‘Carnevale di Poveri’ sotto tono rispetto al passato

Tradizione rispettata: all’interno tutte le maschere

"… i giorni del Carnevale producono allegria e regalano un pizzico di goliardia in più che è bene accetta perché consente di distrarci, seppur in maniera estemporanea, da quel senso di inquietudine che spesso pervade le nostre giornate. Per tradizione il Carnevale roglianese rappresenta nel Savuto (e forse nell’intero Mezzogiorno) il trionfo della maschera povera, del travestimento e dell’improvvisazione. Dalle nostre parti, infatti, il Carnevale non è Carnevale se nel suo insieme non emergono le figure classiche della festa popolare: le cosiddette “Farzarate”. Un mondo, questo, fatto di travestimenti il più delle volte insensati, capaci di garantire coreografie al limite tra la realtà e la fantasia, di far crollare ogni inibizione ai suoi protagonisti. Il tutto grazie a quel sottile filo che continua ancora a legare passato e presente, per il quale non occorrono grandi cerimonie o investimenti eccessivi. Tutto è lasciato all’estro, alla bizzarria, alla assoluta naturalezza di comportamenti che alla fine rappresentano il vero senso del Carnevale locale. In questo modo lo spettacolo va avanti, senza copione, per ore ed ore, in un clima di rumori e gesti che a volte non hanno riferimenti precisi, con centinaia e centinaia di “anonimi signori” che si aggirano per le piazze, lungo le strade, nei vicoli umidi per la nebbia di febbraio  …"

 

G.S. (tratto da: Cento pagine di un dilettante)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle foto: ‘farzarate’ per le strade di Rogliano

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