“ÅBeati voi poveri, perché vostro è il Regno di Dio”.

di don Enzo Gabrieli *

 

 

VI^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

Lc 6,17.20-26

 

IL SIGNORE inaugura la sua missione. Presenta le linee programmatiche del suo governo dell’umanità. Lui non vuole promettere nulla, anzi in una logica umana le sue linee sono fallimentari. La promessa è solo per il dopo.

Ora i suoi devono sopportare povertà, lacrime, afflizioni, angosce e persecuzioni. Saranno beati successivamente?

La beatitudine di cui parla il Signore che passa nella concretezza di una vita libera, povera, bisognosa ed anche perseguitata è quella di coloro che hanno il cuore libero, di color che hanno consegnato umilmente la loro persona a Cristo.

Rileggendole bene non si tratta di una promessa sul futuro, si trattano in realtà di una pista da qui verso il cielo, dal presente verso il Regno. Sono una condizione di vita nuova.

Alle beatitudini, in questo brano, corrispondono le maledizioni introdotte biblicamente dalla parola “guai”.

Sono quattro condanne della sazietà e della presunzione di coloro che pensano di bastare a loro stessi, di farcela da soli, di coloro che sembrano godersela, di esser applauditi da tutti.

Per la persecuzione si può aprire una piccola riflessione a parte. Non si è beati se si è perseguitati, se si è messi al bando, ma se ciò accade a causa del suo nome.

Il discepolo è uno che brilla per la presenza del Signore in Lui. L’uomo delle beatitudini è un uomo libero, senza fronzoli, senza catene. E’ un uomo che non è soggetto a questo o a quel potente, la sua morale, la sua vita, la sua storia sono orientate già dalla luce e dalla fede nella provvidenza. Quanto gli accade, accidentale o no, non va a turbare l’equilibrio di chi ha posto la sua fiducia nel Signore.

 

“Secondo la sua promessa aspettiamo nuovi cieli e terra nuova” (San Pietro)

 

In te o Signore ho posto la mia speranza,

in te ho trovato la mia ricchezza e la mia gioia.

Accogli o Signore

ogni mia lacrima, ogni mia sofferenza.

Quando mi pongo sotto le tue ali

Sperimento la consolazione e la festa.

Fammi essere povero, affamato e stanco

Ma sperimentare la bellezza

del tuo riposo, della tua casa, della tua mensa.

Asciuga ogni mia lacrima

Mentre mi consumo per te.

 

Nella foto: il Discorso della Montagna (dalla Rete)

 

 *Don Enzo GABRIELI, sacerdote e giornalista (accreditato presso la Santa Sede) è parroco di Mendicino, Vicario Foraneo delle Serre e Vice Postulatore della Causa di Canonizzazione del Servo di Dio Gioacchino da Fiore. Ha pubblicato: La Chiesa dello Spirito Santo e la Congregazione dei Nobili di Rogliano (con Gaspare Stumpo); Innocenzo XII – Un papa dalle origini contese; La Chiesa di S. Nicola in Cosenza, monumento dell’arte sacra moderna; il giallo religioso Delitto nell’Abbazia; Ecce/Deus Ecce/Homo: Bernardo Milizia da Rogliano. Fondatore dei Colleretani e alcune raccolte di poesie. Collabora con Il Quotidiano della Calabria, Avvenire e con la rivista pastorale Via, Verità e Vita, edita dalle Edizioni Paoline. Attualmente è anche Direttore responsabile del giornale Comunicando News.

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