi più che mai é necessario che in ognuno di noi si determini un atto di coraggio, che imponga alla propria coscienza la realizzazione di una forte componente politica, che riesca ad amalgamare tutte quelle risorse umane capaci di dare il meglio di sé stessi per il nostro paese. C’è bisogno di uomini e donne che credano nel dialogo, e siano in primo luogo disposti a sacrificare il proprio tempo, il proprio lavoro per il bene della collettività. Non è il momento, né più il tempo di assumere posizioni che determinino lotte di potere. Non credo che siamo nelle condizioni di andare ancora una volta verso divisioni politiche, che, se praticate, possano condurre, inevitabilmente, il paese verso il più veloce declino. La partenza, per motivi di lavoro, di un giovane è sempre dolorosa; poi, con il tempo che scorre, subentra la rassegnazione e la coscienza si assopisce. Ma la cruda realtà è sempre la, nascosta dietro l’angolo, che, con una certa frequenza, quasi paragonabile al trillo mattutino della sveglia, ci desta di soprassalto. Che cosa è questo frastuono, ci chiediamo? Ah! Nulla. E’ solo uno sferragliare provocato dal treno che parte e che porterà via, lontano per sempre dalla sua casa, un uomo e la sua famiglia, degli amici, dei compaesani. Svaniscono così le speranze carpanzanesi. Un’altra porta si chiude, una casa, un tempo luogo di calore, di vita, di sogni resterà nel più totale silenzio. Quante lacrime per queste partenze che, piano piano, come un tarlo, hanno indebolito il nostro paese. L’abbandono della collina carpanzanese un tempo lussureggiante, oggi è sotto gli occhi di tutti allo stato di incuria. Non so se è possibile fermare questo continuo svuotamento. Non sono capace di pensare se ognuno di noi può fare qualcosa per fermare questa emorragia che sta riducendo Carpanzano da città vitale e laboriosa a cenerentola del comprensorio. Questa è in parte la nostra storia, una storia che ci intristisce, ci demoralizza e speriamo serva a farci intendere che Carpanzano non ha bisogno di illusioni, di rais, e di facili promesse. Ha invece assoluto bisogno di un grande senso di responsabilità, di gente competente che sappia portare il paese ad essere ancora protagonista. Se vogliamo raggiungere questi obiettivi è necessario avviare un confronto serio che porti a scegliere per Carpanzano la via meno distruttiva possibile, che porti verso la costruzione di un forte elemento politico che io chiamerei "Grande Coalizione per Carpanzano". La situazione finanziaria è grave, a tal punto che forse non si possiedono le risorse finanziare per la sistemazione del manto stradale in porfido di piazza Maria Santissima delle Grazie, come per il manto stradale della via antistante l’ingresso della casa canonica. Uniamoci sui punti in comune, resterà ben poco delle apparenze che ci dividono. Non si avverte la propria catena quando si segue spontaneamente colui che trascina; ma quando si comincia a resistere e a camminare allontanandosi, si soffre molto".

 

Pasquale Fabiano

 

Nella foto: un angolo del centro storico di Carpanzano.

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